Lannes correla ad ogni scossa sismica un esperimento militare “…il cui meccanismo è talmente elementare che anche un negazionista cretino sarebbe in grado di affermare se non avesse la mente bacata…”
“Solo chi ha vissuto sulla propria pelle un dramma come il terremoto può capire davvero cosa si prova in certe situazioni. Solo chi non conosce il terremoto non sa che tipo di lacerazioni produce nel cuore di chi l’ha vissuto”.
Ma c’è anche chi, invece, con il sisma AQUILANO pensa di sciacquarsi la bocca e farsi bello facendo della pura accademia. Un’ipocrita narrazione dell’evento funesto datato 6 aprile 2009, impreziosita da una banale retorica del ricordo, con il solo scopo di diffondere bufale a dismisura. Stiamo parlando nientepopodimeno che di Gianni Lannes, un tempo giornalista d’inchiesta: in uno dei ‘pezzi’ presenti sul suo blog (sulatestagiannilannes.blogspot.it/2013/12/scie-chimiche-e-terremoti.html) si cimenta addirittura nella ‘costruzione’ di un vero e proprio castello di polvere. Stessa polvere ‘soffiata’ a più riprese su di una platea (più che sbigottita) durante una conferenza tenuta a Pescara qualche mese fa.
Sia ben chiaro un concetto: io non ho nulla di personale contro Lannes (ognuno è libero di scrivere ciò che preferisce e che, eventualmente, ritiene opportuno), ma contro, invece, il suo modo di insinuarsi viscidamente nelle ‘ferite’ ancora aperte della MIA TERRA.
Gianni Lannes, bofonchiando, afferma che “ …il Governo degli Stati Uniti d’America, in forza della tacita connivenza del Governo Italiano, ha ordinato la ripresa delle massicce irrorazioni nei cieli d’Italia, a base di aerosol che contengono sostanze tossiche quali alluminio, bario, polimeri artificiali, nanoparticelle, eccetera.
Tale attività oltre a provocare attività sismica sollecitando le faglie sismiche attive, causa inoltre un grave inquinamento dell’aria. E le prime vittime indifese sono i bambini. L’aerosolterapia bellica rende l’aria elettroconduttiva così da facilitare la propagazione di energia elettromagnetica nell’etere e provocare anche terremoti indotti dai riscaldatori ionosferici: si tratta di dispositivi che colpiscono a comando determinati punti della crosta terrestre… Le onde ELF irradiate e poi rifratte dalla ionosfera sono in grado di raggiungere qualunque punto della crosta terrestre, preferibilmente in aree notoriamente sismiche, e colpire le faglie sismiche attive, innescando terremoti a comando. La tecnologia militare da mezzo secolo è in grado di manipolare a piacimento le forze della Natura… ”.
Lannes, pertanto, correla ad ogni scossa sismica un esperimento militare “…il cui meccanismo è talmente elementare che anche un negazionista cretino sarebbe in grado di affermare se non avesse la mente bacata…”. Probabilmente la mia mente è davvero bacata e proprio per questo motivo ho deciso di rivolgermi a degli esperti (veri), ai quali ho semplicemente chiesto di leggere ed ascoltare attentamente quanto affermato dal ‘giornalista d’assalto’.
Direi di cominciare da ALESSANDRO DAMIANO SABATINO, fisico, oceanografo presso l’Università di Strathclyde in Glasgow.
Dott. Sabatino… andiamo al dunque: “…si irradia la ionosfera di onde ELF che poi si fanno ricadere su punti determinati della crosta terrestre, ossia faglie sismiche attive, scatenando un terremoto. In contemporanea si sparge il cielo di bario che rende l’aria estremamente elettroconduttiva ed il gioco è fatto…”. Quanto c’è di vero in questa affermazione?
