Salute: emicrania da stress per 800 mila under 12

Sono solo bambini, ma hanno l’agenda più fitta di quella un manager. Ogni giorno fanno lo slalom fra scuola, compiti e sport. Impegni che si moltiplicano crescendo, spesso affrontati senza una colazione che dia ‘benzina’ al cervello. Il risultato dello stress è l’emicrania, malattia in aumento che affligge circa 800 mila baby-italiani under 12 (6-9%), già prima che la tempesta ormonale della pubertà accenda la sua miccia e faccia lievitare le giovani vittime della ‘testa che scoppia’: punte del 18% fra le ragazzine al primo appuntamento con il ciclo mestruale, e picchi del 25% intorno ai 35 anni. Complessivamente, l’emicrania tiene in ostaggio il 12% dei connazionali di ogni età. E se tra gli adulti ci va di mezzo il lavoro, nei bimbi la testa che pulsa e la necessità di buio assoluto costringono a sacrificare il gioco e gli hobby. O a volte a disertare l’aula. E’ questa la fotografia scattata da Paidoss, l’Osservatorio nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza, in un incontro organizzato oggi a Milano per presentare un nuovo rimedio ‘light’ derivato dal Gingko biloba. Gli specialisti suggeriscono anche metodiche di rilassamento a misura di bimbo.

“Il cervello emicranico – spiega Giovanni Battista Allais, responsabile del Centro cefalee della donna dell’università di Torino – ha infatti 2 particolari caratteristiche: è ipoenergico, cioè disperde più facilmente energia, ed è iperirritabile, ossia altamente sollecitabile da fattori esterni ed emozionali”. Condizioni che favoriscono gli attacchi emicranici e possono essere ripristinate con trattamenti alternativi ai farmaci. “A seconda dell’intensità del problema e della risposta del bambino – precisa lo specialista – si può intervenire con tecniche che si basano sul training autogeno o sul biofeedback, efficace soprattutto fra i 6 e i 18 anni, che permette di controllare la tensione muscolare, nervosa e vascolare con evidenti benefici sugli attacchi emicranici”. “I casi di emicrania sono in forte aumento tra la popolazione pediatrica – conferma Allais – La causa va ricercata soprattutto nel maggior numero di situazioni stressanti, rappresentate per lo più dall’aggravio degli impegni extrascolastici che si aggiungono alle ore di studio a scuola, ai compiti a casa e alle tensioni che il bambino deve gestire per far fronte a tutte le attività programmate da genitori iperattivi”. Incombenze che possono diventare un ‘doloroso’ rischio se il piccolo è predisposto all’emicrania, per fattori genetici ereditati da mamma e papà. Come intervenire? Oltre alle tecniche di rilassamento “si può agire con una terapia con magnesio che dà energia al cervello”, prosegue l’esperto. Oppure “ricorrere a un preparato innovativo naturale a base di Ginkgolide B (frazione terpenica fitosomiale del Ginkgo Biloba), arricchito da coenzima Q10, vitamina B12 e magnesio. E’ un antiaggregante che apporta un maggiore afflusso sanguigno ai neuroni, energizzandoli dall’interno e riducendo accessi e sintomatologia dell’emicrania”. Il preparato, inoltre, si è dimostrato particolarmente efficace nel contrastare l’aurea: l’insieme di campanelli d’allarme, perlopiù disturbi visivi, che precede la crisi di mal di testa. “Oltre alla naturalità e all’assenza di effetti collaterali”, dicono gli esperti, il nuovo preparato “ha un altro valore aggiunto: è in grado di agire favorevolmente contro la sindrome mestruale, alleviando l’emicrania correlata al ciclo mestruale che nel 12% delle ragazze compare già dal primo menarca, causando da 8-10 giorni prima dell’inizio del ciclo stati di irritabilità, seno e addome gonfi”.

Infine, aggiunge Allais, “il preparato è efficace anche contro la sintomatologia emicranica premestruale. Può essere somministrato dall’ovulazione al primo giorno del ciclo, cioè in quell’arco di tempo in cui gli estrogeni sono bassi e favoriscono in chi è predisposto l’insorgenza del mal di testa. Avere un prodotto non farmacologico che allevia l’emicrania, apportando più energia al cervello e/o riducendo gli effetti della sindrome premestruale – conclude lo specialista – è degno di attenzione”.