Tecnologia: ecco gli pneumatici ecologici realizzati con la lolla di riso

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LOLLA COP OKMolti costruttori di pneumatici sono alla ricerca, nella natura, di costituenti adatti a ridurre l’uso di derivati del petrolio, riducendo l’inquinamento ambientale prodotto dall’uso delle auto. Goodyears Tine & Rubber Company, ad esempio, leader mondiale nella produzione di gomma per pneumatici, dopo lunghe ricerche, ha scoperto che gli avanzi della lolla di riso, anziché essere inviati in discarica, possono servire a produrre pneumatici più ecologici.

LOLLA COP La prestigiosa compagnia ha annunciato che utilizzerà la cenere ricavata dalla combustione della lolla di riso, sottoprodotto derivante dalla lavorazione dei cereali costituito dall’insieme delle brattee o glumelle che racchiudono il chicco, molto resistente, inattaccabile dagli insetti, contenente silice, convertibile in silicio, per produrre innovativi pneumatici rispettosi dell’ambiente. Dalla cenere di lolla di riso è stata ricavata una fonte alternativa di silice, impiegata nella realizzazione di pneumatici green, in grado di garantire le stesse prestazioni di quelli tradizionali, senza penalizzare il confort, la durata e la tenuta di strada, con un doppio vantaggio: diminuire l’attrito di rotolamento e avere un prodotto riciclabile alla fine del ciclo di utilizzo.

LOLLAL’abbattimento dell’attrito tra gomma e asfalto comporta un minor dispendio energetico, per cui si possono ottenere vantaggi tangibili sul fronte dei consumi e delle emissioni inquinanti. Goodyear, intenzionata a lanciare sul mercato i primi pneumatici derivati dalla buccia di riso entro il 2016, ha avviato dei contatti con alcuni operatori di USA, Asia a Brasile, aree in cui si concentra la maggior produzione di questo cereale ed il frutto di anni di ricerca da parte dei suoi tecnici trova riscontro nei dati elaborati dalla FAO che parlano di oltre 700 milioni di tonnellate di riso raccolte ogni anno nel mondo, da cui proviene un’enorme quantità di lolla da smaltire.  Buona parte degli scarti viene già bruciata per produrre elettricità e trova impiego nella produzione di sottoprodotti per l’industria zootecnica, chimica, farmaceutica e mangimistica.