“A parte il termine “ricadere” (che è estremamente scorretto quando si parla di onde, giacché i fotoni sono privi di massa e quindi la forza di gravità non ha effetto su di essa), ciò che viene sostenuto è fuorviante, anche perché non viene spiegato affatto il fenomeno. Le ONDE ELF sono onde radio a bassa frequenza: esse hanno frequenza tra 3 e 30 Hz ed hanno una lunghezza d’onda tra i 100.000 e i 10.000 km. Sono usate per le comunicazioni a terra, per le comunicazioni tra i sottomarini e anche per lo studio del campo magnetico terrestre. Sono onde con frequenza inferiore di quelle di una qualunque frequenza usata nelle radio. Come insegna la meccanica quantistica, l’energia di un fotone è legata alla frequenza dell’onda: più è alta la frequenza, più è alta l’energia. Vi prego di credermi senza una lavagnata di numeri per dimostrarlo. Non servono lavagnate di numeri, invece, per capire che delle onde radio chiamate ELF (extremely low frequency, “a frequenza estremamente bassa”) avranno energia estremamente bassa: a questo punto, come possono delle onde a bassissima energia e a bassissima frequenza causare un terremoto?
Proviamo con il sempre attuale metodo per assurdo: poniamo che dall’Alaska sia stata sparata una radiazione, che sia stata fatta rimbalzare contro la ionosfera al fine di farla “ricadere” sull’Abruzzo.
Facendo percorrere all’onda questa distanza davvero notevole, è inevitabile che essa perda ulteriormente energia (sia per assorbimento atmosferico sia per il fatto che l’antenna non irradia in maniera perfettamente lineare): perciò, l’energia si distribuirebbe su una certa area, con un margine di errore provocato dall’antenna stessa. La focalizzazione infatti non è mai perfetta, soprattutto quando si tratta di distanze così considerevoli.
La domanda di fondo, tuttavia, Lannes, la lascia insoluta: come fa un’onda elettromagnetica a creare un terremoto? Come è possibile che irradiando una superficie si riesca a creare un forte moto delle placche tettoniche? Credo che dalle parti di Stoccolma sarebbero felicissimi di assegnare un Premio Nobel per una scoperta del genere.
E per ciò che concerne la teoria dell’elettroconduttività del bario?
“Immancabile il riferimento alle Scie Chimiche, con il bario che in questo caso non servirebbe ad avvelenare le popolazioni, ma a rendere più elettroconduttiva l’atmosfera. L’elettroconduttività non esiste come grandezza né fisica né chimica. Per aumentare la conduttività di un mezzo servirebbe aumentare la concentrazione degli ioni. Certo, il bario ha bassa energia di ionizzazione: ma perché usare il bario quando cesio (altamente tossico), francio, rubidio (reagisce violentemente con l’acqua), potassio (reagisce con l’acqua, corrosivo) o radio (radioattivo) si ionizzano più facilmente del bario?
Risposta: perché si conosce solo il bario, ed il bario è entrato nel linguaggio di questo tipo di pubblico, affabulato da anni di bufale distorte.
Forse Gianni Lannes voleva intendere elettronegatività?
“L’elettronegatività del bario (Ba) è di 0.9, quella del piombo è 1.9, quella del fluoro 4.0, quella dell’arsenico 2.0 …..che è anche la stessa di quella del polonio.
Perché questi fantomatici aerei non utilizzano queste sostanze, molto più pericolose per la salute umana (e dunque efficaci, in un’ottica del fantomatico complotto) del bario o dell’alluminio?
Non si sa: per i complottisti è meglio il Bario. Inoltre non è molto chiaro perché l’elettronegatività (o l’elettroconduttività?) favorirebbe i terremoti: anche qui, Stoccolma aspetta le spiegazioni.
Inoltre, il bario solido ha densità di 3.510 kg/m3, la densità dell’aria al livello del mare è circa 1,225 kg/m3: questo vuol dire che non rimane in sospensione molto a lungo (legge di Archimede).
Quindi, per rendere elettroconduttiva o elettronegativa l’atmosfera bisognerebbe continuamente buttare bario in atmosfera. Cosa che abbiamo già dimostrato essere impossibile”.
L’autorevole intervento del Dott. Sabatino ha smentito, quindi, la possibilità di creare un terremoto artificiale, tantomeno con un dispositivo distante migliaia di chilometri che usa delle onde che non sarebbero neanche in grado di scaldare un pollo ad un centimetro di distanza.
