Slavina killer sul Gran San Bernardo: come si forma una valanga

LaPresse/Reuters
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Il manto nevoso, dopo una nevicata, agisce come una massa unica sottoposta al suo stesso peso, alla pendenza dei versanti, alle forze che si aggiungono, come quella dovuta alla presenza di sciatori e scialpinisti. In questo caso la massa puo’ istantaneamente rompersi e generare una valanga. Le valanghe possono essere superficiali o di fondo, a seconda che interessino uno, pochi strati, o tutto il manto. In base al tipo di movimento si classificano in valanghe aeree, nubiformi, radenti, terrestri. La velocita’ di caduta arriva a 300 km/h e oltre. Ogni massa di neve ha caratteristiche diverse. Puo’ amalgamarsi o meno rispetto al suolo o alla neve caduta precedentemente. Il rischio valanga, scrive Marcello Poggi su MeteoWeb.eu, sale quando la neve cade su un suolo gia’ consolidato o ghiacciato, con valanghe di superficie dette slavine, specialmente se la neve e’ molto umida. Anche l’azione del vento puo’ innescare una valanga, ma il rischio cresce qualora uno sciatore, o un gruppo di persone come presumibilmente oggi sul Gran San Bernardo, faccia movimenti bruschi o decida di attraversare trasversalmente un pendio fuoripista. E’ consigliabile attendere un certo periodo dopo una nevicata in modo che si verifichino le condizioni di metamorfismo dei cristalli di ghiaccio, cioe’ l’assestamento che avviene con modificazione chimica che ha ripercussioni importanti sulla stabilita’. Se non avvengono valanghe in questa fase, o anche se avvengono, cio’ che resta e’ piu’ stabile. Attenzione all’aumento repentino delle temperature a breve distanza da forti nevicate. Il grado di rischio e’ in questo caso massimo. Il grado di pericolo valanghe e’ espresso sulla base dei livelli e dei principi adottati dal Gruppo Internazionale di lavoro dei Servizi di Previsione (Eaws). I cinque livelli sono definiti nella Scala Europea del Pericolo Valanghe. La progressione della scala non e’ lineare: il grado 3-marcato non rappresenta un pericolo medio, ma una situazione gia’ critica per il fenomeno delle valanghe e per i fattori predisponenti il distacco, precisa Aineva, associazione delle Regioni e Province autonome dell’arco alpino italiano.