Un laser ottico puntato nella zona del cervello in cui si “resetta” l’orologio biologico, potrebbe essere la soluzione al problema dei fastidi provocati dai ritmi invertiti tra veglia e sonno
Il jet lag, quel fastidio legato al cambio del fuso orario che si prova quando ci reca in paesi lontani, potrebbe essere curato con un fascio di luce diretto sull’occhio. Un laser ottico puntato nella zona del cervello in cui si ‘resetta’ l’orologio biologico, denominata nucleo soprachiasmatico e posizionata proprio appena sopra l’occhio, potrebbe infatti essere la soluzione al problema dei fastidi provocati dai ritmi invertiti tra veglia e sonno, secondo quanto emerge da una ricerca svolta di topi di laboratorio dalla Vanderbilt University di Nashville, nel Tennessee e pubblicata sulla rivista Nature Neuroscience. I ricercatori hanno verificato che modificando geneticamente i neuroni dell’area deputata a ‘resettare’ l’orologio biologico, posizionata appena sopra l’occhio, in modo da renderli piu’ sensibili alla luce e successivamente stimolandoli con un laser ottico, si riusciva a dare agli animali in laboratorio l’impulso ad essere vigili in ogni momento, anche se ad esempio erano stati tenuti svegli tutta la notte. “Abbiamo in sostanza scoperto che possiamo cambiare i ritmi sonno-veglia di un animale semplicemente stimolando artificialmente i neuroni nell’orologio biologico principale”spiega il professor Douglas McMahon, che ha svolto la ricerca. La stessa cosa – aggiungono gli studiosi – potrebbe essere replicata sull’uomo iniettando un virus che altera le cellule nel nucleo soprachiasmatico e poi ripetendo il trattamento con i fascio di luce attraverso un laser ottico. “Questo approccio non e’ ancora pronto per l’ uso umano, ma anche altri studiosi stanno facendo ormai progressi verso l’optogenetica come terapia” evidenzia infatti il ricercatore Michael Tackenberg.


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