Proprio in queste ore il nucleo gelido che lunedì porterà la neve sulle coste del sud Italia si è staccato dal mar di Groenlandia e dall’alto mar Norvegia per spingersi verso le basse latitudini mediterranee non prima delle prossime 48-60 ore. Analizzando il campo del vento a 850 hpa (parametro che ci permette di capire le proprietà fisiche di una massa d’aria) possiamo dare per certa l’origine artico marittima del nucleo gelido (nessuna ondata di gelo dalla Russia), che sulle nostre regioni meridionali penetrerà con una componente “continentalizzata” nei bassi strati. Lo spessore dell’aria fredda sarà minore rispetto al nucleo gelido che il 31 Dicembre scorso portò le storiche nevicate sulle coste della Sicilia. Ciò non vuol dire che farà meno freddo. Anzi, considerando i venti di burrasca da Nord attivati dal fitto “gradiente barico orizzontale”, fra mar Egeo e Tirreno, stavolta per l’effetto “Wind Chill” si avvertirà molto più freddo, con valori nettamente sotto lo zero percepiti dal nostro organismo.

Per quel che riguarda il nucleo gelido, esso già da stanotte, sfilando rapidamente da NO punterà la Norvegia, la Svezia e il Baltico per fiondarsi nel corso della mattinata di domani tra le Repubbliche Baltiche, la Polonia, la Repubblica Ceca e la Slovacchia, con valori fino a -12°C -13°C alla superficie isobarica di 850 hpa (circa 1200 metri), affonderà verso l’Ungheria, la Slovenia e l’Austria, apportando un forte calo delle temperature, oltre a nevicate, anche molto abbondanti, che copriranno di neve tutta l’area carpatico-danubiana, così come la Polonia e l’est della Germania. Nel corso delle giornata di domani, questo nocciolo gelido di aria artica marittima continentalizzata dalla Repubblica Ceca e dalla Slovacchia si muoverà sull’Ungheria, per poi di qui raggiungere la Serbia e la Bosnia Erzegovina, entro le 18 UTC di domani, ammassando un vasto nucleo di aria molto fredda continentalizzata, fra le pianure Danubiane e le Alpi Dinariche, con isoterme davvero ragguardevoli per queste latitudini, visto che la -14°C raggiungerà la Serbia e la Bosnia Erzegovina, provocando un brusco abbassamento delle temperature, largamente sotto lo “zero termico” fino a quote pianeggianti per l’intero arco del giorno.
Una parte di questo nucleo gelido nel corso della serata e della successiva nottata di domami riuscirà a varcare le Dinariche, grazie all’ulteriore espansione verso NE del cuneo anticiclonico azzorriano, che subendo un pesante “Stretching” ad opera di un rigenerarsi del flusso zonale, in uscita dal Canada orientale (Terranova), si spancerà in direzione della Germania e della Danimarca, innescando lungo il suo bordo più meridionale un temporaneo flusso “retrogrado”, con asse disposto fra i Carpazi, l’Italia centro-meridionale e lo Ionio. Come un effetto domino il flusso “retrogrado” in attivazione lungo il bordo più meridionale dell’anticiclone delle Azzorre, spanciato verso la Danimarca, avrà il merito di aspirare parte di quel nocciolo di aria gelida giunta sulla Serbia, l’Ungheria e la Bosnia Erzegovina verso le Alpi Dinariche, facendolo successivamente tracimare lungo gli “intagli” naturali di queste verso l’Adriatico e le coste di Abruzzo, Molise e Puglia, con forti venti freddi da N-NE e Nord che agiteranno l’Adriatico, attivando delle mareggiate dall’Abruzzo alla Puglia garganica.
Inoltre, tale moto “retrogrado”, ben collaudato nei bassi strati, manderà in “Stretching” la circolazione depressionaria che nel frattempo si sposterà verso la Grecia e il mar Egeo, favorendo un allungamento di questa figura depressionaria fino alla Ionio, con un ulteriore intensificazione del flusso freddo settentrionale su tutte le regioni centro-meridionali e la Sicilia, beccate in pieno da quest’ultimo, che assicurerà pure buone nevicate fin sulle coste del sud per “forcing” orografico nei bassi strati (creato dai forti venti di tramontana) e “forcing” dinamico in quota (avvezione di vorticità positiva fra basso Adriatico e Ionio alimentata dal fortissimo flusso settentrionale).


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