Forti venti meridionali spazzano il mar Egeo, la Turchia e l’Europa orientale, raffiche fino a 94 km/h sulle coste della Bulgaria

analisiLa profonda depressione fredda che da giorni domina lo scenario meteorologico su gran parte del continente europeo lo scorso weekend ha dato origine a forti venti burrascosi che hanno investito gran parte dell’Europa orientale, dalla Grecia alla Turchia, fino alla Bulgaria, la costa rumena e l’Ucraina. Nel corso della mattinata di sabato 31 Gennaio 2015, con il graduale spostamento della profonda depressione a carattere freddo di 971 hpa verso il nord della Polonia, furiosi venti dai quadranti meridionali, prevalentemente da Sud e S-SO, hanno sferzato la Grecia, il mar Egeo, il mar di Marmara e il settore centro-orientale del mar Nero, a causa del sensibile inspessimento del “gradiente barico orizzontale” fra i Carpazi e la Russia.

Rtavn421La profonda depressione extratropicale a carattere freddo, nel suo movimento verso nord-est, in direzione della Polonia settentrionale e del mar Baltico settentrionale, è riuscita ad erodere il margine più occidentale di quel promontorio anticiclonico, dalle caratteristiche “termo-dinamiche”, da giorni insistente fra la regione degli Urali e il Kazakistan, con massimi barici al suolo superiori ai 1030 hpa. La contrapposizione fra le opposte figure bariche dinamiche sull’Europa centro-orientale ha prodotto un sensibile inasprimento del “gradiente barico orizzontale” che ha disposto i propri massimi al traverso di Bulgaria, Romania, Ucraina e bacino del mar Nero, dove si è realizzato un consistente infittimento delle isobare che si presentavano molto ravvicinate. Le isobare strette e concentriche dell’area ciclonica, procedendo gradualmente verso levante, si sono ammassate su quelle ellittiche dell’intensa area anticiclonica.

01La presenza, più ad est, di questa solida figura anticiclonica, con massimi di oltre 1030 hpa localizzati fra i monti Urali e il Kazakistan, ha contribuito a comprimere ulteriormente il già intenso “gradiente barico orizzontale” che caratterizzava il lato orientale del profondo ciclone a carattere freddo, sceso al di sotto dei 971 hpa. Questo consistente infittimento delle isobare, nel corso del weekend, ha determinato un notevole rafforzamento della ventilazione meridionale, che dal mar Egeo risaliva verso il mar di Marmara e il Bosforo, con forti venti burrascosi, da S-SO e da Sud, fino a forza 8 Beaufort, che sono stati enfatizzati dall’orografia locale, tanto che nelle raffiche più forti si potranno toccare picchi di oltre 70-80 km/h, se non pure di più sulle isole dell’alto Egeo, come Lemno, Taso e Samotracia. Tra le raffiche più forti, di domenica 1 Febbraio 2015, segnaliamo gli 89 km/h da Sud toccati a Limnos, nell’alto Egeo, e gli 87 km/h lambiti nella città di Alexandroupoli, sempre con vento da Sud.

I forti venti meridionali che dal mar Egeo si sono spinti verso il mar Nero originando le forti burrasche che hanno raggiunto le coste di Bulgaria, Romania e Ucraina
I forti venti meridionali che dal mar Egeo si sono spinti verso il mar Nero originando le forti burrasche che hanno raggiunto le coste di Bulgaria, Romania e Ucraina

Ma raffiche anche molto intense e turbolenti spazzato pure il mar di Marmara e il Bosforo, in particolare le coste a ridosso della città di Bandirma. Parte di questo intenso flusso dai quadranti meridionali, seguendo l’andamento delle isobare (molto ravvicinate fra loro all’altezza del mar Nero), dopo aver risalito tutto il mar Egeo, si è spinto sulla Tracia e la Bulgaria orientale, con venti a carattere di burrasca da Sud e S-SE, piuttosto rafficati, che hanno raggiunto punte di oltre 70-80 km/h, ma con picchi estremi che hanno raggiunto la soglia dei 94 km/h, da S-SO, nella città costiera bulgara di Burgas, dove per poche ore ieri si è scatenata una autentica bufera di vento da Sud e S-SO. Questo impetuoso flusso meridionale si è di seguito propagato verso la Romania e il settore centro-occidentale del mar Nero. Proprio all’altezza del mar Nero i venti dai quadranti meridionali, a causa del sensibile inspessimento del “gradiente barico orizzontale” fra i Carpazi e il Caucaso, hanno acquistato ulteriore velocità, favorendo l’attivazione di burrasche anche forti fra le coste della Romania e quelle dell’Ucraina sud-occidentale, che si sono estese alla Moldavia e all’Ucraina nel corso del weekend, con venti anche intensi, da Sud e S-SE, che supereranno la soglia d’attenzione, con punte di oltre 60-70 km/h, che hanno interessato l’intero bassopiano ucraino, da Chisinau a Kiev, fino agli Oblast’ dell’Ucraina orientale.

Rtavn368Nella giornata di sabato 31 Gennaio 2015 le raffiche più intense hanno toccato picchi di ben 79 km/h da Sud a Mykolaiv, e 75 km/h da Sud nella città di Odessa. Ma raffiche forti sono riuscite a sfondare anche in piena Ucraina, tanto che all’aeroporto internazionale di Kiev sabato è stata registrata una massima raffica di ben 79 km/h da S-SE, durante il passaggio di deboli rovesci di pioggia, resi quasi orizzontali dalle raffiche intense. L’ingresso delle burrasche da Sud e S-SE ha determinato anche un brusco rialzo delle temperature sul territorio ucraino, trasportando masse d’aria piuttosto tiepide che risalgono direttamente dal Mediterraneo centro-orientale. In Crimea i termometri hanno raggiunto i +13°C +14°C, mentre sul resto dell’Ucraina si viaggiava sopra i +9°C +10°C. Il brusco rialzo delle temperature ha causato anche una rapida fusione del manto nevoso presente da settimane sulle pianure ucraine, creando pantani e allagamenti nelle campagne.

mareggiate (18)Questi venti meridionali, piuttosto impetuosi, spazzando il settore occidentale del mar Nero, hanno contribuito a sollevare un consistente moto ondoso che si è spinto verso le coste meridionali dell’Ucraina e la Crimea, determinando delle mareggiate che hanno flagellato il litorale ad est della città di Odessa, con l’irrompere di onde alte più di 3.0-4.0 metri. Il veloce spostamento verso nord-est di questa depressione, nella serata di ieri, ha favorito la risalita di queste burrasca verso l’est dell’Ucraina e gli Oblast’ della Russia sud-occidentale, dove si sono registrati venti davvero intensi, che hanno superato i 70 km/h nella città di Volgograd.