Ambiente: le piante non autoctone non sono una minaccia per la biodiversità

Analizzati i cambiamenti della diffusione e della diversità di piante autoctone e non autoctone sulla base dei risultati del censimento sulle piante britanniche realizzato tra il 1990 e il 2007

Le piante non autoctone non sono una minaccia per la diversita’ della flora. Il verdetto che ‘assolve’ queste piante, spesso indicate come specie invasive, viene da una ricerca condotta dell’Universita’ di York, e pubblicata su Proceedings of the National Academy of Science, che spiega come fiori e alberi non nativi non mettono a rischio la varieta’ floreale della Gran Bretagna. Gli studiosi hanno analizzato i cambiamenti della diffusione e della diversita’ di piante autoctone e non autoctone sulla base dei risultati del censimento sulle piante britanniche realizzato tra il 1990 e il 2007. E sono giunti alla conclusione che e’ improbabile l’ipotesi secondo cui specie autoctone possano essere sopraffatte da quelle non del luogo. Per gli studiosi, inoltre, molte specie non autoctone rimangono troppo localizzate per avere un impatto su scala nazionale. Lo studio sottolinea invece come un’alta varieta’ di specie non autoctone stimoli anche l’alta varieta’ di quelle indigene, suggerendo cosi’ che la diversita’ di piante native e non native siano compatibili tra loro. “Specie non autoctone – ha sottolineato il professor Chris Thomas, autore principale della ricerca – hanno integrato, piuttosto che escluso specie native. L’impatto negativo di piante non indigene sulla biodiversita’ della Gran Bretagna e’ stato dunque esagerato, e allo stesso modo potrebbe essere stato esagerato in altri parti del mondo”.