Fra meno di 24-36 ore il nostro paese sarà interessato dall’afflusso di masse d’aria piuttosto fredde, d’estrazione polare marittima, che dal mare della Groenlandia e dall’Atlantico settentrionale si riverseranno in direzione dell’Europa centrale e del bacino centrale del Mediterraneo. Il nucleo di aria fredda polare marittima, parzialmente “continentalizzata” sull’Europa centro-orientale, che da domani sera inizierà ad entrare sulle nostre regioni più settentrionali, verrà accompagnato da forti venti di bora e grecale fra Golfo di Trieste (dove si raggiungeranno punte di oltre 100-120 km/h), Adriatico settentrionale, mar Ligure e alto Tirreno.
Lo sfondamento dell’aria fredda dai “valichi” delle Alpi Dinariche attiverà forti burrasche capaci di raggiungere persino forza 8-9 Beaufort, producendo una ventilazione molto forte capace di creare tanti disagi ai trasporti marittimi e aeroportuali (e non solo). Come Trieste anche le coste del ponente ligure, fra savonese e imperiese, e quelle toscane, soprattutto pisano, livornese e grossetano, dalla notte di domani e giovedì rischiano di essere spazzate da venti molto forti di caduta dalle vallate dell’Appennino, fino a 80-90 km/h, in grado di arrecare non pochi disagi e persino danni, per alberi sradicati, cartelloni pubblicitari e pali della pubblica illuminazione divelti dalle folate più intense. Ma andiamo, passo dopo passo, ad analizzare l’importante manovra che darà origine alla “rasoiata” fredda pronta a riversarsi sulle nostre regioni. Attualmente, sullo scenario euro-atlantico, notiamo un flusso perturbato principale che scorre a latitudini piuttosto basse, presentando ben tre differenti ondulazioni, localizzate rispettivamente fra l’Atlantico occidentale (davanti le coste canadesi), l’Atlantico orientale e l’Europa orientale.
La saccatura in uscita dalle coste del Canada orientale si è già evoluta in una profonda depressione extratropicale che nel corso della giornata di domani tenderà ulteriormente ad approfondirsi, favorendo a sua volta lo sviluppo meridiano del robusto promontorio anticiclonico delle Azzorre. Ergendosi con un cuneo stabilizzante verso le Isole Britanniche e il mar del Nord l’alta pressione oceanica attiverà, lungo il suo bordo più orientale, un sostenuto flusso dai quadranti settentrionali che andrà a risucchiare masse d’aria molto fredde, d’estrazione polare marittima, direttamente dall’Atlantico settentrionale. Buona parte di quest’aria molto fredda, di origine polare marittima, dopo essere scivolata sul mar del Nord, come intensi venti da N-NO e da Nord, raggiungerà le coste di Danimarca, Germania, Olanda, Belgio e Francia, penetrando sui bassopiani di Francia e Germania come sostenuti venti da O-NO e NO, con raffiche capaci di toccare anche i 60-70 km/h.

Specie lungo le aree costiere più esposte di Germania, Olanda, Belgio e Francia. Parte di quest’aria fredda, dopo aver invaso la Germania, la Repubblica Ceca e la Polonia, tenderà ad aggirare ad est l’ostacolo “orografico” eretto dalle Alpi, scivolando dalla Repubblica Ceca e la Slovacchia fino alla pianura ungherese e ai rilievi di Slovenia, Croazia e Bosnia Erzegovina, per sfondare sul territorio italiano attraverso gli “intagli” naturali delle Alpi Dinariche, tramite furiose raffiche di bora sul Golfo di Trieste, Istria e Dalmazia. Il “tilting” verso levante del robusto promontorio anticiclonico delle Azzorre, disteso con i propri elementi verso le Isole Britanniche, incentiverà l’ulteriore allungamento della saccatura in ingresso dall’Atlantico, verso il Tirreno. La componente marcatamente meridiana (asse nord-sud) del “getto polare” che scorre lungo il bordo orientale di questa grossa impalcatura anticiclonica imprimerà, già dalla mattinata di domani, imprimerà sul medio-alto Tirreno una intensa avvezione di vorticità positiva che evolverà, nel giro di poche ore, in una profonda ciclogenesi nei bassi strati, associata al passaggio di un sistema frontale ormai interamente occluso, preceduto da una “banda baroclina” che apporterà precipitazioni, anche a sfogo di rovescio o temporale.

La circolazione depressionaria, con minimo barico in rapido approfondimento sul medio Tirreno, determinerà un forte inspessimento del “gradiente barico orizzontale” sopra buona parte del territorio nazionale. Tra il vicino Atlantico e le Isole Britanniche, dove si posizionerà l’imponente blocco anticiclonico azzorriano, e il bacino centrale del Mediterraneo, sede della giovane ciclogenesi a carattere freddo, si verrà a creare un considerevole “gradiente barico orizzontale” (notevoli differenze di pressione) che andrà a chiudersi con i propri “massimi” fra il medio-alto Tirreno e l’alto Adriatico, dove il sensibile infittimento di isobare verrà ulteriormente compresso dall’ulteriore spostamento verso levante dell’anticiclone delle Azzorre, che presenterà massimi barici al suolo di ben 1042 hpa a ridosso della Normandia. La vicinanza delle due contrapposte figure bariche dinamiche, fra la Francia e il medio Tirreno, darà luogo ad un “gradiente barico orizzontale” veramente esplosivo che attiverà, già dalla tarda serata/notte di domani, furiosi venti di bora lungo tutto l’alto Adriatico, forti raffiche di tramontana in Liguria e un impetuoso grecale sulle coste toscane e sull’alto Tirreno.

