Precedenti ricerche avevano mostrato che le città moderne vedono crescere la loro popolazione, così come efficienza e produttività

Piu’ grande e’ la metropoli, piu’ e’ produttiva ed efficiente. Una regola che vale oggi come nel passato, come dimostra uno studio coordinato da Luis Bettencourt del Santa Fe Institute, pubblicato sulla rivista Science Advance, secondo cui le metropoli contemporanee e quelle dei nostri antenati sono molto piu’ simili di quanto si credesse. Lo ha dimostrato il confronto fra Citta’ del Messico e gli antichi insediamenti che duemila anni fa occupavano la stessa area. Precedenti ricerche avevano mostrato che le citta’ moderne vedono crescere la loro popolazione, cosi’ come efficienza e produttivita’. La popolazione di una citta’ va piu’ veloce del suo sviluppo di infrastrutture urbane, e la produzione di beni e servizi va piu’ veloce della sua popolazione. Uno schema che sembra mostrare una regolarita’ e prevedibilita’ matematica, un fenomeno noto come ‘urban scaling’ e che non e’ tipico solo delle moderne metropoli. Per dimostrarlo i ricercatori hanno esaminato i resti archeologici e i dati relativi a Citta’ del Messico, che coprono un periodo di duemila anni, analizzando le dimensioni di centinaia di templi e migliaia di case antiche, stimandone popolazione e densita’, dimensioni e tassi di costruzione di monumenti ed edifici e intensita’ dell’uso del sito. Si e’ cosi’ visto che piu’ grande era l’insediamento antico, piu’ era produttivo. Ora i ricercatori vogliono esaminare gli antichi insediamenti di Peru’, Cina e Europa per studiare i fattori che hanno guidato i sistemi urbani ad emergere, crescere o collassare.


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