Mentre l’Europa continua a risentire degli effetti dell’affondo, a latitudini più meridionali, del “lobo europeo” (o “scandinavo” dir si voglia) del vortice polare, in Siberia il grande protagonista è proprio il “lobo siberiano”, che rimane uno dei più attivi in sede troposferica. Come già visto a Novembre, all’inizio dell’inverno 2014/2015, il vortice polare continua a presentare un assetto bipolare, a tratti anche tripolare, con due grandi lobi posizionati, rispettivamente, fra l’arcipelago Artico canadese, attorno l’isola di Baffin, e le coste artiche siberiane, dove sono stabilizzate due vaste circolazioni depressionarie colme di aria molto gelida alle quote superiori della troposfera.

Il fulcro della profonda circolazione ciclonica, attualmente, rimane posizionato attorno la costa centro-occidentale siberiana, dove si è appena rigenerato un nuovo profondo vortice, pieno di aria molto gelida in quota, con valori di ben -50°C a 500 hpa (circa 5100 metri), che nella giornata di domani, venendo intercettato dal ramo discendente del “getto polare” attivo sul bordo settentrionale del robusto promontorio anticiclonico posizionato sull’Europa centro-orientale, scivolerà sul settore più settentrionale dell’altopiano della Siberia centrale. Questo vasto ciclone freddo, approfondendosi fino ad un minimo barico al suolo che scenderà al di sotto dei 970 hpa, nei prossimi giorni apporterà condizioni di maltempo dalle caratteristiche invernali su gran parte della Siberia centro-occidentale, con nevicate frequenti accompagnate da venti gelidi piuttosto intensi, prevalentemente settentrionali e occidentali, che potranno superare la soglia d’attenzione su vaste aree siberiane. Specie sul settore più settentrionale del bassopiano della Siberia occidentale, e sulla Siberia meridionale, dove l’infittimento del “gradiente barico orizzontale” potrà attivare una sostenuta ventilazione da SO e O-SO.
La struttura ciclonica, ben strutturata nella media e alta troposfera, durante la fase di sviluppo e successivo approfondimento, sarà ben alimentata, lungo il suo margine più occidentale, dal passaggio del ramo principale del “getto polare”, il quale lambendo il vortice depressionario, gli imprimerà una significativa avvezione di vorticità positiva alle alte quote. L’avvezione di vorticità positiva, incentivata dal passaggio del ramo principale del “getto polare”, discendente dal bordo orientale dell’imponente promontorio anticiclonico di blocco presente sull’Europa centro-orientale, contribuirà ad approfondire ulteriormente la depressione siberiana. Quest’ultima irrobustendosi comincerà ad estendere i propri tentacoli in direzione dell’altopiano della Siberia centrale, facendo piombare un’avvezione di aria gelida, che dalla Calotta Artica passerà sul mare di Barents e sulla Novaja Zemlja prima di tuffarsi verso il settore più settentrionale del bassopiano Siberiano occidentale, determinando nevicate diffuse e un diffuso calo delle temperature, che scivoleranno al di sotto dei -30°C -35°C, ma con picchi fin sotto i -40°C in prossimità della penisola di Tajmyr.
La profonda depressione extratropicale a carattere freddo si assocerà, nei bassi strati, ad un sistema frontale freddo che tenderà rapidamente ad occludersi, venendo riempito da aria gelida a tutte le quote. Il transito di questo sistema frontale, seguito da un blocco di aria gelida d’origine artica in discesa dalla Novaja Zemlja, darà la stura a delle precipitazioni nevose, anche piuttosto diffuse sul nord della Siberia occidentale e sull’altopiano della Siberia centrale, dove si potranno verificare anche dei brevi rovesci di neve. Nel frattempo più ad est, sul bordo orientale della profonda depressione, a causa dell’inasprimento del “gradiente barico orizzontale”, si attiverà una sostenuta ventilazione da SO e S-SO, che convoglierà aria leggermente più temperata, che si spingerà in direzione dell’altopiano della Siberia centrale. Questo scorrimento di aria più mite dai quadranti meridionali, nel settore pre-frontale, sopra il “cuscino di aria gelida” (“lake cold”) resistente nei bassi strati, produrrà nevicate diffuse e persistenti tra l’altopiano centrale della Siberia e la penisola di Tajmyr.
Oltre alle nevicate e al gelo, questa circolazione depressionaria attiverà anche venti piuttosto intensi. La depressione fredda, caratterizzata da un minimo barico al suolo sceso sotto i 970-972 hpa, si muoverà sul bordo più orientale del robusto anticiclone dinamico posizionato sopra l’Europa centro-orientale, con massimi di oltre i 1035 hpa. Il notevolissimo divario barico fra le differenti figure bariche inasprirà in giornata il “gradiente barico orizzontale” (notevole infittimento di isobare) tra l’area degli Urali e il bassopiano siberiano occidentale, tanto che le isobare strette e concentriche dell’area ciclonica si addosseranno a quelle ellittiche dell’intensa area anticiclonica.
Il consistente infittimento delle isobare produrrà un notevole rafforzamento della ventilazione settentrionale, che dal settore più occidentale del mar di Kara e dalla Novaja Zemlja, dove soffieranno intensi venti da NE e N-NE, si sposterà verso la penisola di Jamal, tramite una intensa e gelida ventilazione da N-NE, che toccherà punte di oltre i 60 km/h, creando anche un diffuso “scaccianeve basso”, specie fra Gyda e Karaul. Ma venti sostenuti, da SO e O-SO, soffieranno anche sulla Siberia meridionale, nell’area fra Omsk, Novosibirsk e Kemerovo, causa la presenza di un significativo “gradiente barico orizzontale” sul bordo più meridionale della circolazione depressionaria.


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