Dopo le nevicate, a tratti anche abbondanti, che nelle ultime 24 ore hanno interessato buona parte del nord Italia, fino alle pianure di Piemonte, Lombardia ed Emilia, ora sta per arrivare il turno delle adriatiche e delle regioni meridionali. Nonostante il balletto dei modelli non lo dia per certo bisogna ammettere che dietro il repentino cambio di circolazione in atto sullo scenario europeo si celi un notevole potenziale per vedere una significativa ondata di freddo su questi lidi. Ma procediamo spediti con ordine, per quanto sia possibile farlo. Proprio nel weekend, a cavallo fra le giornate di domani e quella di domenica 8 Febbraio, il passaggio di un profondo ciclone extratropicale completamente riempito di aria molto fredda artica marittima, con minimo sotto i 970 hpa, dall’Atlantico settentrionale si muoverà verso l’alto mar di Norvegia e il Finnmark, spingendosi in direzione del mare di Barents e della penisola di Kola. Questa profonda depressione, ben evidente in queste ore sul nord Atlantico, nella sua evoluzione verso levante fungerebbe da “apripista” all’intensa ondata di freddo che sta per gettarsi sul Baltico e sui paesi dell’Europa centro-orientale.
Difatti, il passaggio di questo profondo ciclone a carattere freddo, che entro la mattinata di domenica 9 si sposterà a ridosso della penisola di Kola e del mar Bianco, imprimerebbe un intenso flusso da NO e N-NO che dalla Lapponia e dal Golfo di Botnia si catapulterebbe verso l’Europa centro-orientale, i Balcani, con un canale di aria molto fredda in dirittura d’arrivo verso l’Italia meridionale e lo Ionio. L’intensa ventilazione settentrionale che ne deriverebbe, al seguito del passaggio di questa profonda depressione lungo il bordo occidentale di quest’ultima, dovrebbe essere capace di spingere parte delle masse d’aria molto fredde, presenti fra la Scandinavia e la Finlandia, verso il Baltico, le Repubbliche Baltiche, la Polonia, la Bielorussia, la Slovacchia, l’Ungheria e la Croazia, tramite una sostenuta ventilazione settentrionale che dalla Svezia e dal Golfo di Botnia, penetrando fin sul bassopiano polacco, si propagherà alla regione carpatico-danubiana e ai Balcani, entro la giornata di lunedì 9 Febbraio.
Ormai è certo che entro l’inizio della prossima settimana una intensa ondata di freddo, dalle caratteristiche continentali, interesserà l’intera Europa centro-orientale, riportando un forte calo delle temperature, oltre a nevicate, anche molto abbondanti, che copriranno di neve tutta l’Europa centro-orientale, dalla Polonia, alla Repubblica Ceca, passando per la Slovacchia, l’Ungheria, la Croazia, la Slovenia fino alla Romania, inclusa tutta l’area balcanica, specie la Serbia e la Bosnia Erzegovina, che rivedrebbero la neve fino al piano. La parte più attiva di questo nucleo di aria molto fredda pare che penetrerà fino alla Macedonia, al Montenegro, l’Albania e al nord della Grecia, dove l’ingresso delle masse d’aria molto fredde di natura continentale causerebbe nevicate fino a quote pianeggianti. Ma una parte di questo nocciolo di aria gelida giunto sulla Serbia, l’Ungheria e la Bosnia Erzegovina, proprio nella mattinata di lunedì 9 Febbraio, potrebbe tracimare dalle Alpi Dinariche verso l’Adriatico e le coste di Molise e Puglia, sotto forma di intensi venti freddi da N-NE e NE che dopo essere passati sull’Adriatico meridionale, sullo Ionio e in parte sul basso Tirreno, sarebbero in grado di portare nevicate, anche abbondanti, fra Molise, Puglia, Basilicata orientale, Calabria e nord Sicilia (per il solo “forcing” orografico prodotto dai rilievi alla ventilazione fredda settentrionale nel post-frontale).
Difatti, il nocciolo di aria molto gelida a 850 hpa, scorrendo sopra la più mite superficie del mar Adriatico, le cui temperature superficiali rimangono piuttosto tiepide in Dicembre causerà un inasprimento del “gradiente termico verticale” (notevoli differenze termiche fra media e bassa troposfera), favorendo l’innesco di attività convettiva (violenti moti ascendenti della colonna d’aria) che agevolerà la formazione di annuvolamenti cumuliformi (cumuli, cumulonembi) in grado di apportare precipitazioni diffuse, che date le termiche in quota, con una -35°C a 500 hpa a ridosso del basso Adriatico, assumeranno carattere di rovescio o temporale se i contrasti termici sono molto forti. Va detto che in questo caso i moti convettivi verranno esaltati dalla ventilazione nord-orientale, piuttosto accentuata, che raggiunte le coste adriatiche sarà costretta a risalire i pendii dei rilievi dell’Appennino Abruzzese, molisano e del Gargano. Ad una certa altezza la massa d’aria si saturerà, condensandosi in imponenti annuvolamenti orografici che apporteranno delle nevicate, di debole e moderata intensità, fra Abruzzo meridionale, Molise e persino sulle aree più interne del foggiano e barese. Le nevicate più intense dovrebbero coinvolgere il chietino, il teramano, tutto l’entroterra molisano fino alla costa di Termoli e il Gargano, dove i fenomeni risultando anche persistenti potranno garantire accumuli significativi.
Nel corso della mattinata di lunedì 9 la ritornante fredda della depressione in spostamento verso la Grecia e il mar Egeo dovrebbe produrre nuove precipitazioni, con enfasi orografica, che dopo aver coinvolto la Puglia, con possibilità di rovesci di acqua/neve si potranno spingere fino alle coste del barese e del tarantino, per poi investire l’est della Basilicata e il cosentino ionico e il crotonese. La stessa ritornante da NE, dopo aver scavalcato l’Appennino centro-meridionale, raggiungerà il Tirreno con sostenuti venti di grecale che impattando contro i rilievi della Sicilia tirrenica (Peloritani, Nebrodi e Madonie) determineranno diffuse nevicate che imbiancheranno tutte le aree interne dell’isola, fin dalla collina. In particolare le frazioni e i comuni fra Nebrodi e Peloritani settentrionali, particolarmente esposti allo “stau” prodotto dai freddi venti di grecale. Ma se il minimo relativo della depressione sull’Egeo si posizionerà ad una latitudine un po’ più elevata in Sicilia settentrionale potrebbero sfondare isoterme decisamente più basse che non mancheranno di regalare bianche sorprese a chi da queste parti non riceve così frequentemente le visite della “dama bianca”.



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