Aereo Germanwings, le 10 risposte che potrà dare la seconda scatola nera non ancora recuperata

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La seconda scatola nera dell’Airbus A320 della Germanwings è ancora “dispersa” tra le rocce alpine nel luogo del disastro

GermanwingsDopo aver elencato i 10 motivi che indicano in modo inequivocabile come il disastro aereo di martedì sia stato provocato dal suicidio di Lubitz, grazie ad una ricostruzione dell’Ansa possiamo evidenziare le almeno dieci risposte che la seconda scatola nera, non ancora trovata, potra’ dare alle tante domande ancora aperte nella vicenda dell’Airbus 320 della Germanwings precipitato sulle Alpi francesi. La prima delle due scatole nere, la Cvr (Cockpit Voice Recorder) che registra suoni e voci nella cabina di pilotaggio, ha gia’ detto moltissimo: “è stato molto importante averla trovata, altrimenti sapremmo ancora soltanto che era una manovra di discesa controllata, forse dovuta a un fattore tecnico”, spiega all’Ansa Alessandro Cometa, responsabile del Laboratorio dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo (Ansv).

LaPresse/Reuters
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Quando sara’ trovata anche la seconda scatola nera, la Fdr (Flight Data Recorder), gli investigatori avranno a disposizione un grandissimo numero di dati. “Il chip della Fdr dell’A320 e’ in grado di registrare circa mille parametri, dai quali e’ possibile ricostruire l’intera gestione della situazione nella cabina di pilotaggio”, spiega l’esperto. Si potra’ sapere, per esempio, quali avvisi si sono attivati, le spie che si sono accese. “I dati attuali gia’ permettono di stabilire che e’ stata una discesa controllata, ma con la Fdr si potra’ vedere come era stata programmata”, osserva Cometa. Se la prima scatola nera ha permesso di stabilire che il copilota era vivo perche’ ne ha registrato il respiro, la Fdr permettera’ di ricostruire tutte le sue azioni, i tasti che ha schiacciato e se a un certo punto ha aumentato la velocita’. Sara’ invece difficile sapere se aveva fatto scattare l’interruttore su ‘locked’ per chiudere la porta della cabina di pilotaggio subito dopo che il comandante aveva cercato di aprirla digitando il codice di quattro cifre. Oltre a registrare le azioni di chi e’ ai comandi dell’aereo, prosegue Cometa, “la Fdr ha registrato anche tutte le ‘risposte’ del velivolo”, ossia le azioni correttive messe in atto dai computer di bordo dell’Airbus 320. Per esempio, se il copilota avesse manovrato il joystick per aumentare la velocita’ in modo eccessivo, il computer sarebbe intervenuto per rallentarla. Altre risposte potranno arrivare dalla sincronizzazione delle due scatole nere. E’ un’operazione che richiede in media una settimana e che potra’ dare risultati importanti per le indagini. Ad esempio, permettera’ di capire esattamente quanto il copilota ha impostato la manovra di discesa: se lo ha fatto subito dopo che il comandante ha lasciato la cabina o se ha avuto delle esitazioni. Si potra’ sapere poi se il copilota ha riprogrammato la manovra piu’ volte e se, negli ultimi minuti prima dell’impatto, abbia deciso di virare verso la montagna. Quest’ultimo aspetto potra’ essere chiarito anche grazie ai dati geografici registrati dalla Fdr.