Disastro Germanwings, Andreas Lubitz era stato in cura per “tendenze suicide”

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LaPresse/Reuters
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Andreas Lubitz, il co-pilota che ha deliberatamente causato lo schianto dell’A320 della Germanwings, in cui e’ morto insieme ad altre 149 persone, “prima di ottenere il brevetto di volo, era stato sottoposto a sedute di psicoterapia per tendenze suicide”. Lo ha riferito il procuratore di Dusseldorf, Christoph Kumpa. “Non ci sono prove che il co-pilota abbia annunciato precedentemente le proprie intenzioni” di schiantarsi con l’aereo sulle Alpi francesi “e non abbiamo trovato lettere che contengano una confessione da parte del co-pilota”, ha spiegato il procuratore. Kumpa, non ha confermato l’indiscrezione del ‘New York Times’, secondo la quale Lubitz, avesse problemi di vista. “Non abbiamo documentazione medica che avesse una malattia organica – ha detto in una conferenza stampa – ne’ che avesse problemi alla vista”. Kathrin Goldbach, la fidanzata incinta di Lubitz, voleva sposarlo, secondo quanto ha pubblicato il Daily Mirror. La donna avrebbe rivelato le sue intenzioni e il suo stato agli studenti della scuola di Krefeld, dove lavorava. Secondo il quotidiano ‘Bild’, Kathrin e’ ora in Francia. Alcuni ritengono che Lubitz avesse ultimamente anche un’altra relazione. Secondo l’Huffington Post britannico, Goldbach insegna matematica e inglese alla Gesamtschule Kaiserplatz di Krefeld. La procura di Dusseldorf intanto e’ assediata dalle telefonate. Lo ha denunciato lo stesso Kumpa davanti alle decine di giornalisti e fotografi assiepati dinanzi al suo ufficio. Il procuratore ha raccontato che i giornalisti in cerca di notizie lo tallonano da vicino, tanto che ha dovuto consegnare il suo cellulare a un collega: “Qualcuno”, ha denunciato, “e’ arrivato persino a telefonare a mio padre”. La commissione di esperti che lavora all’identificazione della vittime avra’ di bisogno di “due-quattro mesi per comunicare i risultati delle analisi. Solo una volta acquisiti i risultati saranno comunicate le identita’, ha affermato Fran§ois Taoust, direttore dell’Istituto di investigazione criminale della gendarmeria francese, il quale non ha potuto assicurare che tutte e 150 le vittime saranno identificate. Alla fine della settimana terminera’ la prima fase delle operazioni di recupero. Le due settimane successive saranno dedicate al recupero delle sezioni della fusoliera dell’aereo e dei pezzi posteriori, ad ispezionare nuovamente la zona del disastro alla ricerca di corpi che potrebbero essere nascosti sotto i rottami.