Mancano ormai poche ore all’ingresso di quel vasto nucleo di aria fredda d’estrazione polare marittima, ora ridossato alle Alpi e sul territorio francese, sul bacino centrale del Mediterraneo. Gli spazi di sereno e il sole di queste ore non dovranno ingannarci. I primi refoli freddi già da stasera inizieranno ad entrare sulle nostre regioni più settentrionali, sotto forma di forti venti di bora e grecale che spireranno a carattere di burrasca fra il Golfo di Trieste (dove si raggiungeranno punte di oltre 100-120 km/h), l’Adriatico settentrionale, il mar Ligure e l’alto Tirreno. Buona parte delle masse d’aria fredda sfonderanno dai “valichi” delle Alpi Dinariche attraverso una ventilazione molto forte dal quadrante nord-orientale capace di creare tanti disagi ai trasporti marittimi e aeroportuali.
La saccatura che ieri è uscita dal Canada orientale si è già evoluta in una profonda depressione extratropicale che nel corso della giornata odierna si approfondirà ulteriormente in pieno nord Atlantico. Il rapido approfondimento di questo profondo ciclone extratropicale, in uscita dalle coste canadesi, agevolerà lo sviluppo meridiano del robusto promontorio anticiclonico delle Azzorre, il quale distenderà i propri elementi in direzione delle Isole Britanniche e del mar del Nord. Con questo assetto meridiano l’alta pressione oceanica attiverà, lungo il suo bordo più orientale, un sostenuto flusso dai quadranti settentrionali che andrà ad aspirare masse d’aria molto fredde, d’estrazione polare marittima, direttamente dall’Atlantico settentrionale. Buona parte di quest’aria molto fredda, di origine polare marittima, dopo essere scivolata sul mar del Nord, come intensi venti da N-NO e da Nord, a breve raggiungerà le coste di Danimarca, Germania, Olanda, Belgio e Francia, penetrando sui bassopiani di Francia e Germania, come sostenuti venti da O-NO e NO, con raffiche capaci di toccare anche i 60-70 km/h. Soprattutto sulle coste di Germania, Olanda, Belgio e Francia.

Parte di quest’aria fredda, dopo aver invaso la Germania, la Repubblica Ceca e la Polonia, tenderà ad aggirare le Alpi ad est, scivolando dalla Repubblica Ceca e la Slovacchia fino alla pianura ungherese e ai rilievi di Slovenia, Croazia e Bosnia Erzegovina, per sfondare sul territorio italiano attraverso gli “intagli” naturali delle Alpi Dinariche, tramite furiosi “deflussi” che genereranno forti raffiche di bora (venti “catabatici”) sul Golfo di Trieste, Istria e Dalmazia. Il “tilting” verso levante del robusto promontorio anticiclonico delle Azzorre, disteso con i propri elementi verso le Isole Britanniche, incentiverà l’ulteriore allungamento della saccatura in ingresso dall’Atlantico, verso il Tirreno. La componente marcatamente meridiana (asse nord-sud) del “getto polare” che scorre lungo il margine orientale di questa grossa impalcatura anticiclonica imprimerà, già dalla mattinata, una intensa avvezione di vorticità positiva che evolverà, nel giro di poche ore, in una profonda ciclogenesi sul medio Tirreno, che sprofonderà sui 1000-999 hpa.

La ciclogenesi, in fase di formazione sul medio Tirreno, sarà associata al passaggio di un sistema frontale occluso, preceduto da una ben definita “banda baroclina” che da stasera apporterà precipitazioni, a prevalente sfogo di rovescio o temporale fra Toscana, Lazio, Umbria, Lazio, Campania, Basilicata e Calabria tirrenica. Nel corso della serata la circolazione depressionaria, con minimo barico in rapido approfondimento sul medio Tirreno sotto i 1000 hpa, determinerà un forte quanto fulmineo inspessimento del “gradiente barico orizzontale” fra l’Europa centrale e il Mediterraneo centrale. Tra il vicino Atlantico e le Isole Britanniche, dove si posizionerà l’imponente blocco anticiclonico azzorriano, e il bacino centrale del Mediterraneo, sede della giovane ciclogenesi a carattere freddo, si verrà a creare un considerevole “gradiente barico orizzontale” (notevoli differenze di pressione) che andrà a chiudersi con i propri “massimi” proprio fra il medio-alto Tirreno, le regioni settentrionali e l’alto Adriatico, dove il sensibile infittimento di isobare verrà ulteriormente compresso dall’ulteriore spostamento verso levante del potente anticiclone delle Azzorre, che presenterà massimi barici al suolo di ben 1042 hpa a ridosso della Normandia.