Già attorno le 21:00 – 22:00 UTC su Trieste si attiveranno le prime raffiche molto forti di caduta dal valico di Postumia che toccheranno picchi sopra i 100-110 km/h. Nel corso della nottata successiva e durante la giornata di giovedì la bora, dopo aver scavalcato molto velocemente l’Appennino Tosco-Emiliano, raggiungerà la Liguria, la Toscana, il Lazio e l’Umbria come forti venti di grecale e tramontana che si verseranno fra mar Ligure, mar di Corsica, mar di Sardegna e sul Tirreno, investendo in pieno anche la Sardegna, con intense raffiche da N-NE e Nord che lambiranno picchi di oltre gli 80-90 km/h sulle coste orientali dell‘isola, nei punti meglio esposti. Nella mattinata di giovedì, visto il fitto “gradiente barico orizzontale”, forti venti da NE, in uscita dai “valichi” naturali delle Alpi Dinariche, si getteranno sull’Adriatico centro-settentrionale, presentando la classica componente da E-NE fra Golfo di Trieste, Friuli, le coste del Veneto e la Romagna, e da NE e N-NE lungo i litorali di Marche e Abruzzo.
Sul Golfo di Trieste, come sull’Istria e nella vicina costa slovena, le raffiche di bora, in discesa dall’altopiano del Carso, rischiano di divenire davvero violente, con picchi superiori ai 120-130 km/h. Nell’area carsica il vento che si incanala tra il monte Nevoso e i rilievi sloveni, a causa delle grandi differenze termiche che si registrano tra l’altopiano del Carso, molto più freddo, e le aree marittime della Venezia Giulia, più temperate, si rinforza notevolmente è arriva a spirare in modo anche violento e turbolento, con raffiche capaci si sfondare la soglia dei 130 km/h. Su Trieste le violente raffiche di bora causeranno non pochi problemi e disagi, specie alla navigazione marittima, ma non solo. Ma gli effetti della bora, a causa del fitto “gradiente barico”, si avvertiranno in Friuli, sulle coste venete e la laguna Veneta, come in Romagna e sui litorali più settentrionali della costa marchigiana, con raffiche fino a 70-80 km/h nei punti meglio esposti.
I forti venti da NE scavalcheranno molto rapidamente l’Appennino Tosco-Emiliano per tuffarsi sulle coste liguri e in Toscana sotto forma di forti raffiche di grecale e tramontana che eccederanno la soglia d’attenzione, specie fra fiorentino, pistoiese, pisano, livornese e grossetano. Le burrasche non risparmieranno neppure l’Arcipelago Toscano, con raffiche molto forti, da N-NE e NE, che toccheranno i 70-80 km/h. L’intensa ventilazione settentrionale, dopo aver sferzato la Sardegna e il medio Tirreno, si propagherà alle regioni meridionali, come forti venti da N-NO e NO che raggiungeranno l’intensità di burrasca fra il basso Tirreno e lo Ionio. Fra la tarda mattinata e il pomeriggio di giovedì l’intensa ventilazione da NO raggiungerà la Sicilia, le coste della bassa Calabria e la Puglia, con raffiche da NO e N-NO che potranno toccare punte di oltre 60-70 km/h, soprattutto fra la Sicilia tirrenica e il Salento.
I forti venti settentrionali, tra la Sardegna e le regioni centro-settentrionali, andranno a scemare solo nel pomeriggio di venerdì, perdendo gradualmente di intensità, fino a divenire da moderati entro la serata e la nottata successiva. Solo fra il medio-basso Adriatico e lo Ionio persisterà ancora una intensa ventilazione da Nord e N-NO, oltre la soglia d’attenzione, che andrà ad attenuarsi non prima della mattinata di sabato.

Mari da agitati a molto agitati, attese mareggiate anche importanti fra Sicilia tirrenica e coste adriatiche
Dalla serata di domani, con lo sfondamenti delle prime burrasche da NE e da Nord, l’alto Adriatico, il mar Ligure, il mar di Corsica, il mar di Sardegna e il medio-alto Tirreno passeranno da molto mossi fino a agitati a largo, con un ulteriore aumento del moto ondoso sul Tirreno occidentale, davanti le coste sarde, dove l’intensa ventilazione da Nord solleverà onde alte più di 3.5 metri. Sul medio-basso Tirreno, a largo, si potranno raggiungere “Run-Up” di oltre 4.0 metri. Nella giornata di giovedì quasi tutti i mar si presenteranno da molto mossi ad agitati, fino a localmente molto agitato il basso Tirreno, il Canale di Sicilia e dal tardo pomeriggio di giovedì pure lo Ionio a largo, per lo sviluppo di ondate davvero imponenti, alte fino a 4.0-5.0 metri. Purtroppo il moto ondoso piuttosto vivace produrrà pure delle mareggiate di moderata intensità che nella giornata di giovedì si abbatteranno sulle coste della Sicilia tirrenica, dal palermitano al messinese tirrenico, dove sopraggiungeranno onde di “mare vivo” alte fino a 3.0-4.0 metri. Mentre mareggiate di debole intensità, per onde da NE, si attiveranno lungo i litorali di Romagna, Marche, Abruzzo, Molise e Gargano, con lenta scaduta nella giornata di venerdì.


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