Il secondo esperto interpellato risponde al nome di CHRISTIAN DEL PINTO, geofisico e sismologo aquilano. Secondo il Dott. Del Pinto il discorso è piuttosto ‘semplice’: “In primis, attualmente, non esistono prove scientifiche coerenti secondo cui condizioni atmosferiche possano essere correlate con un evento sismico, nè prima nè dopo; in secundis si parla genericamente di studiosi e di articoli… ma non si fanno nomi né precisi riferimenti. E questo è giornalismo investigativo? Quali sono queste prove? Dove sono questi documenti? Quali sono le riviste che hanno pubblicato questi articoli? Sono attendibili? Quale impact factor hanno? La teoria del complotto, da sempre, si basa su ipotesi e congetture che puntualmente non vengono dimostrate. Perché NON POSSONO essere dimostrate. Quali sono gli esperimenti che hanno dimostrato che le onde ELF dalla ionosfera possono generare terremoti? Chi li ha svolti e dove sarebbero stati pubblicati i risultati?”.
Anche MARCO MUCCIARELLI, docente di Sismologia Applicata presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università della Basilicata e Direttore del Centro Ricerche Sismologiche dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale (OGS), afferma di essere a conoscenza di queste ed altre accuse mosse sul suo blog da Gianni Lannes. “Sono idee prive di senso, i terremoti negli ultimi anni sono addirittura in calo e in Italia abbiamo un catalogo di eventi devastanti lungo millenni. La stessa L’Aquila distrutta da un terremoto nel 1349 e nel 1703. All’epoca non esistevano neanche le mongolfiere. A chi sbandiera come prova delle “scie chimiche” il fatto che si siano trovate “tracce” di alluminio al suolo, basterebbe ricordare che l’alluminio è il terzo componente più diffuso delle rocce terrestri dopo ossigeno e silicio (nozione che ai miei tempi si imparava alle scuole medie)”.
Concludiamo con MARCELLO TARABOCHIA, ricercatore ed esperto in apparati scientifici, nonché collaboratore per Alenia Aerospazio e JPL di Pasadena – Cape Canaveral (KSC).
Rivolgo anche a Lei, Dott. Tarabochia, la medesima domanda: “Possono le onde ELF innescare un terremoto?”
“ASSOLUTAMENTE NO! Vorrei spiegarmi meglio però, anche perché il discorso merita una certa attenzione. Partirei da un esempio: il MUOS. Troppa gente, anziché fermarsi un attimo e tentare di capire, parla a vanvera di quelle installazioni dimostrando un’ignoranza abissale ed un’appartenenza a credenze ideologiche. Le antenne paraboliche di grandi dimensioni sono meno inquinanti di quelle piccole…….
Il motivo è semplicissimo ed è, anch’esso, un principio fisico ed elettromagnetico: maggiore è il diametro della parabola e più concentrato è il fascio di microonde che viene emesso. La conseguenza è che tutte le emissioni spurie sono di gran lunga inferiori e che la potenza utilizzata per la trasmissione è senza dubbio più limitata, poiché la concentrazione del fascio consente di utilizzare tutta la potenza per la comunicazione senza disperderla inutilmente in atmosfera (e nelle zone circostanti).
Il paradosso è che se al MUOS avessero utilizzato delle antenne di due metri di diametro con trasmettitori da 1 chilowatt nessuno avrebbe detto nulla, nessuno si sarebbe accorto delle installazioni, ma ci sarebbe stato un inquinamento elettromagnetico molto forte e diffuso a causa della scarsa direttività dell’antenna usata.
Per ciò che concerne l’irradiazione elettromagnetica, c’è da dire che questa tecnica è stata usata in passato per abilitare le comunicazioni per mezzo del Tropospheric scatter (fasci meteorici e ionizzazioni degli alti strati dell’atmosfera), ovviamente per attività militari.
L’apertura degli E-sporadici (le posizioni di riflessione ionosferica dell’atmosfera) deve essere prevista attraverso complicati calcoli che coinvolgono l’attività solare, le condizioni meteorologiche, le posizioni delle stazioni che devono comunicare, ma devono essere supportate anche da misure e rilievi fatti di continuo per aggiornare le tabelle ed avere le ‘finestre’ di comunicazione pronte all’uso.
