L’ondata di gelo si sposta fra Grecia e Turchia: 2 metri di neve fresca ricoprono i monti dell’Attica, bufere su Istanbul

MeteoWeb

oggiL’avvezione d’aria fredda che lunedì 9 Febbraio ha investito le nostre regioni meridionali, con forti e gelidi venti di tramontana fino a 90-100 km/h e abbondanti nevicate su tutto l’Appennino meridionale, ha proseguito la sua corsa in direzione della Grecia, dell’Egeo e della Turchia. Nella giornata di ieri il nucleo di aria molto fredda, evolvendo verso levante, si è portato fra l’Attica e la Tessaglia, causando forti nevicate che nel corso della giornata si sono spinte fin quasi al livello del mare, con fiocchi e grani di neve scesi pure sulla capitale Atene e in diverse isole dell’Egeo, fra cui Santorini. Lo spostamento verso il mar Egeo della profonda depressione a carattere freddo che si era isolata il giorno precedente sullo Ionio orientale ha contribuito ad avvettare masse d’aria molto fredda, d’origine polare continentale, che dai Balcani e dalla Macedonia si sono fiondate sul mar Egeo, sotto forma di forti venti settentrionali che hanno raggiunto l’intensità di burrasca forte, da Nord e N-NE, con picchi di raffica che hanno toccato i 94 km/h ad Atene.

La neve caduta nelle aree montuose greche
La neve caduta nelle aree montuose greche

L’afflusso, piuttosto rapido, delle masse d’aria molto fredde, in sfondamento dai Balcani, ha prodotto la rapida discesa della quota dello “zero termico” e delle temperature fra la Grecia e l’Egeo. Anche in questo caso il flusso freddo continentale scorrendo sopra l’Egeo, che presenta temperature decisamente più miti, si è instabilizzato, favorendo lo sviluppo di bande nuvolose cumuliformi, di forma lineare, che hanno dato la stura a intensi rovesci di neve che si sono spinti verso l’Attica fin sul livello del mare. Il passaggio di isoterme, fino alla -8°C -9°C a 850 hpa (circa 1350 metri) sulla Tessaglia e la -10°C sulla Macedonia, ha reso le precipitazioni prevalentemente nevose su tutto l’Egeo settentrionale, incluse le tante isole che sono state imbiancate, fino a bassissima quota, se non persino sul livello del mare, dal passaggio di brevi ma continui rovesci di neve. Ma vere e proprie tormente di neve si sono abbattute sui rilievi dell’Attica, particolarmente esposti alle incursioni fredde continentali da Nord (notevole “forcing” orografico ai gelidi venti da N-NE e Nord).

Gli effetti delle tormente di neve che hanno colpito l'Attica nord-occidentale negli ultimi giorni
Gli effetti delle tormente di neve che hanno colpito l’Attica nord-occidentale negli ultimi giorni. Accumuli di neve fresca superiori ai 2 metri di altezza

Le persistenti nevicate delle ultime 48 ore hanno permesso accumuli nivometrici piuttosto consistenti, fin dalle basse colline. Nell’Attica nord-occidentale le fitte nevicate di questi giorni hanno depositato oltre 1.5 – 2.0 metri di neve fresca. In alcuni villaggi il manto nevoso ha superato un’altezza di 2 metri, arrivando a coprire le macchine posteggiate e le porte d’ingresso di molte abitazioni. Le temperature negative, scese abbondantemente sotto i +0°C, hanno ghiacciato la neve, rendendo quasi impossibile la pulizia da parte dei mezzi spazzaneve. Molte strade di montagna, soprattutto nell’Attica, sono rese impraticabili dagli abbondanti accumuli di neve, superiori al metro, e di conseguenza diversi villaggi sono rimasti isolati. Ma nevicate sparse, fino a quote pianeggianti, hanno imbiancato la Tessaglia e la Macedonia greca. Qualche fioccata, prevalentemente bagnata, si è vista pure nelle coste dell’Egeo. Le nevicate della mattinata di ieri hanno ammantato i sobborghi collinari di Atene, soprattutto quelli ubicati nella parte nord-orientale della capitale greca, con accumuli fra i 2 cm e i 5 cm.

Bufera di neve in atto su Istanbul in queste ore
Bufera di neve in atto su Istanbul in queste ore

Ora il grosso di questa avvezione fredda, di origine polare continentale, si sta spostando in direzione della Turchia occidentale, dove sono già in atto le prime fitte nevicate che risulteranno davvero molto abbondanti sul settore occidentale dell’altopiano Anatolico. Il passaggio del sistema frontale freddo in queste ore sta producendo persistenti nevicate, accompagnate da intensi venti da N-NE e Nord, sull’area del Bosforo. Una bufera in queste ore sta colpendo la città di Istanbul, già ricoperta da diversi cm di neve fresca appena caduta quasi orizzontale a causa del sostenuto vento da N-NE. Nel corso della giornata odierna il flusso freddo traslerà gradualmente verso il tratto di mare ad est di Creta, agevolando un miglioramento sulla Grecia e una estensione degli ammassi nuvolosi, con le annesse nevicate, sulla Bulgaria sulla Turchia occidentale, dove riprenderà a nevicare sull’altopiano interno, con quota neve in progressiva diminuzione lungo le coste nord-occidentali. Lo spostamento del blocco d’aria molto fredda verso la Turchia centro-occidentale richiamerà una ventilazione dai quadranti settentrionali che darà luogo a nevicate diffuse su buona parte dell’altopiano Anatolico centro-occidentale, inclusa la capitale Ankara. Molte città dell’altopiano interno rischiano di essere interessate da nevicate piuttosto copiose e persistenti, capaci di lasciare significativi accumuli nivometrici che potranno creare non pochi disagi ai trasporti. Sulle coste settentrionali della Turchia, il “forcing” orografico che i monti del Ponto esercitano nei confronti delle gelide correnti settentrionali provenienti dalla Romania e dall’Ucraina, le nevicate potranno spingersi fino a quote pianeggianti, imbiancando diverse città e località lungo le rive meridionali del mar Nero, come Cide, Inebolu, Zonguldak, Karasu.

atene01Nei prossimi giorni con la traslazione verso levante della saccatura che accompagnerà la discesa dei freddi e intensi venti da N-NE e Nord, tra Bosforo e il mare di Marmara, la neve continuerà ad imbiancare pure Istanbul, con rovesci nevosi intermittenti che potranno lasciare dei discreti accumuli al suolo, a causa delle temperature sotto i +0°C. Le nevicate continueranno ad interessare la Turchia settentrionale, fino alle coste, e l’altopiano interno anche nella giornata di venerdì, quando l’asse principale della saccatura si sposterà sulla Turchia centro-orientale, andando gradualmente a colmarsi sull’entroterra Anatolico orientale.