L’ondata di gelo che ha colpito la Turchia sprofonda sul Medio Oriente, forti nevicate fino a bassa quota interessano Siria, Libano e Israele

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LaPresse/reuters
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L’ondata di gelo che nei giorni scorsi ha causato nevicate diffuse in gran parte della Turchia, con fioccate giunte fin sulla costa meridionale, si è versata verso il mar di Levante e le coste dell’Asia minore ricalcando, sulla falsariga, l’avvezione fredda di tipo polare continentale che il mese scorso portò nevicate piuttosto abbondanti, fino a bassa quota, sui rilievi di Siria, Libano, Israele e Palestina. Solo che questa volta la configurazione è stata ben più vasta e determinata, innescandosi proprio all’inizio della terza decade di Febbraio, periodo particolarmente avvezzo ad episodi di freddo così intenso in piena area medio-orientale.

gerusalemme10Dopo aver imbiancato i monti di Siria, Libano, Israele e Palestina, in nottata la neve è caduta pure sulla Città Santa di Gerusalemme, dopo le iniziali fioccate di pioggia mista a neve di ieri sera che si sono poi trasformate in veri e propri rovesci di neve che hanno scaricato dai 10 cm ai 15 cm (a secondo dei quartieri) di neve fresca al suolo. Gerusalemme è situata ad oltre 700 metri di altezza sopra il livello del mare. Certo, la neve nella principale città Santa delle tre religioni monoteistiche del mondo non è così rara come si pensa, tutt’altro. Difatti la si può vedere una volta ogni due inverni, anche se sono difficili eventi nevosi con accumuli particolarmente abbondanti.

gerusalemme09L’ultima vera grande nevicata, con accumuli davvero notevoli, che si è abbattuta su Gerusalemme, risale alla grande invernata del 1992, quando sulla città cadde più di 1 metro di neve fresca. Quello fu davvero un evento straordinario che paralizzo la città Santa, provocando innumerevoli disagi per svariati giorni. Ma nel 1992 anche nella più asciutta Damasco caddero fino a 20-25 cm di neve fresca, mentre la capitale giordana Amman fu letteralmente sommersa. Come vediamo la neve non è così rara, ma spesso bisogna aspettare diversi anni per rivedere le configurazioni bariche che sanno portare i fenomeni nevosi rilevanti, con abbondanti precipitazioni e forte instabilità. Ogni volta che nevica Gerusalemme si trasforma in una sorta di grande presepio all’aperto, regalando degli scenari davvero unici e suggestivi, nonostante i disagi patiti dagli abitanti.

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La neve della notte scorsa, che è stata accompagnata dai venti occidentali, provenienti dal mar di Levante, ha trasformato le nevicate in piccole bufere. L’aria molto umida, trasportata dai sostenuti venti occidentali che hanno fatto seguito al fronte freddo, associato al “CUT-OFF” freddo in quota, in allontanamento verso l’entroterra desertico siriano e l’Iraq, hanno assicurato abbondanti precipitazioni, esaltate ulteriormente dallo “stau” (“forcing” orografico) esercitato dai rilievi di Siria, Libano, Israele, Palestina e dai monti della Giordania occidentale. Questi con la loro mole hanno bloccato la nuvolosità e i nuclei precipitativi (in aria fredda) provenienti dal Mediterraneo orientale. Al contempo, le coste dell’Asia minore, sono state raggiunte da una parte dell’aria fredda, scivolata nei giorni scorsi tra l’Egeo e la Turchia, con tesi venti da N-NO e NO che sono riusciti a versarsi sul Mediterraneo orientale, piegando attorno le coste meridionali della Turchia, con sostenute, a tratti intense, correnti da Ovest e O-NO, dipanate verso la Siria, il Libano, Israele e la Giordania.

Lapresse / Pacific Press
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Grazie allo sfondamento dell’aria fredda da Ovest una larga fetta di città dell’Asia minore hanno potuto godere, ancora una volta, delle visite della “dama bianca”. Ma l’afflusso di aria sempre più fredda, in sfondamento dai pochi valichi presenti lungo le coste della Turchia meridionale, ha favorito l’avvento di coreografiche  fioccate fino a quote collinari sull’isola di Cipro e nelle dirimpettaie coste turche meridionali. I fiocchi bianchi oggi hanno raggiunto pure la città di Nicosia, posizionata all’interno della piana della Mesaoria, nella parte centrale dell’isola di Cipro.