Uno studio condotto negli Usa punta i riflettori sulla dieta delle pazienti
Dal magnesio al folato, dai carotenoidi alla vitamina E. Sono alcune delle sostanze che mancherebbero alle donne con sclerosi multipla, una malattia neurodegenerativa di origine autoimmune che colpisce soprattutto l’universo ‘rosa’. Uno studio condotto negli Usa, che sarà presentato in aprile a Washington durante il 67esimo meeting annuale dell’Accademia americana di neurologia, punta i riflettori sulla dieta delle pazienti: evidenzia infatti che le malate, rispetto alle donne sane, presentano livelli inferiori di 5 sostanze di origine alimentare, con proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. I ricercatori hanno confrontato 27 donne caucasiche colpite da sclerosi multipla con 30 donne sane della stessa etnia, di età compresa fra 18 e 60 anni e con indice di massa corporea entro i 30 kg/m2. Le partecipanti allo studio hanno riferito le loro abitudini dietetiche negli anni precedenti, prima di iniziare un’eventuale supplementazione di vitamina D. In media, nelle donne con sclerosi multipla sono stati riscontrati livelli inferiori di folato derivato dalla dieta (in media 244 microgrammi contro 321 mcg nelle sane, comunque al di sotto dei 400 mcg raccomandati come introito giornaliero), vitamina E, magnesio (254 mcg, contro 321 nelle sane che centrano l’introito giornaliero target di 320 mcg) luteina-zeaxantina (famiglia dei carotenoidi) e quercetina (un flavonoide). Tutti composti antiossidanti o antinfiammatori. Non solo: in media le donne con sclerosi multipla, rispetto alle sane, mostrano anche una minor quota di calorie assunte da alimenti grassi.


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