L’ondata di gelo che ha colpito la Turchia si versa sull’Asia minore, stanotte la neve imbiancherà pure Gerusalemme

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LaPresse/Reuters
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A distanza di una settimana la Turchia torna ad essere colpita da una nuova ondata di gelo e neve, che ha interessato in modo particolare il settore nord-occidentale e l’area del Bosforo, dove si sono realizzate vere e proprie bufere di neve. Una intensa nevicata, accompagnata da gelidi venti rafficosi dai quadranti settentrionali, ha duramente colpito la città di Istanbul che è stata completamente ammantata dalla “dama bianca”. In alcune aree, merito anche dell’azione eolica, il manto nevoso ha superato i 20-30 cm di spessore. Per quel che concerne gli accumuli bisogna tenere presente che Istanbul ha svariati microclimi e l’accumulo in una stazione non è uguale a quello di altre zone. Anzi, sovente, si riscontrano differenze notevolissime fra i vari quartieri della grande metropoli turca.

Reuters/LaPresse
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Per esempio, dopo le bufere di ieri, questi erano gli accumuli segnati nelle cinque stazioni cittadine (dati ufficiali del servizio meteorologico libico): Catalca 20cm; Kartal 12 cm; Bakirkoy 10 cm; Pendik 5 cm; Kilyos 4 cm. Ma oltre ad Istanbul, la neve stavolta ha rischiato di imbiancare anche diverse città e località della Turchia meridionale, dove per vedere una bella nevicata occorre aspettare diversi decenni. Ad Anamur stanotte si è sfiorata la storia con una spettacolare fioccata di neve scesa fin sulla città. Un evento più unico che raro. Difatti su Anamur l’ultima nevicata risale al Febbraio del 1983. Anamur è una delle poche zone della costa meridionale turca ad aver visto la neve, poiché dal punto di vista orografico non è totalmente chiusa dalle montagne da cui scendono e s’infiltrano i freddi “venti catabatici” che portano questi bruschi raffreddamenti quando una intensa ondata di freddo attraversa l’altopiano Anatolico.

Istanbul01Le altre località, sia a ovest che a est di Anamur, non hanno mai visto la neve al suolo in secoli. Il grosso di questa avvezione fredda, di origine polare continentale, si sta spostando in direzione dell’altopiano Anatolico centrale, dove sono già in atto le prime fitte nevicate che risulteranno davvero molto abbondanti nelle regioni montuose interne della Turchia centro-occidentale. Lo spostamento del blocco d’aria molto fredda verso la Turchia centro-occidentale richiamerà una intensa ventilazione dai quadranti settentrionali che darà luogo a nevicate diffuse su buona parte dell’altopiano Anatolico centro-occidentale, inclusa la capitale Ankara. Molte città dell’altopiano interno rischiano di essere nuovamente interessate da nevicate piuttosto copiose e persistenti, capaci di depositare significativi accumuli nivometrici in grado di creare non pochi disagi ai trasporti. Nei prossimi giorni, con la traslazione verso levante del “CUT-OFF” colmo di aria molto fredda d’estrazione polare continentale, parte di questo flusso di aria molto fredda scivolato nei giorni scorsi tra l’Egeo e la Turchia, con intensi venti da Nord e N-NO, riuscirà a traboccare sul Mediterraneo orientale e il mar di Levante, piegando attorno le coste meridionali della Turchia, sotto forma di intense, correnti da O-SO e Ovest, che si spingeranno fino alla Siria, al Libano, allo stato di Israele e alla Palestina. Questi venti occidentali assumeranno l’intensità di burrasca a ridosso delle coste libanesi e israeliane a seguito del significativo “gradiente barico orizzontale” presente lungo il margine più meridionale di questo “CUT-OFF”.

istanbulL’irruzione del blocco di aria fredda, dai quadranti occidentali avverrà tramite il passaggio di un intenso fronte freddo che muovendosi verso le coste dell’Asia minore produrrà un drastico calo delle temperature e della quota neve tra Siria, Libano, Israele e sulle alture palestinesi. Il passaggio di questo fronte freddo sta già causando un brusco peggioramento un po’ su tutte le coste dell’Asia minore, con piogge, rovesci e temporali che stanno interessando a macchia di leopardo la Siria, il Libano, Israele e la Palestina. Diverse “Cellule temporalesche” di carattere grandinigeno, in aria fredda, prodotte dal forte “gradiente termico verticale” che contraddistingue il “CUT-OFF” ora attorno a Cipro, colmo di aria molto fredda nella media troposfera, stanno impattando proprio in queste ore fra le coste del Libano e Israele, portando rovesci di pioggia, grandinate e le prime nevicate sui rilievi, già a partire dagli 800-900 metri.

gerusalemme10La prossima notte, causa dell’afflusso di masse d’aria sempre più fredde da Ovest, con intensi venti da Ovest che raggiungeranno picchi di oltre 60-70 km/h sulla costa israeliana, sia in quota che nei bassi strati, con un conseguente abbassamento della quota dello “zero termico” sotto i 900-800 metri, queste precipitazioni assumeranno prevalente carattere nevoso fin dai 600-700 metri, arrivando ad imbiancare diverse città, fra cui Gerusalemme e le alture sopra Damasco. Proprio nel corso della notte, durante il passaggio del fronte freddo e il concomitante calo termico, la neve imbiancherà la città di Gerusalemme, che ricordiamo è situata ad oltre 700 metri di altezza sopra il livello del mare. Certo, la neve a Gerusalemme non è così rara come si pensa. Difatti la si può vedere una volta ogni due inverni, anche se sono difficili eventi nevosi con accumuli particolarmente abbondanti.

La neve a Gerusalemme
La neve a Gerusalemme

L’ultima vera grande nevicata, con accumuli davvero notevoli, che si è abbattuta su Gerusalemme risale alla grande invernata del 1992, quando sulla città cadde più di 1 metro di neve fresca. Quello fu davvero un evento straordinario che paralizzo la città santa delle due grandi religioni monoteiste (Ebraismo e Cristianesimo), terza d’importanza per l’Islam, provocando innumerevoli disagi per svariati giorni. Ma rovesci di neve piuttosto persistenti tingeranno di bianco pure i monti del Libano e dell’Antilibano, con accumuli anche consistenti lungo i meglio esposti versanti occidentali. Nevicate sotto forma di rovesci si vedranno pure sulle alture interne della Palestina e i rilievi della Giordania occidentale per l’afflusso delle umide correnti occidentali che dispenseranno precipitazioni abbondanti, esacerbate dallo “stau” e dal considerevole “forcing” orografico imposto proprio da queste montagne.

neve gerusalemme (7)Neve fresca destinata a sciogliersi, ma in modo graduale, solo nei prossimi giorni, allorquando aria più mite, proveniente da Ovest, farà innalzare i valori termici e la quota dello “zero termico” fra la Turchia e le coste dell’Asia minore. Solo sui monti di Siria, Libano, Israele e Giordania settentrionale la neve, visto gli accumuli più consistenti, resisterà per svariati giorni, regalando dei paesaggi davvero suggestivi.