Disastro Germanwings: Lufthansa non dovrà pagare i danni morali. Il paradosso del “risarcimento minimo” per i bambini

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Suona come un cinico paradosso, eppure proprio la presenza di molte giovani vite a bordo dell’aereo di Germanwings alleggerisce il conto dei risarcimenti danni cui va incontro Lufthansa, dopo il disastro aereo delle Alpi della sua filiale Germanwings. Il motivo giuridico e’ che il diritto tedesco non riconosce i danni morali. A spiegarlo all’ANSA e’ un esperto della materia, Elmar Giemulla, legale di diritto dell’aviazione. Il primo punto che chiarisce il gurista e’ che, sui risarcimenti, non ci sono dubbi: “Sara’ la compagnia di volo a risponderne, in base alla convenzione di Montreal, e un regolamento dell’Ue in materia“. Il diverso grado di responsabilita’ della compagnia, eventualmente accertato dalla magistratura, non cambiera’ comunque l’ammontare dei danni, spiega il tecnico. Inoltre Lufthansa, compagnia madre della low cost in cui si e’ verificato il disastro, “e’ assicurata, e dunque non viene toccata direttamente dalla questione finanziaria“.

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Il diritto tedesco non riconosce i danni morali – spiega ancora -. Per questo motivo, nel disastro aereo di Germanwings, in cui sono morti tanti ragazzi, non ci saranno praticamente risarcimenti monetari ai genitori, aldila’ dell’ammontare iniziale, che copre le spese, anche se generosamente“. “Questo ovviamente e’ quasi un’ offesa per i parenti delle vittime“. Esistono delle spese preliminari, che oltre ai costi per la sepoltura, per i funerali, per il viaggio sul luogo del disastro, e per le spese contingenti dovute all’accaduto, la compagnia e’ tenuta a pagare immediatamente. “Il regolamento europeo dispone una cifra di 20 mila euro per ogni vittima, e Lufthansa ne ha gia’ offerti volontariamente 50 mila. Questo va bene“. Per il resto, “secondo il diritto tedesco, che e’ quello che si seguira’ in questo caso – continua il giurista – vengono riconosciuti soltanto i danni materiali. Per cui se la vittima dell’incidente aereo e’, ad esempio, un genitore, che manteneva i suoi figli, questi ultimi avranno diritto ai danni“. Nel caso di un ragazzo che non percepiva reddito, non e’ previsto altro. Inoltre, le vittime non avranno diritto allo stesso risarcimento, anche nel caso in cui si tratti di persone adulte: “Faccio un esempio per rendere piu’ chiaro questo elemento: se a perdere la vita e’ stato un genitore che guadagna 2.500 euro al mese, un bambino di 7 anni rimasto orfano potrebbe aver diritto a circa 500 euro al mese, fino ai suoi 27 anni. Se a morire nel disastro e’ stato invece un genitore, che percepisce uno stipendio di 20 mila euro al mese, la cifra della compensazione mensile al figlio potrebbe essere di circa duemila euro“. Ad ogni modo, secondo Giemulla, Lufthansa non e’ esposta a risarcimenti che superino “una cifra milionaria a due numeri“. E se affrontera’ danni morali, cosa che si usa sempre di piu’ anche in Germania sulla scia dell’esempio americano, “lo fara’ su base volontaria, e dunque in misura sostenibile“.