Biodiversità: l’UE non raggiungerà il target del 2020

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Le pressioni comprendono danni al fondo marino, inquinamento, specie esotiche invasive e acidificazione

ambiente“L’Europa non e’ sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo fissato per il 2020 di arrestare la perdita di biodiversità”. Questo quanto emerge dalla valutazione quinquennale ‘L’ambiente in Europa – Stato e prospettive nel 2015 – Soer 2015 dell’Agenzia europea dell’ambiente (Eea- European enviromental agency), pubblicata oggi. La biodiversita’ continua a essere erosa: “Rispettivamente il 60% delle valutazioni relative a specie protette ed il 77% di quelle relative a diversi tipi di habitat considerati hanno evidenziato uno stato di conservazione sfavorevole”. La biodiversita’ marina e costiera, poi, “rappresenta un ambito di particolare preoccupazione. Le pressioni comprendono danni al fondo marino, inquinamento, specie esotiche invasive e acidificazione. La pesca eccessiva- rileva l’Eea- e’ diminuita nell’Atlantico e nel Baltico, tuttavia non nel Mediterraneo che mostra un quadro negativo, con il 91% degli stock valutati soggetti a eccessivo sfruttamento nel 2014”. Guardando al futuro, “si prevede che gli impatti del cambiamento climatico intensificheranno le pressioni e gli effetti e che persisteranno le cause della perdita della biodiversita'”.