Salute e cervello: usare i dispositivi tecnologici riduce la materia grigia

Uno studio dell’Università di Londra ha dimostrato come le persone che fanno multitasking di dispositivi tecnologici come cellulari, tablets e computers, è soggetto a subire modifiche irreversibili del proprio cervello

????????????????????????????????????????Se siete persone un pò “schiavi” del multitasking è opportuno sapere che il vostro cervello è potenzialmente esposto a modifiche irreversibili. Non è la solita raccomandazione o posizione adottata dagli acerrimi nemici della tecnologia, che vedono nella diffusione di computer, tablet e smartphone il male del mondo. Si tratta in realtà della scoperta di un’attendibile studio realizzato dall’ University College di Londra e pubblicato su PloS One a firma di Kep Kee Loh e Ryota Kanai. La ricerca ha dimostrato come coloro che utilizzano dispositivi diversi contemporaneamente ed in modo continuo, sia per lavoro, svago o per intrattenere le proprie relazioni sociali virtuali, può essere maggiormente esposto a modifiche nella struttura del proprio cervello.
MultitaskingI ricercatori hanno chiesto a 75 adulti di circa 25 anni di età di rispondere a un questionario sulle abitudini di utilizzo di 10 dispositivi diversi: carta stampata, televisione, video in streaming, musica, sms, telefonate vocali, instant messaging, e-mail e app. Dei 75 intervistati, 40 sono stati quindi sottoposti a risonanza magnetica funzionale per misurare il flusso di sangue all’interno del loro cervello. Gli scienziati hanno scoperto che le persone abituate al multitasking (termine anglofono con cui si indica fare diverse cose contemporaneamente) avevano una minor densità di materia grigia nella corteccia cingolata anteriore, la zona del cervello deputata al controllo delle funzionalità emotive e cognitive. Questo non è il primo studio che si concentra sugli effetti che i  dispositivi tecnologici hanno sul nostro cervello; già in passato altri studi avevano evidenziato come l’eccessivo utilizzo di più dispositivi in contemporanea (per esempio smartphone e tablet, magari mentre si guarda la TV), potesse causare deficit di attenzione, favorire gli stati di ansia e, nei casi più estremi, arrivare anche a forme di depressione.

Frustrated office work at his deskLa scoperta di Loh è stata sicuramente rilevante, ma, prima di poter essere considerata come una verità assoluta, occorrerà avviare altre tipologie di ricerche e studi per comprendere quale sia il meccanismo che si verifica nel nostro cervello per cui la densità di materia grigia diminuisca utilizzando i dispositivi di nuova generazione. Soprattutto per delineare il tipo di collegamento esistente fra cervello e dispositivi, poiché oggi, non vi è certezza nemmeno sulle relazioni causa-effetto. «La nostra ricerca è la prima a collegare il comportamento multitasking alla struttura fisica del cervello: questo modo di utilizzare la tecnologia è sempre più diffuso e c’è una preoccupazione crescente per le possibili conseguenze sul benessere emotivo» spiega Loh «È possibile che gli individui con una più bassa densità di materia grigia nella corteccia cingolata anteriore siano maggiormente portati a comportamenti multitasking a causa di una debolezza strutturale del loro cervello, che non riesce a controllare pienamente le emozioni» conclude Loh.