Navetta Ixv, il “mini-Shuttle” europeo parla italiano

MeteoWeb
LaPresse/Marco Cantile
LaPresse/Marco Cantile

Il 40% dei costi, il centro di controllo, l’assemblaggio, test, molti componenti nonche’ il razzo che la porta in orbita: il ruolo dell’Italia nel progetto ‘apripista’ per creare una navetta tutta europea e’ stato fondamentale. Attraverso l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), sono state circa una decina le aziende e i centri di ricerca italiani, a iniziare da Thales Alenia Spazio, che hanno permesso lo sviluppo della navetta Ixv (Intermediate eXperimental Vehicle). Coprendo il 40% dei costi, l’Italia e’ il maggiore ‘azionista’ del progetto europeo a cui hanno partecipato anche Francia, Svizzera, Spagna, Belgio, Irlanda e Portogallo, per un costo totale di 150 milioni di euro. Il ruolo di ‘prime contractor’ e’ stato di Thales Alenia Spazio che ha avuto il compito coordinare il contributo di circa 40 tra aziende, universita’ e istituti di ricerca sparsi in tutta Europa. Nella sede di Torino della societa’ franco-italiana sono anche stata anche integrate tutte le componenti del veicolo. Contributi sono stati apportati dalle aziende: Alenia Aermacchi, Selex, Avio, AeroSekur, Altec, TelematicSolutions, Telespazio, Elv, Dtm e Neri. Vari test tra cui quelli di impatto con l’acqua e di apertura dei palloni galleggianti sono stati eseguito dal Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (Cira) con la collaborazione dell’Aeronautica Militare, e il centro Insean del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). Analisi sull’aerodinamica e il sistema di propulsione e’ stata effettuate da gruppi dell’Universita’ Sapienza di Roma, Universita’ di Napoli e Universita’ di Padova.