Dall’8 marzo del 2014, centinaia di famiglie rimangono ancora in attesa di una qualche spiegazione

La batteria di uno dei principali localizzatori del volo della Malaysia Airlines Mh370, scomparso esattamente un anno fa mentre percorreva la tratta fra Kuala Lumpur e Pechino, era completamente scarica e non funzionante gia’ da diversi mesi, forse addirittura da piu’ di un anno. E’ quanto scrive il quotidiano britannico The Independent, citando fonti degli investigatori che ancora stanno indagando sul misterioso incidente, che ha portato a una delle piu’ grandi operazioni di ricerca, finora senza esito, di tutti i tempi. Secondo le stesse fonti citate dall’Independent, rimarrebbe comunque ancora funzionante il rilevatore della scatola nera della cabina di pilotaggio, un elemento che ha portato il ministro dei Trasporti malesiano, Liow Tiong, ha dichiararsi “fiducioso” circa le operazioni di ricerca dei resti dell’aereo.

Dall’8 marzo del 2014, centinaia di famiglie rimangono ancora in attesa di una qualche spiegazione da parte delle autorita’ malesi, anche se lo scorso gennaio tutti i passeggeri del volo erano stati definiti “presunti morti”, dando cosi’ il via ai risarcimenti. Australia, Cina e Malesia stanno cercando il relitto in un’area vasta 23mila kmq. A un anno esatto dalla scomparsa del volo, le autorita’ cinesi e malesi si impegnano a continuare le ricerche. L’impegno cinese e’ stato ribadito oggi dal ministro degli Esteri Wang Yi, a margine dei lavori dell’Assemblea Nazionale del Popolo, in corso a Pechino in questi giorni. Wang ha rivolto il pensiero alle famiglie dei 153 passeggeri cinesi a bordo del volo scomparso. “Oggi e’ un giorno duro per i familiari dei passeggeri”, ha dichiarato il ministro. “I nostri cuori sono con voi”, ha aggiunto.

L’impegno nelle ricerche e’ stato confermato anche dalle autorita’ della Malaysia. “La scomparsa e’ senza precedenti – ha dichiarato il primo ministro Najib Razak in un comunicato – e cosi’ lo sono anche le ricerche, le piu’ complesse e tecnicamente difficili nella storia dell’aviazione moderna”. Nella giornata di oggi, un gruppo di familiari delle vittime si e’ radunato a Pechino per due manifestazioni: al Tempio dei Lama, in un’area storica della capitale cinese, nella mattinata, e nei pressi dell’ambasciata della Malaysia, nel primo pomeriggio, ora locale. Circa quaranta persone hanno scandito slogan e agitato cartelli di protesta all’indirizzo del governo malese, in una via nei pressi della sede diplomatica di Kuala Lumpur, sorvegliate da decine di agenti di polizia, che avevano bloccato l’accesso all’ingresso dell’ambasciata malese.































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