“Bomba” di neve in Emilia Romagna: nell’Appennino bolognese dopo 7 giorni continua il blackout

LaPresse-L.Bianchi/P.LoDebole
LaPresse-L.Bianchi/P.LoDebole

“Famiglie al freddo anche per oltre cinque e sei giorni, con casi che raggiungono ormai gli otto; mancanza di acqua, rete telefonica fissa generalmente interrotta, telefonia mobile guasta quasi ovunque e trasporto ferroviario sospeso”. A oltre una settimana dalla nevicata del 5, 6 e 7 febbraio, l’Unione dei Comuni dell’Appennino bolognese fa il punto della situazione, e il quadro non e’ davvero dei migliori. In particolare, l’Unione se la prende con Enel, affermando che “la mancanza di energia elettrica ha causato situazioni davvero estreme” e che “non si puo’ tacere, anche a fronte di una nevicata molto pesante, che le conseguenze sono state veramente troppo elevate ed inaccettabili”. Per questo l’azienda “deve, con trasparenza, comunicare le ragioni di questo tracollo” e far conoscere ai cittadini “tempi e modi per riportare tutta la rete elettrica in condizioni di normalita'”.

LaPresse-L.Bianchi/P.LoDebole
LaPresse-L.Bianchi/P.LoDebole

I cittadini e le aziende devono poi “essere risarciti per il danno subito, non solo con il meccanismo previsto dalla norma del rimborso in bolletta, ma con una valutazione oggettiva del danno stesso”, e per questo l’Unione “si impegna a coordinare i Comuni nelle operazioni di richiesta danni e nel sostenere le azioni singole o collettive che unitariamente si vorranno esercitare nei confronti di Enel e di chiunque possa essere ritenuto responsabile di quanto avvenuto”. Inoltre, “i Comuni devono ricevere per intero le risorse che hanno speso in questi giorni per liberare le strade dagli alberi caduti, per fornire l’assistenza alla popolazione, per gli interventi di varia natura effettuati sul territorio e per quelli che dovranno essere fatti”, e per questo l’Unione “sostiene la richiesta della Regione al Governo per il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale”. Per quanto riguarda le aziende, l’Unione afferma che “devono essere messe in condizione di ripartire immediatamente, eventualmente anche promuovendo forme agevolate di sostegno finanziario”. Infine, l’associazione dei Comuni appenninici invita a dire “basta ai tagli indiscriminati ai Comuni, alle ex Province, oggi Citta’ metropolitana, e alle privatizzazioni di aziende che nell’esclusiva logica del profitto determinano tagli al personale tecnico e operativo, frammentano la gestione dei servizi e non danno nessun risultato in termini di concorrenza”. Dopo quanto e’ successo, scrivono i Comuni, “riteniamo che solo attraverso una politica di prevenzione e manutenzione delle reti e del territorio si possano evitare questi disastri annunciati”.