Nel weekend sulle regioni meridionali arriva la prima sciroccata del 2015, attese importanti mareggiate fra Calabria ionica e Salento con onde di 4 metri

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Rtavn548L’elemento saliente del prossimo weekend sarà rappresentato dai venti di scirocco che torneranno a spirare con forza, già dalle prossime 36-48 ore, su tutto il bacino centrale del Mediterraneo e sui mari che circondano l’Italia. Tra la serata di domani e la giornata di domenica i venti dal quadrante meridionale tenderanno rapidamente ad intensificarsi, superando la soglia d’attenzione, dapprima solo sul medio-basso Tirreno, Canale di Sicilia e sullo Ionio, dove già da domani arriveranno le prime burrasche da S-SE, per poi estendersi a tutto lo Ionio e da domenica pure al bacino adriatico, con vento piuttosto sostenuto che raggiungerà carattere di burrasca in mare aperto. L’intenso flusso sciroccale che sta per risalire l’Italia sarà messo in moto dal graduale avvicinamento di una profonda saccatura nord atlantica che evolverà rapidamente in “CUT-OFF” fra il Canale di Sicilia e il basso Tirreno.

01L’isolamento di questo giovane “CUT-OFF”, che dal Canale di Sardegna evolverà verso il Tirreno occidentale, contribuirà ad enfatizzare il “gradiente barico orizzontale” fra il Mediterraneo centrale, i Balcani e il bacino orientale del mar Mediterraneo. Nel corso della serata di domani il suddetto vortice depressionario, localizzato sul Tirreno occidentale, tenderà ad approfondirsi ulteriormente. Il risultato di tale processo porta all’infittimento delle isobare sul Mediterraneo centro-occidentale (fra Spagna e Italia), con la conseguente intensificazione dello scirocco fra mar Tirreno, Ionio e Adriatico. Bisogna anche tenere presente che l’evoluzione verso levante del suddetto “CUT-OFF” verrà ostacolata ad est dalla strutturazione di un solido promontorio anticiclonico di blocco, che dall’entroterra libico si estenderà verso la Grecia, l’Egeo, la Turchia e il bacino del mar Nero, ergendo una cupola altopressoria che esalterà ulteriormente il già intenso “gradiente barico orizzontale”.

siracusa02L’Italia, trovandosi ai margini fra le due grandi figure bariche appena enunciate, subirà gli effetti maggiori, trovandosi sotto un consistente “gradiente barico orizzontale” che terra vita ad un’intensa ventilazione meridionale, che dall’entroterra nord-africano si muoverà fin verso il medio Tirreno, lo Ionio e l’intero bacino adriatico. L’impetuoso alito sciroccale, che sta per investire le nostre regioni, verrà sorretto dall’intrufolamento nel cuore dell’entroterra desertico marocchino e algerino (a sud della catena montuosa dell’Atlante) di masse d’aria piuttosto fresche e umide, d’estrazione temperata oceanica, spinte dai venti burrascosi da O-SO e Ovest, presenti sul lato meridionale della profonda area depressionaria, che dalle medie latitudini atlantiche si propagheranno velocemente verso le coste del Marocco e dell’alto Sahara occidentale. L’aria fresca e più umida, di origine atlantica, pompata dall’ampio vortice depressionario, si muoverà verso i deserti della regione del Maghreb, con sostenuti venti al suolo da Ovest e O-SO che dal Marocco si spingeranno fino all’entroterra desertico algerino e all’area dei grandi “Erg” (dune di sabbia), determinando anche delle tempeste di polvere e di sabbia che si espanderanno, da SO a NE, a gran parte del Sahara algerino.

cagliari ventoUna volta insinuata in pieno deserto l’aria fresca e umida oceanica, in sfondamento da O-SO, andrà ad interagire con le masse d’aria più calde e molto secche preesistenti nei bassi strati sopra il Sahara algerino, determinando più ad est il conseguente richiamo di sostenute correnti dai quadranti meridionali che trasporteranno aria più calda, di origine sub-tropicale continentale, che dai deserti dell’Algeria meridionale e dalla regione del Fezzan (Libia meridionale) si muoverà verso le coste della Tripolitania e della Tunisia, originando anche dei drastici aumenti termici nelle suddette aree.

