Astronomia: Cerere e il mistero delle due macchie bianche [FOTO]

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Gli ultimi scatti mostrano la già nota macchia bianca, in compagnia di una seconda macchia altrettanto chiara e ben visibile

Cerere DawnSolo pochi giorni e la sonda Dawn entrerà in orbita intorno al pianeta nano. Nel frattempo, le immagini che ci invia di Cerere continuano a sorprendere gli scienziati. Gli ultimi scatti, infatti, effettuati da una distanza di circa 46.000 km, mostrano la già nota macchia bianca, in compagnia di una seconda macchia altrettanto chiara e ben visibile.

Si può notare che ora la macchia bianca di Cerere ha una compagna di minore luminosità ma apparentemente nella stessa area. Si potrebbe pensare ad un’origine vulcanica ma dovremo attendere foto con risoluzione migliore prima di poter fare altre interpretazioni geologiche,” dichiara Chris Russell, a capo della missione Dawn, alla University of California, Los Angeles.

Cerere è l’asteroide più massiccio della fascia principale del sistema solare: fu il primo ad essere scoperto (il 1º gennaio 1801 da Giuseppe Piazzi) e per mezzo secolo è stato considerato l’ottavo pianeta. Dal 2006 è l’unico asteroide del sistema solare interno ad essere considerato un pianeta nano, come Plutone, Makemake, Haumea ed Eris. Il suo diametro è di circa 950 km e la sua massa è pari al 32% di quella dell’intera fascia principale.

Dawn CerereL’ingresso nell’orbita del pianeta è previsto per il 6 marzo 2015, e si tratta della prima volta in cui una sonda ha raggiunto due obiettivi: Dawn ha già fatto visita all’asteroide Vesta, esplorandolo per  14 mesi tra il 2011 e il 2012.

Cerere è quasi un totale mistero per noi,” dichiara Christopher Russell, responsabile della missione Dawn presso l’Università della California. “A differenza di Vesta, Cerere non ha meteoriti che possano rivelarci i suoi segreti. Quello che possiamo predire con certezza è che ci sorprenderà.”

La missione è unica nel suo genere perché sfrutta un nuovo sistema di propulsione a ioni, “orbitare attorno a Vesta e Cerere sarebbe davvero impossibile con un sistema di propulsione convenzionale,” spiega Marc Rayman, del JPL NASA. “grazie a questo tipo di propulsione, stiamo per fare la storia con la prima sonda in assoluto che orbiterà attorno a due mondi alieni inesplorati.”