La vicinanza delle due contrapposte figure bariche dinamiche, fra la Francia e il medio Tirreno, darà luogo ad un “gradiente barico orizzontale” veramente esplosivo che attiverà, già dalla tarda serata/notte di oggi, impetuosi venti di bora lungo tutto l’alto Adriatico, seguiti da forti raffiche di tramontana in Liguria e un impetuoso grecale sulle coste toscane e sull’alto Tirreno. Già attorno le 20:00 – 21:00 UTC su Trieste e lungo le coste dell’Istria e della Slovenia si attiveranno le prime raffiche molto forti di caduta che toccheranno picchi sopra i 100-120 km/h. I forti venti nord-orientali permetteranno all’aria piuttosto fredda e densa, appena addossata fra il versante settentrionale delle Alpi e la pianura Ungherese, di traboccare velocemente in direzione del Mediterraneo centrale e dell’Italia attraverso il Golfo di Trieste e gli altri “valichi” naturali delle Alpi Dinariche. Il tracollo della quota dello “zero termico”, che in serata farà seguito all’ingresso dei primi refoli di aria molto fredda dalla regione danubiana, permetterà alle precipitazioni di assumere prevalente carattere nevoso fino a quote collinari su tutto l’Appennino centro-settentrionale, con accumuli “nivometrici” anche abbondanti da domani, fin dai 400-500 metri fra Emilia/Romagna, Marche, Abruzzo, Lazio, Molise e zone più interne della Campania.
Nel corso della nottata successiva e durante la giornata di domani la bora, dopo aver scavalcato molto velocemente l’Appennino Tosco-Emiliano e i rilievi marchigiani, raggiungerà la Liguria, la Toscana, il Lazio e l’Umbria come forti venti di grecale e tramontana che si verseranno fra mar Ligure, mar di Corsica, mar di Sardegna e sul Tirreno, investendo in pieno anche la Sardegna, con intense raffiche da N-NE e Nord che lambiranno picchi di oltre gli 80-90 km/h sulle coste orientali dell‘isola, nei punti meglio esposti. Nella mattinata di giovedì, visto il fitto “gradiente barico orizzontale”, forti venti da NE, in uscita dai “valichi” naturali delle Alpi Dinariche, si getteranno sull’Adriatico centro-settentrionale, presentando la classica componente da E-NE fra Golfo di Trieste, Friuli, le coste del Veneto e la Romagna, e da NE e N-NE lungo i litorali di Marche e Abruzzo.
Sul Golfo di Trieste, come sull’Istria e nella vicina costa slovena, le raffiche di bora, in discesa dall’altopiano del Carso, rischiano di divenire davvero violente, con picchi superiori ai 120-130 km/h. Nell’area carsica il vento che si incanala tra il monte Nevoso e i rilievi sloveni, a causa delle grandi differenze termiche che si registrano tra l’altopiano del Carso, molto più freddo, e le aree marittime della Venezia Giulia, più temperate, si rinforza notevolmente è arriva a spirare in modo anche violento e turbolento, con raffiche capaci si sfondare la soglia dei 130 km/h. Su Trieste le violente raffiche di bora causeranno non pochi problemi e disagi, specie alla navigazione marittima, ma non solo. Ma gli effetti della bora, a causa del fitto “gradiente barico orizzontale”, si avvertiranno in Friuli, sulle coste venete e la laguna Veneta, come in Romagna e sui litorali più settentrionali della costa marchigiana e abruzzese, con raffiche fino a 70-80 km/h nei punti meglio esposti del litorale.

I forti venti da NE, dopo aver rapidamente attraversato l’Adriatico centro-settentrionale, scavalcheranno molto rapidamente l’Appennino Tosco-Emiliano per tuffarsi sulle coste liguri e in Toscana sotto forma di forti raffiche di grecale e tramontana che eccederanno la soglia d’attenzione, specie fra fiorentino, pistoiese, pisano, livornese e grossetano, dove la locale amplificazione orografica produrrà vere e proprie bufere da N-NE e NE, con raffiche di picco capaci di toccare i 70-80 km/h in pianura, e punte superiori i 90-100 km/h sulle aree collinari e in montagna. Durante la discesa dall’Appennino Tosco-Emiliano i forti venti nord-orientali tenderanno a “canalizzarsi” all’interno delle principali vallate, acquistando ulteriore velocità (anche di 20-30 km/h in più). Le burrasche non risparmieranno neppure l’Arcipelago Toscano, con raffiche molto forti, da N-NE e NE, che toccheranno i 70-80 km/h. L’intensa ventilazione settentrionale, dopo aver sferzato la Liguria, la Toscana e la Sardegna si propagherà molto velocemente al medio-basso Tirreno, come forti venti da N-NO e NO che raggiungeranno l’intensità di burrasca fra il basso Tirreno e lo Ionio.

Fra la tarda mattinata e il pomeriggio di domani l’intensa ventilazione da NO raggiungerà la Sicilia, le coste della bassa Calabria e la Puglia, con raffiche da NO e N-NO che potranno toccare punte di oltre 60-70 km/h, specie fra la Sicilia tirrenica, la bassa Calabria e il Salento. I forti venti settentrionali, tra la Sardegna e le regioni centro-settentrionali, andranno a scemare solo nel pomeriggio di venerdì, perdendo gradualmente di intensità, fino a divenire da moderati entro la serata e la nottata successiva. Solo fra il medio-basso Adriatico e lo Ionio persisterà ancora una intensa ventilazione da Nord e N-NO, oltre la soglia d’attenzione, che andrà ad attenuarsi non prima della mattinata di sabato.



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