Il bypass gastrico, un salva vita contro l’obesità: rischi e benefici di un’intervento ancora sottovalutato

Uno studio pubblicato sull’American Journal of Surgery ha dimostrato come gli obesi che ricorrono alla chirurgia anti obesità hanno quasi il doppio di probabilità di sopravvivere maggiormente rispetto agli obesi non operati

L’obesità è diventato oggi giorno non un semplice fattore  antiestetico, ma una vera e propria malattia conclamata e per giunta dalla quale è sempre più difficile guarire. Cambiare completamente stile di vita ed abitudini alimentari sembra essere la terapia di difficile applicazione, efficace solo davanti ad un’importante forza di volontà e che a volte, purtroppo non basta. L’obesità infatti comporta non solo problematiche fisiche legate al peso ma conseguenze al sistema cardiovascolare. Dunque, è ormai da alcuni anni a questa parte che si ricorre al bisturi come possibile soluzione alla patologia. L’operazione dimagrante di restringimento dello stomaco è chiamata bypass gastrico è un intervento ‘allunga-vita’ per loro. Ne riduce il rischio di morte a lungo termine rispetto al rischio di obesi non operati. Lo rivela uno studio pubblicato sull’American Journal of Surgery. La ricerca è firmata da Peter Hallowell della University of Virginia Health System a Charlottesville. Lo studio è stato condotto su quasi 1000 obesi, metà dei quali sottoposti a bypass gastrico per dimagrire. L’intervento consiste nel ristringere il lume dello stomaco e riallacciare l’intestino in modo da ridurre appetito e capacità di assimilazione dei cibi. La mortalità dei due campioni di obesi è stata po seguita nel tempo e si è visto che più passano gli anni, più gli operati  riacquistavano abitudini du vita sane e dunque riuscivano a debellare l’obesità quasi completamente e di conseguenza avere un miglioramento della qualità della propria vita. Gli effetti sulla longevità, insomma, aumentano nel tempo, ovvero più trascorrono gli anni più il rischio di morte di una persona operata per dimagrire si riduce rispetto a quello di un paziente obeso non operato: a cinque anni dall’intervento il 2,2% degli operati è deceduto contro il 6,7% di quelli che non sono ricorsi all’ intervento per dimagrire. A 10 anni, il 6,5% degli operati è morto, contro praticamente il doppio dei non operati, il 12,7%.

Purtroppo ancora oggi fra i pazienti vi è molta insicurezza circa questa tipologia di intervento; sono stati diversi i casi di “mala sanità” che hanno portato alla morte dei pazienti che si erano sottoposti all’intervento. Vi è sicuramente da porre in evidenza dei fattori; il bypass gastrico è a tutti gli effetti un intervento e dunque non deve essere sottovaluta o considerato come un intervento semplice, soprattutto per quanto riguarda il periodo della convalescenza. Ma c’è anche da sottolineare che, i casi di mala sanità, purtroppo si verificano in molte tipologie di interventi anche quelli più semplici del by passa gastrico come ad esempio semplici appendiciti. Dunque, un’adeguata informazione sui rischi ed affidarsi ad ospedali e cliniche che sono ben attrezzata e possiedono un’esperienza consolidata in questo ambito potrebbe essere quell’ancora di salvezza per coloro che non riescono più ad uscire fuori dal tunnel dell’obesità.