A tal proposito si è reso necessario installare un certo numero di stazioni radar meteo che inviavano fasci di microonde diretti verso gli alti strati dell’atmosfera per misurare la riflessione di questi ultimi e quindi aggiornare le tabelle. Da qui la genesi dell’improbabile ‘mito’ dell’ HAARP…. da qui il paradosso: se ‘sparo’ un fascio a microonde di elevata potenza in atmosfera è come se mettessi una coscia di pollo nel microonde… Peccato che le cose siano sostanzialmente diverse. Il fascio di microonde sprigionato da un’antenna direttiva (parabolica) è come un cono di un angolo ben definito che punta verso il cielo. Sulla parabola la potenza irradiata si misura in Watt per centimetro quadrato. Man mano che ci si allontana dalla parabola la potenza si attenua (è un fenomeno fisico di dissipazione) fino a valori praticamente non misurabili da strumenti poco sensibili a grandi distanze. Ciò significa che quei 1000 Watt ipotetici vengono dissipati in atmosfera.
Ma se 1000 Watt del forno a microonde in un ambiente di pochi litri di volume riesco a cuocere tranquillamente il pollo, la medesima potenza in un volume di milioni di metri cubi…….. non scalda un emerito ‘tubo’! La proporzione matematica è evidente… sarebbe come tentare di accendere un fuoco con una lampadina tascabile!
Concludo con le cosiddette ‘irrorazioni chimiche’…anche e per mezzo di voli di linea low-cost…
Anche in questo caso il discorso è piuttosto semplice. L’alluminio ed altri metalli eventualmente dispersi in cielo causerebbero riflessioni di onde radio…….o perlomeno questo era l’intento di alcuni esperimenti militari americani (e russi) 20-30 anni fa, subito abbandonati perché troppo dispendiosi.
Poniamoci un quesito… se è dispendioso per i militari, chi altro potrebbe buttare soldi in quantità immane per ‘irrorare’ tutto e tutti?
Facciamo, soprattutto, due conticini: se volessimo ‘irrorare’ una porzione di territorio o l’atmosfera bassa di una zona geografica dovremmo spruzzare almeno 5 litri al secondo di composto chimico (su un aereo che viaggia a 500Km/h) per avere una concentrazione che possa essere utile a qualcosa…… tipo una scia visibile….. come quella delle Frecce Tricolori. Cinque litri al secondo vuol dire che per irrorare 15 minuti (il tempo di transito visibile di un aereo sulla nostra testa ad un’altezza di circa 5000 metri) servirebbero 4500 litri (chili) di materiale. E dove lo si stiverebbe a bordo di aerei commerciali?
Dentro serbatoi invisibili? Miscelato con il cherosene?
Concludo prendendo ad esempio un volo Londra-Roma ( con ipotetici 30 minuti di ‘irrorazione’ chimica): distanza in volo circa 1800 Km; peso di un passeggero (medio) 75Kg… quindi 140 passeggeri più 5 equipaggio = circa 11 tonnellate; sommiamo circa 5 kg di bagaglio per passeggero più il vettovagliamento e le dotazioni di sicurezza = 1 tonnellata circa; aggiungiamo l’acqua necessaria per le toilettes = circa 1 tonnellata; siamo arrivati ad un peso complessivo di 45 tonnellate da far decollare (senza considerare carburante ed agenti chimici). A ciò devono essere aggiunti 10 tonnellate (circa) di peso dei serbatoi chimici….e siamo già a 55 tonnellate. Premesso che i numeri tipici di un volo di linea (Boeing 737 low-cost) sono inconfutabili (peso dell’aereo = 32 tonnellate; peso massimo al decollo = 56 tonnellate), sarebbe quindi possibile aggiungere SOLO 1 tonnellata di carburante nei serbatoi dell’aeroplano!! Probabilmente riuscirebbe solo a decollare…. per poi precipitare!
Queste sono REALTA’ OGGETTIVE, FATTI caro Gianni Lannes…non chimere.
Chioserei con uno stralcio del testo della canzone di Elio e le storie tese, ‘Mio cuggino’…. “Mi ha detto mio cuggino che una volta si e’ schiantato con la moto… Mi ha detto mio cuggino che una volta ha trovato in spiaggia un cane e invece era un topo… Mi ha detto mio cuggino che una volta in discoteca ha conosciuto una tipa che pero’ poi non si ricorda piu’ niente e alla fine si e’ svegliato in un fosso tutto bagnato che gli mancava un rene… Mio cuggino ha fatto questo e quello…”. Intelligenti pauca.



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