Astronomia: sfida Padova-Manchester per il quartier generale SKA

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Il Paese che sarà sede del quartier generale avrà il coordinamento politico e tecnico dell’operazione

Square Kilometer Array VisualisationCon un chilometro quadrato di area di raccolta, un grande campo di vista, un’estensione di alcune migliaia di km, tecnologie innovative per ricevitori, trasporto, elaborazione del segnale e calcolo lo Square Kilometer Array – meglio noto come SKA – sarà il più grande radiotelescopio mai costruito.
L’Italia è in prima fila nel progetto, è tra i fondatori della SKA Organization e punta a fare di Padova la sede del quartier generale del progetto che coinvolge undici Paesi che salgono a venti se si contano anche le nazioni partner. La sfida è con Manchester, candidata dalla Gran Bretagna. La decisione del board dei Paesi aderenti al progetto è attesa per venerdì. Il Paese che sarà sede del quartier generale avrà il coordinamento politico e tecnico dell’operazione.
Il governo sostiene con forza la candidatura della città veneta: il 12 febbraio a Roma il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini, insieme a Giovanni Bignami, presidente dell’Istituto nazionale di Astrofisica – che in SKA ha sempre creduto e in cui gioca un ruolo di assoluto rilievo – e al sottosegretario agli Esteri Mario Giro ha incontrato la commissione incaricata di valutare le candidature, sottolineando la forte tradizione in campo astronomico del nostro Paese coinvolto in numerosi progetti internazionali di ricerca. E lo stesso hanno fatto il Mise e il Mef, con i sottosegretari Simona Vicari e Pier Paolo Baretta che hanno anche ricordato l’importante stanziamento di fondi, pari a circa 90 milioni di euro, e l’impegno del comune di Padova a mettere a disposizione un’area di 5mila metri quadrati all’interno del Castello Carraresi.
Lo Square Kilometer Array conterà migliaia di grandi antenne e milioni di ricevitori radio, distribuiti tra le regioni desertiche dell’Africa e del Western Australia, sarà una straordinaria arma per studiare l’evoluzione dell’Universo, la gravità e la materia oscura come i campi magnetici. Le immagini che offrirà alla vista degli astronomi saranno 50 volte superiori per risoluzione e qualità a quelle finora ottenute grazie all’Hubble Space Telescope.
SKA è una vera sfida a livello scientifico e ingegneristico.
Quando sarà realizzato – la fase 1 della costruzione partirà nel 2018 per concludersi orientativamente nel 2023 – SKA mostrerà agli astronomi il cielo come ancora non è stato mai visto.