Salute, gli otorini: no alla liberalizzazione dei farmaci in fascia C

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Il rischio spesso è di abuso e sottovalutazione degli effetti collaterali

SINDROME INTESTINO IRRITABILE FARMACI“I farmaci in fascia C devono essere venduti esclusivamente in farmacia. Le previste liberalizzazioni rischiano di creare confusione e di banalizzare l’utilizzo di un farmaco che invece rappresenta una atto medico importante”. E’ questa la posizione del prof. Giuseppe Spriano, presidente nazionale Società Italiana di Otorinolaringologia e Chirurgia Cervico-Facciale (SIOeChCf). “Come otorino ci occupiamo di patologie che coinvolgono il bambino, l’adulto e l’anziano e che trovano nelle terapie un validissimo ausilio. Il rischio però spesso è di abuso e sottovalutazione degli effetti collaterali. Il farmacista è un professionista laureato in grado di consigliare il paziente e di fornire, se richiesto, un consiglio tecnico importante. Questo vale soprattutto nei piccoli centri dove la farmacia rappresenta un vero e proprio presidio sanitario che va difeso e valorizzato. I risparmi nella sanità – sottolinea Spriano – vanno cercati altrove, e tutti noi siamo pronti a fare la nostra parte, ma non bisogna adottare misure che rischiano di creare disorientamento, soprattutto in quella fascia di popolazione come gli anziani che, oltre al medico, possono trovare nel farmacista un valido ausilio”.