“La costa dell’alto tirreno calabrese negli ultimi 50 anni è arretrata mediamente di 60 metri – con punte che oltrepassano i 200 metri – abbattendo case (molte delle quali abusive poichè costruite su suolo demaniale) e strade, ma abbattendo molte opere pubbliche (lungomari ed altro) realizzati con tanto di progetti di dubbia affidabilità“. Lo afferma il geologo del CNR Carlo Tansi commentando le ultime devastanti mareggiate che nei giorni scorsi hanno colpito duramente la Calabria tirrenica. A corredo dell’articolo alcune foto da Fuscaldo. “Tutto questo – prosegue Tansi – è il risultato di una miope politica di difesa delle coste circoscritta ai soli comuni costieri che non hanno fatto altro che “fregarsi” la spiaggia a vicenda con pennelli improvvisati costati alla collettività centinaia di milioni di euro, anzichè essere coinvolti armonicamente in un piano organico di difesa dall’erosione costiera… tutto questo è anche il risultato dello stupro urbanistico dei corsi d’acqua che sfociano nel Tirreno che hanno ridotto drasticamente il “trasporto solido” che alimenta le spiagge. se non si prendono provvedimenti urgenti, con interventi efficaci e lungimiranti, tra qualche anno la costa arretrerà ancora generando danni e cancellerà definitivamente le nostre splendide spiagge“.





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