Molti grandi serbatoi di acqua cosiddetta continentale affondano le proprie radici in grandi ecosistemi forestali
Sara’ un weekend all’insegna dell’ambiente: le due Giornate mondiali, ‘Foreste’ e ‘Acqua’ che l’Onu ha indetto rispettivamente per il 21 e il 22 marzo, sono per il Wwf un’occasione per riflettere sullo stretto legame che unisce sotto il segno del clima gli ambienti forestali e le risorse idriche del nostro pianeta. “La Terra e’ un meraviglioso Pianeta Blu e solo il 2,5% delle acque e’ raccolta nei continenti: di questa la gran parte e’ custodita dai ghiacci. Rimane, prezioso oro liquido, un minuscolo 1% che scorre e pulsa tra fiumi, sorgenti, falde e laghi. Molti grandi serbatoi di acqua cosiddetta continentale affondano le proprie radici in grandi ecosistemi forestali: uno per tutti la foresta amazzonica con i suoi 100.000 km di corsi d’acqua, che custodisce e rigenera quasi il 20% dell’acqua dolce che si riversa nei nostri mari. E’ difficile- dice il Wwf- definire un confine tra foreste e acque: le foreste producono, raccolgono, alimentano l’acqua cosi’ come l’acqua da’ vita alla foreste e ne mantiene nel tempo i complicati ed affascinanti equilibri. Senza acqua non ci sarebbero molte delle grandi foreste, senza foreste non ci sarebbe molta dell’acqua a cui attingiamo”. Quando distruggiamo le foreste “intacchiamo pesantemente il loro importante ruolo nel ciclo dell’acqua e nei sistemi idrogeologici rafforziamo la portata e l’intensita’ delle alluvioni, dei dissesti, della desertificazioni e della siccita’. E’ come una delicata catena che, se spezzata, produce devastazioni con un effetto a domino sia su scala locale (disastri ambientali) sia su scala globale (cambiamento climatico)”.”Le foreste sono le nostre alleate anche per combattere il cambiamento climatico- aggiunge il Wwf- aiutano a regolare il clima assorbendo enormi quantita’ di Co2. Circa 1,31 miliardi di ettari di superficie forestale (circa un terzo di tutta la copertura forestale mondiale) viene classificata come territorio forestale intatto; di questi il 50% si trova nelle aree polari e con regimi climatici nevosi , il 46% nelle aree equatoriali e il 3% nelle zone temperate. Circa 1 e 600 milioni di persone al mondo sono supportati dagli ambienti forestali del pianeta, 300 milioni vivono nelle foreste e, tra questi, vi sono ancora circa 60 milioni di individui che appartengono a diverse etnie minacciate di estinzione”. La deforestazione e la degradazione degli ambienti forestali “sono responsabili globalmente di circa il 10 % delle emissioni di gas serra. La lotta alla deforestazione deve diventare un obiettivo prioritario se vogliamo combattere il cambiamento climatico. Piu’ tardi interveniamo- ribadisce l’Associazione del Panda- piu’ si allontana la probabilita’ di ridurre gli impatti del clima sugli habitat e sulle specie cosi’ come le conseguenze per l’umanita’ intera. Contrastare i processi alla base dei processi di deforestazione deve avvenire anche combattendo il commercio illegale di legname, carta, polpa applicando puntualmente e correttamente le normative come la Eu Timber Regulation con un controllo del mercato, in particolare in un paese come l’Italia tra i primi mercati al mondo di legnami tropicali, carta e il primo mercato al mondo in assoluto di legna da ardere con una crescita esponenziale nelle importazioni di pellet e cippato”.


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