Il nucleo di aria gelida si fionderà dalle Alpi Dinariche: ecco perché nevicherà sulle coste del sud con rischio bufere per la forte tramontana

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10458100_859684004055023_7172904171005239929_n Dopo le nevicate abbondanti che hanno ammantato di neve fresca le regioni settentrionali, con accumuli prossimi ai 30-40 cm in alcune aree di pianura del cremonese, ora arriva il turno delle nevicate (altro che spruzzate) pure sulle regioni del medio-basso Adriatico e del sud. Difatti, nella giornata di lunedì le regioni adriatiche e quelle meridionali verranno investite in pieno dall’affondo di un nucleo di aria molto fredda, per non dire gelida, d’estrazione polare continentale, che dal Golfo di Botnia e dalla Lapponia si fionderà, attraversando la Polonia e la Slovacchia, sulla regione danubiana e sui Balcani. Parte di quest’aria molto fredda, come ormai viene confermato dall’allineamento dei principali centri di calcolo internazionali, incuneandosi lungo il bordo sud-orientale del robusto promontorio anticiclonico oceanico posizionato con i propri massimi attorno il Regno Unito, riuscirà a scavalcare le Alpi Dinariche riversarsi sul medio-basso Adriatico e sullo Ionio tramite intensi, a tratti anche forti e burrascosi, venti di tramontana (quest’ultimi rappresentano l’aria fredda continentale che invaderà le regioni meridionali con folate anche molto forti fra Molise, Puglia, Calabria ionica e Sicilia).

Neve SiciliaTra il tardo pomeriggio di domani e la primissima mattinata (04:00 UTC) di lunedì 9 Febbraio, con l’ingresso diretto del nucleo freddo dall’area carpatico-danubiana e dalle Alpi Dinariche, tramite gli intensi venti di tramontana, tornerà di scena l’”” e il “Tyrrhenian Sea Effect”, fenomeni capaci di produrre abbondanti nevicate fino a quote pianeggianti sulle regioni adriatiche, specie fra Abruzzo, Molise e Puglia centro-settentrionale, dove nevicherà con accumuli sulle coste, dal teramano fino al barese e al tarantino, e persino sotto autentici rovesci in sviluppo sul basso Adriatico. Nella mattinata di lunedì 9 il flusso freddo continentale, dopo aver oltrepassato le Alpi Dinariche, si tufferà verso l’Adriatico meridionale attraverso impetuosi “deflussi” eolici che raggiungeranno le coste del Molise e della Puglia, con venti burrascosi da Nord e N-NE, che eccederanno la soglia d’attenzione sul Molise, il Gargano, la costa barese, il tarantino e tutto il Salento, dove si potranno registrare raffiche fino ad oltre 80-90 km/h.

neve in sicilia (1)Questo nocciolo di aria molto gelida a 850 hpa, con isoterme prossime ai -10°C -11°C a 1200 metri, scorrendo sopra la più mite superficie del mar Adriatico, le cui temperature superficiali rimangono piuttosto tiepide, causerà un inasprimento del “gradiente termico verticale” (notevoli differenze termiche fra media e bassa troposfera), favorendo l’innesco di attività convettiva (violenti moti ascendenti della colonna d’aria) che agevolerà la formazione di annuvolamenti cumuliformi (cumuli, cumulonembi in aria fredda carichi di neve) in grado di apportare precipitazioni diffuse, che date le termiche in quota, con una -35°C a 500 hpa a ridosso del basso Adriatico, e lo “zero termico” a 200 metri, assumeranno carattere di rovescio o temporale prevalentemente nevoso. Va detto che in questo caso i moti convettivi verranno esaltati dalla ventilazione settentrionale, piuttosto accentuata, che raggiunte le coste adriatiche sarà costretta a risalire i pendii dei rilievi dell’Appennino Abruzzese, molisano e del Gargano. Ad una certa altezza la massa d’aria si saturerà, condensandosi in imponenti annuvolamenti orografici che apporteranno delle nevicate, di debole e moderata intensità, fra Abruzzo meridionale, Molise e persino sulle aree del foggiano e barese.

puglia trulli neveLe nevicate più intense dovrebbero coinvolgere il chietino, il teramano, tutto l’entroterra molisano fino alla costa di Termoli e il Gargano, dove i fenomeni risultando anche persistenti potranno garantire accumuli significativi. Vere e proprie bufere di neve, con fiocchi polverizzati dal forte vento, saranno possibili sulle coste del Gargano settentrionale, costa barese e tarantina, oltre che sui litorali del brindisino e del leccese. In quest’ultimi due sarà difficile avere accumuli al suolo, per via della tramontana che raggiungerà forza 7-8 Beaufort, specie nel Salento. Queste nevicate, indotte dall’”Adriatic Sea Effect”, causa il forte flusso settentrionale proveniente dalle Alpi Dinariche, nel corso della mattinata di lunedì potranno sconfinare fino alle coste del cosentino ionico e del crotonese, dove si potranno realizzare fioccate da tramontana rese praticamente orizzontali o semi/orizzontali, mentre nelle aree dell’entroterra si potranno verificare anche delle bufere capaci di accumulare malgrado il vento forte. Nel corso della mattinata di lunedì 9 Febbraio la ritornante fredda della depressione in spostamento verso la Grecia e il mar Egeo dovrebbe produrre nuove precipitazioni, per enfasi orografica.

Super Neve in Puglia (2)Questa stessa ritornante da N-NE e Nord, dopo aver scavalcato l’Appennino Molisano e Campano, raggiungerà il Tirreno meridionale con sostenuti venti di tramontana che impattando contro i rilievi della Sicilia tirrenica (Peloritani, Nebrodi e Madonie) determineranno diffuse nevicate che imbiancheranno tutte le aree interne dell’isola, fin dalla bassa collina. In particolare le frazioni e i comuni fra Nebrodi e Peloritani settentrionali, particolarmente esposti allo “stau” prodotto dai freddi venti di tramontana. Nel corso della mattinata di lunedì 9 però, fra le 05:00 e le 12:00, con lo sfondamento pieno dell’isoterma di -8°C alla superficie di 850 hpa (1200 metri) e il temporaneo abbassamento della quota dello “zero termico” a soli 300 metri, anche le coste del messinese tirrenico e del palermitano orientale rischiano di essere imbiancate dal passaggio di brevi rovesci di neve, mista a gragnola, apportati da nuclei cumuliformi (in aria fredda) in sviluppo sul mar delle Eolie.

Super Neve in Puglia (1)Le temperature estremamente basse potrebbero aiutare a produrre accumuli fino alle spiagge, seppur temporanei trattandosi di neve sempre molto bagnata. Visto la disposizione delle correnti dal quadrante settentrionale, con una spiccata curvatura ciclonica (“forcing” dinamico in quota) fra Tirreno e Ionio, per il minimo barico in allontanamento verso levante, saranno i rilievi molisani, lucani, pugliese, calabresi e quelli della Sicilia settentrionale a fare il pieno di neve fresca, con accumuli nivometrici anche abbondanti già dalle basse colline, e a tratti fin sulle coste. In particolare in Molise e sulla Puglia centro-settentrionale, dal Gargano alle Murge del barese e del tarantino. Ma non bisogna sottovalutare le coste del cosentino ionico e del crontonese, aperte maggiormente alla tramontana ed esposte al passaggio dell’isoterma di -10°C a 1200 metri.