mareggiataLe correnti meridionali, che risaliranno dai deserti dell’Algeria orientale e dall’ovest della Libia, verranno risucchiate dal fitto “gradiente barico orizzontale” presente sul Mediterraneo centrale, dirigendosi con forza verso i mari che circondano le isole maggiori e sul Tirreno e lo Ionio, dove si alzeranno intensi venti da SE che diverranno burrascosi (visto il notevole “gradiente”). Già dal pomeriggio di domani, con la progressione del profondo minimo barico e dell’annessa saccatura in quota (a 500 hpa) verso est, i massimi di “gradiente” si stabiliranno fra il basso Tirreno e lo Ionio. Il sensibile infittimento delle isobare sui mari meridionali italiani rafforzerà il già presente flusso sciroccale nei bassi strati, attivando le prime burrasche da S-SE sul settore orientale del basso Tirreno che risaliranno verso le coste della Campania e del Lazio.

mareggiataDalla sera sarà la volta del Canale di Sicilia e dello Ionio, dove cominceranno a soffiare forti venti da SE o E-SE che lambiranno i 60-70 km/h nelle aree maggiormente esposte della Sicilia orientale e della Calabria ionica. Dalla nottata anche sulla costa del catanzarese, crotonese e nel Salento irromperà la sciroccata che diverrà particolarmente potente fra il Golfo di Taranto e il Canale d’Otranto, dove nelle fasi clou i forti venti da S-SE potranno lambire la soglia dei 70-80 km/h nei punti meglio esposti del brindisino, leccese e del tarantino. Dopo aver investito il Salento parte del flusso sciroccale supererà il Canale d’Otranto per “canalizzarsi” lungo tutto l’Adriatico, allineandosi all’asse dell’intero bacino, spirando fino alle coste della Dalmazia.

LaPresse/Marco Cantile
LaPresse/Marco Cantile

Difatti proprio nella giornata di domenica l’inasprimento del divario barico tra i Balcani e il Mediterraneo centrale darà ulteriore enfasi al flusso sciroccale che risalirà l’Adriatico, attivando delle intense burrasche, a largo delle coste della Dalmazia, che si propagheranno fino alle coste dalmate, con venti da S-SE e SE che toccheranno i 60-70 km/h e picchi localmente superiori in mare aperto, nel tratto antistante la Dalmazia. L’intensa ventilazione si attenuerà progressivamente già nel corso del pomeriggio/sera di domenica, rimanendo piuttosto sostenuta solo sul medio-alto Adriatico, nel tratto antistante le coste croate. Il notevole rinforzo della ventilazione genererà anche un sensibile aumento del moto ondoso su buona parte dei nostri bacini, che si presenteranno da agitati a molto agitati.

mareggiata acitrezza (10)Già domani un sensibile incremento del moto ondoso si vedrà sui mari che circondano la Sardegna lungo tutto il medio-basso Tirreno e dalla sera pure sul Canale di Sicilia e lo Ionio, che da molto mossi tenderanno a diventare agitati (forza 5), con la formazione di onde di “mare vivo” ben formate, alte anche più 2.53.0 metri fra Canale di Sicilia e basso Tirreno orientale a largo. Ma quella di domenica sarà la giornata più difficile per quel che concerne lo stato dei mari. La rapida intensificazione dei venti di scirocco, fra lo Ionio e l’Adriatico renderà agitati (forza 5) questi bacini, favorendo la creazione di un intenso moto ondoso composto da onde di “mare vivo” che raggiungeranno i 2.5-3.0 metri di altezza sul Tirreno centro-meridionale e sul basso Adriatico, mentre sullo Ionio la forte ventilazione sud-orientali, propagandosi all’intero bacino, spirando per ore in maniera ininterrotta riuscirà a sollevare ondate di ben 3.5-4.0 metri, con “Run-Up” di oltre i 5.0 metri che si spingeranno velocemente da SE a NO verso il Golfo di Taranto, causando mareggiate di moderata intensità lungo le coste della Calabria ionica, Basilicata ionica e Salento.

mareggiata liguria8Qui l’ampio “Fetch” (spazio di mare su cui agisce il vento) potrà essere in grado di amplificare il moto ondoso, sollevando marosi di oltre i 3.0-4.0 metri che si spingeranno verso le coste della Sicilia e Calabria ionica, dove si verificheranno delle mareggiate di media intensità. Nel corso del pomeriggio di domenica le mareggiate più consistenti saranno quelle che colpiranno i litorali del Salento, della Calabria e della Sicilia ionica, dove entreranno ondate di “mare vivo”, alte fino a 3.0 metri, che potranno determinare dei disagi nei tratti esposti al fenomeno dell’erosione. Sempre nel corso del pomeriggio di domenica onde rifratte da SE e S-SE, alte fino a 2.0-3.0 metri, riusciranno ad incanalarsi fino all’imboccatura sud dello Stretto di Messina.