Il contributo italiano permetterà di finanziare la realizzazione di attività di prima assistenza a favore della popolazione civile

“In risposta alla gravissima situazione di emergenza provocata dal passaggio del ciclone Pam nel Sud dell’Oceano Pacifico, che ha colpito con particolare violenza l’arcipelago delle isole di Vanuatu, provocando decine di vittime e diffuse devastazioni, la cooperazione italiana ha deciso di destinare un contributo multilaterale di emergenza di 300.000 euro a favore della federazione internazionale della Croce rossa e della Mezza luna rossa (Ficross)”. Lo comunica la Farnesina. Nello specifico “il contributo italiano permettera’ di finanziare la realizzazione di attivita’ di prima assistenza a favore della popolazione civile. Si tratta di circa 60.000 persone (10.000 famiglie) rimaste senza casa a seguito delle devastazioni provocate dal ciclone (di categoria 5), in particolare nell’area della capitale Port Vila dove il 90% delle abitazioni risultano distrutte o danneggiate. Una parte del contributo in questione verra’ utilizzato dalla federazione internazionale Croce rossa per l’invio a Vanuatu di soccorritori internazionali con il compito di coordinare le operazioni”. La Farnesina sottolinea che “grazie al finanziamento dell’Italia, verranno garantite la fornitura di beni di prima necessita’, un riparo temporaneo alle persone sfollate e specifici interventi nei settori dell’acqua, dell’igiene e della salute per la prevenzione di possibili epidemie. Saranno inoltre realizzate attivita’ di rintraccio delle persone scomparse per favorire la riunificazione familiare, nonche’ attivita’ di rafforzamento delle capacita’ della Societa’ di Croce rossa locale per le attivita’ di educazione al rischio”. Infine: “Quello deciso oggi rappresenta un segnale di solidarieta’ nei confronti della popolazione di Vanuatu, gravemente colpita da questo evento naturale, che dimostra quanto sia importante non solo la risposta ma anche la prevenzione dei disastri naturali. Un tema che proprio in questi giorni e’ oggetto di dibattito a Sendai, in Giappone, nell’ambito della conferenza convocata dalle Nazioni unite per la riduzione del rischio collegato alle catastrofi naturali”.


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