Salute: i calcoli renali tornano nel 50% dei casi, colpa anche dei falsi miti

MeteoWeb

L’errore più comune? Bandire il calcio

CALCOLOUn incubo che ritorna in un caso su due. Sono i calcoli renali che assillano il 10-12% della popolazione italiana: la metà dei pazienti, prima o poi, cade di nuovo nella loro rete. Complice, a sorpresa, la dieta spesso consigliata proprio per evitare una recidiva, che si rivela un ‘boomerang’. Contro le insidie nel piatto è sceso in campo un team di specialisti del Belpaese, che con uno studio prossimo alla pubblicazione sfata i falsi miti che aleggiano sulla tavola delle ‘vittime seriali’ di calcolosi renale. L’attività di sensibilizzazione continuerà anche in occasione di Expo. L’errore più comune? “Bandire il calcio – quindi per esempio formaggi e latticini – dalla dieta”, assicura all’Adnkronos Salute Domenico Prezioso, professore associato di Urologia all’università degli Studi Federico II di Napoli, dal palco del 14esimo Congresso nazionale dell’Associazione italiana di endourologia (Iea), in corso a Milano fino a sabato 28 febbraio. Ecco dunque il primo contrordine: prescrivere una dieta ipocalcica “non serve”. Il no ‘tout court’ ai formaggi, anzi: “E’ azzardato e si ottiene l’effetto opposto, perché in realtà il calcio aiuta l’espulsione dei componenti chimici che formano i calcoli. Molti specialisti non lo sanno, e così la gente comune. I nutrizionisti ritengono si debba assumere 1 grammo di calcio al giorno, una dieta media italiana arriva a mezzo grammo”, fa notare. “Queste informazioni sul calcio sono cruciali per l’età senile: molti medici consigliano anche a persone che hanno seri rischi di osteoporosi di ridurre il calcio per paura che si crei un calcolo renale. Stesso discorso per i bambini: il calcio non va mai sottoposto a restrizione in un’età in cui le ossa sono in formazione”. Le linee guida, aggiunge Guido Giusti, presidente del Congresso insieme al collega Bernardo Rocco, “sono chiare sull’assunzione di acqua, ma non altrettanto per i cibi”. Da qui la decisione dell’Associazione urologica per la calcolosi di “mettere insieme l’anno scorso 15 esperti italiani, fra urologi, metabolisti e nefrologi, per procedere a una revisione della letteratura e a una consensus, e arrivare a indicazioni definite sul fronte alimentare – racconta Prezioso – Sui punti più oscuri, meno supportati dalla scienza, si è dunque fatto ricorso all’expertise degli scienziati. I risultati saranno pubblicati a breve sull’Archivio italiano di urologia e nefrologia e saranno oggetto di un incontro con il ‘grande pubblico’ in occasione di Expo, il 9 maggio a Milano”. Sfatato il dogma della messa al bando del calcio, ci sono anche altri suggerimenti segnalati dagli esperti: per esempio, sottolinea Prezioso, “le bevande a base di agrumi – limoni, arance e pompelmo – sono consigliate in tutte le calcolosi perché contengono citrati, una prevenzione naturale contro le recidive”. Altra linea da tenere in considerazione è la restrizione di proteine animali e sali, perché un eccesso su questo fronte ha invece l’effetto di facilitare le recidive”. Via libera “a frutta e verdura, a patto di escludere quelle che contengono elevate quantità di ossalati, come spinaci e cavoli. Lo stesso vale per i cereali. Questi alimenti vanno limitati, anche se basterebbe aumentare l’introito di calcio perché gli ossalati in eccesso vengano smaltiti per via fecale (quindi non privarsi dei cereali ma mangiare formaggi in più)”. Il messaggio è che la dieta va ‘personalizzata’: “Bastano 4 esami del sangue e delle urine per inquadrare paziente – assicura Prezioso – Più che dirgli di non mangiare tremila alimenti diversi, possiamo così individuare la condotta alimentare migliore per la persona che si ha davanti. Ed è l’unica via per incidere in futuro sulle recidive”. Per l’esame del calcolo, continua, “il normale esame biochimico non dà garanzie, soprattutto in caso di calcolosi miste. E’ più utile invece una spettroscopia da fare in centri ad hoc. Ma la cosa più importante è la valutazione metabolica per identificare i fattori di rischio e stilare una dieta su misura”. Confermato il ruolo cruciale dell’acqua: aumentare l’introito di liquidi e “usare le acque bicarbonato-calciche rappresentano l’unico modo scientificamente provato per evitare un’eccessiva precipitazione dei cristalli”.