Il manto nevoso sulle terre emerse dell’emisfero boreale proprio in questi giorni raggiunge la sua massima estensione annua. Dopo mesi di gelo su tutta l’Asia centro-settentrionale, così come sul continente nord-americano, l’innevamento dei terreni presenta un ottima forma. Ormai l’intera fascia siberiana, lì dove si estendono le più grandi boschi di conifere della Terra, dall’estremo oriente russo alle pianure Sarmatiche, è totalmente ricoperta da una spessa coltre di neve ghiacciata e farinosa che sta producendo un consistente effetto “Albedo”, responsabile del processo di raffreddamento “pellicolare” (notevole raffreddamento dello strato d’aria in prossimità del suolo innevato) che negli ultimi due mesi ha interessato la gran parte del territorio siberiano, dagli Urali fino alle coste dell’estremo oriente siberiano.

In molte aree della Siberia centrale e orientale lo spessore del manto nevoso supera i 60-70 cm. I terreni innevati si estendono fino alla Mongolia meridionale (unica area a non essere innevata) e al nord-est della Cina. In quest’ultima, sulla Manciuria, si riscontra in questo ultimo periodo un notevole innevamento, tanto che in molte aree la consistenza del manto nevoso già supera i 50-60 cm, arrivando a sfiorare o persino superare il metro di altezza sulle aree montuose. A differenza dello scorso inverno quest’anno l’innevamento delle ampie distese steppiche delle ex Repubbliche sovietiche, come Kazakistan, Uzbekistan e Kirghizistan si rileva meno consistente, tralasciando il Kazakistan e il Kirghizistan, interessati più di recente da importanti avvezioni fredde provenienti dalla Siberia. Ben più innevata, rispetto gli inverni scorsi, risulta l’Europa che presenta un innevamento discreto, soprattutto sul settore orientale, dove la neve fresca copre gran parte della superficie dei paesi, come la Finlandia, l’Estonia, la Lettonia, la Lituania, la Bielorussia, l’Ucraina, la Romania e la Polonia. In questi stati la neve copre la quasi totalità del territorio nazionale, salvo locali eccezioni.

Ma anche sulla regione carpatico-danubiana si nota un bel po’ di neve fresca al suolo, soprattutto fra Ungheria, Slovenia, Croazia, Serbia e Bosnia Erzegovina, con accumuli a tratti anche consistenti, come nel caso del bassopiano ungherese o nell’est della Croazia, a seguito delle abbondanti precipitazioni nevose cadute la scorsa settimana. Rimanendo in Europa gli accumuli più consistenti al suolo, al momento, li ritroviamo proprio nella penisola Scandinava, fra l’estremo nord della Svezia, il nord della Finlandia e la Carelia settentrionale, con accumuli nivometrici localmente superiori ai 70-80 cm. La neve ormai, dopo le nevicate della settimana scorsa prodotte dall’abbassamento di latitudine del “lobo europeo” del vortice polare, ricopre l’intera Scandinavia, da nord a sud.
Le grandi foreste di conifere della Svezia e della Finlandia si presentano completamente ammantate dalla neve fresca, regalando uno scenario fiabesco per chi ha la fortuna di camminare in questi luoghi ancora incontaminati. Questo consistente innevamento presente al suolo sta anche favorendo un consistente effetto “Albedo” che contribuisce ad accentuare il raffreddamento dello strato d’aria prossimo al suolo. Tanto che le temperature minime nelle ore notturne, in presenza di aria più secca in quota, cieli limpidi e sereni e scarsa ventilazione nei bassi strati, scivolano anche al di sotto dei -8°C -9°C, localmente anche -10°C -12°C, mentre in Lapponia si va agevolmente anche al di sotto dei -25°C -30°C.



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