Ambiente, lotta allo spreco: ogni anno si perdono 250 km cubi di acqua

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L’impronta idrica degli sprechi alimentari equivale a circa 250 km cubi ogni anno

STAMPANTE GETTO ACQUA”Un fronte cruciale per il consumo di acqua e’ quello dello spreco”: ogni anno vanno perse ”circa 1,3 miliardi di tonnellate di cibo, un terzo della produzione mondiale”; cosa che tradotto significa ”lo sperpero delle risorse idriche necessarie per la loro produzione. L’impronta idrica degli sprechi alimentari equivale a circa 250 km cubi ogni anno, pari alla portata annuale del fiume Volga, il fiume piu’ lungo d’Europa, o a tre volte il volume del Lago di Ginevra”. Cosi’ la Fondazione Barilla Centre for Food and Nutrition che, in occasione della Giornata mondiale dell’acqua (che si celebra il 22 marzo), rilancia ”gli obiettivi concreti del suo Protocollo di Milano per un futuro sostenibile”. ”In Italia, la quantita’ di acqua sprecata a causa del cibo inutilizzato e’ pari a circa 706 milioni di metri cubi – afferma Marta Antonelli, autrice del libro ‘L’acqua che mangiamo’ e consulente della Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition – di questi, circa il 43% e’ dovuto a spreco di carne, il 34% a cereali e derivati, il 19% a frutta e verdura e il 4% a prodotti lattiero-caseari”. Ma, secondo Antonelli, ”se consideriamo anche le perdite di alimenti che avvengono durante la filiera alimentare e che non raggiungono mai la distribuzione, il bilancio sale a 1.226 milioni di metri cubi di acqua: una cifra comparabile al fabbisogno annuo di acqua potabile di 27 milioni di nigeriani, o pari a un decimo del fabbisogno minimo di tutta la popolazione africana che non ha accesso all’acqua”.