Andreas Lubitz: le bugie del copilota che quel giorno i medici non volevano su quell’aereo [FOTO]

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Lubitz è l’unico responsabile della strage dell’Airbus A320 della Germanwings

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Andreas Lubitz, il copilota tedesco dell’Airbus A320 della Germanwings precipitato nei giorni scorsi sulle Alpi francesi, sarebbe stato malato il giorno del disastro aereo. E’ questa l’ultima rivelazione che arriva dalla Germania. I pubblici ministeri tedeschi – secondo quanto riporta “Le Figaro” – hanno reso noto di aver trovato a casa di Lubitz alcuni certificati strappati, tra cui uno che includeva la data del giorno dell’incidente. Il copilota, quindi, “nascondeva la sua malattia al suo datore di lavoro e ai colleghi”, hanno detto i pubblici ministeri di Dusseldorf, senza pero’ specificare la natura della sua malattia. La polizia tedesca ha nelle scorse ore perquisito l’abitazione del copilota, un appartamento di Dusseldorf, da dove gli inquirenti hanno portato via diversi oggetti. Materiale che potrebbe essere utile alle indagini e’ stato portato via anche dalla casa dei genitori a Montabaur in Renania. Andreas Lubitz, nel 2008, con appena 630 ore di volo alle spalle, aveva sospeso l’addestramento a causa di una fase di depressione. Durante la perquisizione gli investigatori non avrebbero trovato nessuna lettera di addio, tantomeno nessuna prova di motivazioni politiche o religiose, avvalorando quindi l’ipotesi di un suicidio.

Lapresse / EFE
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Lubitz e’ l’unico responsabile della strage dell’Airbus A320 della Germanwings. A 48 ore dall’incidente il procuratore di Marsiglia, Brice Robin, ha ricostruito, fin nei minimi dettagli, i momenti prima dello schianto. “Il copilota si e’ volontariamente rifiutato di aprire la porta della cabina al comandante e ha azionato il pulsante che fa diminuire l’altitudine dell’aereo con la volonta’ di distruggere il velivolo”. Un’azione deliberata che ha fatto precipitare il volo, a bordo del quale c’erano 144 passeggeri e sei membri dell’equipaggio. Circa dieci minuti di discesa inesorabile, dai 38 ai seimila piedi, fino all’impatto finale sul massiccio dei Trois-Echeve’s. Gia’ mercoledi’ notte, rivelazioni del “New York Times” avevano fatto emergere che, nei tragici minuti prima dello schianto, uno dei due piloti era chiuso nella cabina e l’altro ha cercato inutilmente di entrare. “Il comandante – secondo quanto si sente dalla scatola nera – ha detto al copilota di prendere il comando dell’aereo e poi si sente contemporaneamente un sedile che si sposta e una porta che si chiude. Questo fa pensare a una assenza del pilota forse per recarsi alla toilette. Il copilota quindi resta solo al comando – ha spiegato il procuratore Robin – . Durante l’assenza del comandante, il copilota attiva i comandi per la discesa, un’azione che puo’ essere solo volontaria. Seguono gli appelli del comandante via interfono per accedere alla cabina, ma senza ricevere alcuna risposta. Quindi quest’ultimo ha bussato per farsi aprire ma il copilota non ha risposto. Si sente un respiro umano, che si sentira’ fino all’impatto: quindi il copilota era vivo. Poi si sentono i contatti della torre di controllo di Marsiglia ma senza nessuna risposta da parte del copilota. I controllori chiedono allora di mandare un S.O.S., ma senza ricevere risposta. E’ stato fatto quindi scattare l’allarme e si sentono colpi come per sfondare la porta blindata”.

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Prima di restare chiuso fuori dalla cabina, ha spiegato, inoltre, il procuratore di Marsiglia, “i due piloti si sono scambiati parole in modo normale, di cortesia, socievoli, come normali colleghi, niente di anormale. Poi il condante di bordo ha annunciato il briefing per l’atterraggio a Dusseldorf e le risposte del copilota sembrano laconiche”. I passeggeri, ha aggiunto, “si sono accorti solo all’ultimo della tragedia, perche’ si sentono grida poco prima dell’impatto”. Le autorita’ tedesche hanno confermato che e’ stato Lubitz a impedire al comandante di rientrare. Il sistema di controllo “della porta della cabina di pilotaggio permette sempre un’apertura dall’interno – ha spiegato il ministro dei Trasporti tedesco, Alexander Dobridnt -. Quando questo non e’ possibile, c’e’ la possibilita’ di aprirla con un codice dall’esterno, a meno che non sia esplicitamente impedito dall’interno”.

L’appartamento del copilota Andreas Lubitz

La casa dei genitori di Andreas Lubitz

Cerimonia a Le Vernet per i familiari delle vittime

Messa per le vittime ad Haltern am See

Colonia, fiori e messaggi fuori dalla sede centrale Germanwings