Ancora prima di colpire in modo diretto l’Italia, il freddo nei prossimi giorni colpirà duro in Spagna, portando anche tantissima neve fresca fino a quote collinari fra le Asturie e la Catalogna. Dopo i nuclei di aria fredda, di origine polare marittima, che nei giorni scorsi hanno colpito il paese, dispensando nuove forti nevicate fra la Cordigliera Cantabrica e i Pirenei, dove ormai si registrano accumuli superiori al metro di altezza in quota, una nuova forte avvezione d’aria fredda si prepara ad investire la Spagna. Oltre al drastico calo delle temperature e all’abbassamento della quota dello “zero termico”, fino a quote di bassa collina, l’ondata di freddo produrrà anche fitte nevicate che ammanteranno di neve i rilievi più settentrionali, come i monti della Cordigliera Cantabrica, i Pirenei e il Sistema Centrale ed Iberico, con accumuli davvero molto abbondanti che rischiano di causare ingenti disagi.
Durante l’afflusso delle masse d’aria più fredde, d’estrazione polare marittima, si creeranno le condizioni d’instabilità, coadiuvate anche da un anomalia della tropopausa indotta dalla componente spiccatamente meridiana del “getto polare” al traverso della Spagna, che sarà capace di produrre nuove precipitazioni. Sul versante settentrionale della Cordiera Cantabrica le correnti da Nord e N-NO, legate all’avvezione fredda in discesa dal nord Atlantico, dopo essersi umidificate sul mare Cantabrico, impatteranno contro i primi contrafforti montuosi di questa scaricando vere e proprie “badilate” di neve fresca, già a partire dagli 200-300 metri. Solo nei paesi Baschi e sull’area pirenaica la neve potrà scendere a quote un po’ più basse prossime ai litorali. La neve imbiancherà anche città come Leon e Pamplona.
L’aria molto fredda ma anche umida, incontrando i rilievi della Cordigliera Cantabrica, verrà costretta ad ascendere verso l’alto. Giunta ad una determinata altezza la massa d’aria fredda raggiungerà velocemente la saturazione, condensandosi in imponenti addensamenti nuvolosi che scaricherà intense e persistenti nevicate lungo i versanti sopravento, esposti ai venti dai quadranti settentrionali. In alcune aree della Cordigliera Cantabrica gli accumuli nivometrici potrebbero superare i 1.5–2.0 metri di altezza, sopra i 1000-1300 metri di quota. Interi paesi di montagna, sopra i 1000 metri, rischiano di essere sepolti dal manto nevoso fresco, mentre molte strade di montagna rimarranno impraticabili, per gli accumuli eccessivi, e l’impossibilità dei mezzi spazzaneve dei comuni montani di poterle rendere percorribili in tutta sicurezza.
Sui Pirenei gli accumuli potrebbero rilevarsi davvero ingenti, tanto da rendere elevato il rischio slavine. Con questo tipo di configurazione anche i monti e le colline della Catalogna torneranno a tingersi di bianco, come non accadeva dalla forte ondata di freddo del Febbraio 2012. Ma tanta neve, a quote un po’ più alte, cadrà pure sui rilievi della Spagna meridionale, dalla Sierra Morena al Sistema Betico, dove saranno possibili pure delle bufere. Oltre alle nevicate abbondanti sulle regioni interne della Spagna, durante le ore notturne, si verificheranno anche intense gelate, con i termometri che potranno spingersi fino alla soglia dei -9°C -10°C. In quasi tutte le città dell’entroterra la colonnina di mercurio, di notte, si spingerà ben al di sotto della soglia dei +0°C, con valori davvero molto bassi che non si registravano dall’intensa ondata di freddo del Febbraio 2012.
A Madrid si potrebbe scendere sotto i -4°C -5°C. Le temperature negative rischiano di causare la formazione di lastre di ghiaccio lungo le principali strade e autostrade, soprattutto nei tratti ben innevati, rappresentando una grave insidia per gli automobilisti. Questa intensa ondata di freddo dovrebbe cominciare ad attenuarsi solo dal weekend, quando la parte più intensa di questo blocco di aria molto fredda si allontanerà verso la Francia, le Baleari e il Mediterraneo centro-occidentale, traslando in direzione dell’Italia.


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