Domani i ricercatori discuteranno i risultati durante un meeting di virologia a Seattle
I risultati della sperimentazione del ‘favipiravir’, un farmaco giapponese contro Ebola, sono cosi’ buoni che e’ il momento di pensare ad un uso allargato sui pazienti in una fase ancora iniziale della malattia. Lo hanno affermato, come riporta Le Monde, i ricercatori coinvolti dell’Ong Alima, che con Medici senza Frontiere e l’Inserm francese portano avanti il test finanziato da Parigi e dalla comunita’ Europea. Il farmaco, autorizzato nel 2014 in Giappone come antinfluenzale e di cui sarebbero gia’ pronte circa 20mila dosi, fa parte di quelli usati sul medico siciliano Fabrizio Pulvirenti, colpito da Ebola lo scorso dicembre. Provato su 80 pazienti ha ridotto del 50% la mortalita’ di quelli con la malattia in fase iniziale o intermedia, mentre non ha avuto effetto su quelli alla fine del decorso. ”Questo ci permette di affermare che i segni positivi sono sufficienti – ha affermato Augustin Augier dell’Ong Alima – a rendere disponibile il farmaco piu’ largamente ai pazienti, cercando allo stesso momento alternative terapeutiche per la malattia avanzata”. Al momento l’Oms non si e’ pronunciata sull’argomento, anche se il farmaco e’ stato inserito da subito tra quelli potenzialmente interessanti. Domani i ricercatori discuteranno i risultati durante un meeting di virologia a Seattle.


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