Astronomia: osservato per la prima volta il ‘respiro’ dei buchi neri

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La scoperta, pubblicata su Nature, aiuta a far luce sul ruolo dei buchi neri come ‘motori’ che influenzano l’intera struttura delle galassie

buco nero tombesi nasaOsservato il ‘respiro’ di un gigantesco buco nero che si trova al centro di una galassia: il ‘vento’ che genera controlla in questo modo la formazione delle stelle. La scoperta, pubblicata su Nature, aiuta a far luce sul ruolo dei buchi neri come ‘motori’ che influenzano l’intera struttura delle galassie. Il risultato si deve al ricercatore italiano Francesco Tombesi, dell’Universita’ del Maryland. Si ipotizzava da tempo che a governare l’evoluzione delle grandi galassie fossero i giganteschi buchi neri presenti al loro centro: un’ipotesi che aveva pero’ bisogno di conferme. Nonostante l’enorme attrazione gravitazionale, i buchi neri non avrebbero infatti la forza sufficiente per influenzare anche le regioni piu’ esterne delle galassie, a farlo sarebbe il loro ‘respiro’. A confermarne l’esistenza, rilevando un doppio effetto combinato, e’ stato il gruppo di ricerca guidato da Trombesi grazie ai dati relativi alle osservazioni della galassia IRAS F11119+3257 raccolti dal telescopio spaziale Herschel, dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), dal satellite a raggi X Suzaku, della Nasa e dell’agenzia spaziale giapponese Jaxa. Le osservazioni hanno permesso di vedere contemporaneamente due fenomeni, il ‘vento’ generato dal buco nero nel momento in cui ‘ingoia’ la materia che lo circonda e la contemporanea emissione di particelle ‘sparate’ in tutte le direzioni. Un’azione combinata capace di modellare anche le regioni piu’ esterne. Si tratta della prima conferma dell’esistenza di questo doppio fenomeno, finora previsto solo da modelli teorici, che aiuta a svelare i meccanismi che governano la formazione delle stelle all’interno delle galassie.