Come previsto l’ingresso dell’aria molto fredda, di natura continentale, è stato accompagnato da impetuosi venti di tramontana e grecale che nella giornata di ieri hanno sferzato l’intero centro-sud Italia, con raffiche anche molto forti, che hanno toccato e oltrepassato la soglia dei 90-100 km/h. I venti di grecale e tramontana, assieme alla neve, caduta abbondante sull’Appennino centro-meridionale e sulla Sila, sono stati i veri protagonisti della giornata di ieri su gran parte delle regioni dell’Italia centro-meridionale. Nel corso della giornata di ieri l’affondo meridiano, fino allo Ionio, della saccatura artica, colma di aria gelida continentalizzata sulle pianure dell’Europa centro-orientale, ha rapidamente mandato quest’ultima in “CUT-OFF” nel suo ramo più meridionale sullo Ionio settentrionale.
Ciò ha comportato l’isolamento, piuttosto rapido, di una giovane circolazione depressionaria riempita di aria molto fredda, che si è posizionata fra lo Ionio orientale e le coste del Peloponneso nel corso della mattinata di ieri. L’isolamento di questa depressione a carattere freddo fra lo Ionio e la Grecia meridionale ha determinato l’inasprimento del “gradiente barico orizzontale” lungo il bordo occidentale di questa depressione, che è divenuto molto marcato, con massimi di “gradiente” ridossati fra basso Adriatico, Puglia e Ionio. La contemporanea spinta del promontorio anticiclonico azzorriano, con un cuneo in direzione del mar del Nord e del basso mar di Norvegia, ha rafforzato ulteriormente il “gradiente barico orizzontale”, creando un sensibile infittimento di isobare fra la Grecia, lo Ionio e l’Italia meridionale.
Questa netta contrapposizione barica, ulteriormente acuita dalla spinta dalla presenza di un solido promontorio anticiclonico azzorriano sulle Isole Britanniche, ha di conseguenza favorito l’attivazione di un forte flusso dai quadranti settentrionali che ha investito di netto le regioni del medio-basso Adriatico, lo Ionio e i mari attorno la Sicilia, con venti che hanno abbondantemente superato la soglia d’attenzione, divenendo burrascosi, soprattutto fra il litorale molisano, la Puglia, le coste della Calabria ionica e i litorali della Sicilia settentrionale, particolarmente esposti alle “sfuriate” della tramontana. Il considerevole infittimento di isobare che si è venuto a determinare, fra lo Ionio, il basso Adriatico e il Tirreno meridionale, ha contribuito ad imprimere una ulteriore accelerazione al flusso freddo continentale, che dopo aver oltrepassato le Alpi Dinariche, nella notte fra domenica 8 e lunedì 9 Febbraio 2015, si tuffato verso l’Adriatico meridionale attraverso impetuosi “deflussi” eolici che hanno raggiunto le coste del Molise e della Puglia, con venti burrascosi da Nord e N-NE, che hanno superato la soglia d’attenzione sul Molise, il Gargano, la costa barese, il tarantino e tutto il Salento, dove si sono registrate raffiche fino ad oltre 80-90 km/h.
Dopo aver spazzato il basso Adriatico, il Canale d’Otranto e la Puglia gli impetuosi venti settentrionali hanno poi sfondato sull’area del Golfo di Taranto e sullo Ionio, attraverso venti molto forti da Nord che hanno superato forza 8-9 della scala Beaufort, specie fra il cosentino ionico, la costa crotonese e il Salento, dove nei picchi sono state misurate folate fino a 90-100 km/h. Parte del flusso freddo settentrionale, dopo aver investito l’Adriatico centro-meridionale, ha spazzato l’Appennino meridionale, con forti raffiche da N-NE esaltate dalla locale orografia fra Molise, Sannio, Pollino. Dopo aver superato il crinale dei rilievi (innevati) molisani, lucani, campani e calabresi, l’intenso flusso settentrionale si è gettato sulle coste del basso Lazio, Campania e Calabria tirrenica, con raffiche di caduta anche molto forti sul napoletano, salernitano e cosentino, specie in corrispondenza dell’uscita delle principali valli, dove la ventilazione per l’effetto dell’incanalamento orografico ha acquistato ulteriore velocità, divenendo a tratti anche violenta.

Queste impetuose raffiche di caduta si sono poi propagate al basso Tirreno sotto forma di forti e burrascosi venti di tramontana che hanno toccato forza 8 Beaufort, specie nel tratto di mare fra le coste campane e quelle siciliane. Durante le forti burrasche, prevalentemente da N-NE e da Nord sul Tirreno meridionale, si sono registrate raffiche fino 70-80 km/h, ma con picchi possibili fino a 90 km/h nei punti più esposti. Nel corso della giornata odierna i forti venti da Nord si propagheranno allo Ionio, sotto forma di burrasche forti, con venti che in mare aperto, dato la presenza di un intenso “gradiente barico orizzontale” fra Grecia e coste della Sicilia, potranno toccare anche i 90-100 km/h nelle raffiche più intense. La potente ventilazione da Nord si spingerà sul mar Libico e in direzione del Golfo della Sirte e delle coste della Cirenaica, con burrasche forti che piegheranno più da N-NO e da NO fra Sirte e la Cirenaica, dove si verificheranno venti molto forti che potranno superare punte di oltre 80 km/h.

L’attivazione dei forti venti da Nord ha provocato un consistente aumento del moto ondoso, tra l’Adriatico centro-meridionale, il basso Tirreno e lo Ionio, che da molto mossi sono velocemente divenuti agitati, fino a molto agitato a largo. Specialmente lo Ionio che oggi a largo potrà divenire localmente anche grosso (forza 7 Douglas), con imponenti onde di “mare vivo” che raggiungeranno altezze fino a più di 5.0-6.0 metri (a largo della Sicilia orientale), ma con “Run-Up” che potranno toccare anche i 7.0 metri di altezza fra il basso Ionio e il mar Libico, dove le burrasche vedranno rinforzi di tempesta, fino a forza 10 Beaufort. Queste imponenti ondate, di oltre 5.0-6.0 metri, nel corso della giornata si dirigeranno verso le coste libiche del Golfo della Sirte e della Cirenaica scatenando su queste possenti mareggiate, con onde davvero imponenti capaci di coprire le spiagge libiche, con possibilità di piccole inondazioni nei tratti maggiormente aperti a N-NO. Queste ondate, veramente enormi, si romperanno con tutto il loro impeto sui bassi fondali sabbiosi del Golfo della Sirte e della Cirenaica settentrionale, con colpi di mare davvero spettacolari.


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