Il super-ciclone “Pam”, un mostro impressionante che ha raggiunto la 5^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, il massimo grado di questa, nella giornata di ieri ha effettuato il suo passaggio ravvicinato sullo stato insulare di Vanuatu che è stata devastato dai violentissimi venti ciclonici, da S-SE e Sud, attivi lungo il quadrante occidentale della tempesta. Su alcune isole ad est di Vanuatu, come sulla stessa isola principale, durante il transito del ciclone i venti sono stati talmente violenti (si stimano raffiche ben oltre i 220-240 km/h) da cagionare danni molto seri anche alle principali infrastrutture.

Prima di passare vicino Port Vile, la capitale di Vanuatu, il ciclone tropicale ha perso un po’ di forza, indebolendosi fino alla categoria 4^ della Saffir-Simpson, probabilmente a causa del passaggio del nucleo di “Pam” su acque meno profonde. Ma nonostante l’indebolimento il super-ciclone ha spazzato le isole di Vanuatu con venti ciclonici violentissimi, capaci di abbattere intere foreste e strappare tutte le palme esistenti in loco. Purtroppo non abbiamo a disposizione i dati relativi alla velocità del vento poiché molte stazioni meteorologiche, inclusa quella della capitale Port Vile, sono state danneggiate dalla furia eolica, andando off-line. Di certo c’è che le isole più meridionali, Erromango (popolazione 2.000 abitanti) e Tanna (pop 29.000 abitanti), hanno sperimentato i venti più violenti legati all’avanzata del bordo più meridionale della tempesta, lì dove si annidavano i violentissimi venti orientali, da E-SE e SE. Molto probabilmente su queste isole si sono registrate le raffiche di vento più violente che hanno devastato gran parte del patrimonio forestale di queste.
Sugli atolli più ad est dello stato insulare i violentissimi “venti di sbarramento” che ruotavano a grandissima velocità attorno la tempesta hanno generato un moto ondoso impressionante, favorendo la formazione di ondate di “mare vivo”, ma con andamento piuttosto confuso (fluttuante attorno ad una direzione media di provenienza), alte anche più di 9-10 metri all’interno dell’area perturbata, nei pressi dell’occhio centrale. Ma oltre ai venti violenti e alle forti piogge, “Pam” è stata capace di generare una potente “Storm Surge” che ha inondato, con una seria di grosse ondate, decine di atolli ad est delle isole di Efate e Erromango. Secondo le rilevazioni del Servizio Meteorologico di Figi la pressione centrale, all’interno dell’occhio di “Pam”, ha raggiunto un picco minimo di ben 899 hpa, prima di risalire nuovamente sopra i 900 hpa durante il passaggio ravvicinato su Vanuatu.
Lo “Storm Surge” non è altro che un anomalo innalzamento del livello medio delle acque del mare indotto dal brusco calo della pressione barometrica e dalla contemporanea azione di forti venti di tempesta, diretti verso la costa. In genere si sviluppa in presenza di potentissimi ciclonici tropicali, di 4^ e 5^ categoria, molto estesi su un ampio spazio di mare, capaci di attivare fortissimi venti ciclonici che tendono a sollevare verso l’alto il livello medio del mare, gonfiandolo come per effetto di una grossa alta marea che giunta sulla costa tende ad inondare tutte le aree più depresse.
Solo dopo aver superato le isole della Lealtà, dirigendosi verso sud-sud/est, il potentissimo ciclone tropicale si è trovato a muoversi sopra acque superficiali un po’ più fredde che come previsione hanno determinato un rapido allentamento dell’attività convettiva e un conseguente declassamento del sistema, dalla 4^ alla 3^ categoria Saffir-Simpson. La tempesta nella giornata di ieri, dopo aver devastato Vanuatu e atolli corallini limitrofi, si è allontanata verso il Pacifico sud-occidentale, spostandosi su acque superficiali sempre più fredde e su un’area caratterizzata da un “Wind Shear” moderato che ha contribuito ad indebolire ulteriormente l’attività convettiva attorno il nucleo centrale di “Pam”, declassandola rapidamente in un ciclone tropicale di 1^ categoria Saffir-Simpson, in movimento verso sud-est.

Pur divenendo un ciclone di 1^ categoria Saffir-Simpson “Pam” nel corso della giornata di domani, traslando verso sud-est, potrà rappresentare una minaccia per l’Isola del Nord della Nuova Zelanda, più per le forti mareggiate che per il vento. Difatti le coste orientali, in particolare quelle nord-orientali, dell’Isola del Nord verranno flagellate da forti quanto pericolose mareggiate, per l’arrivo dal Pacifico meridionale delle imponenti ondate, alte fino a più di 7-8 metri, sollevate dai fortissimi venti orientali attivi nel quadrante sud di “Pam”. Buona parte di queste grandi onde alzate dai forti venti orientali, da E-NE, Est e E-SE, andranno a rompersi con grande impeto lungo le scogliere e le spiagge della costa orientale dell’Isola del Nord, generando spettacolari spruzzi, mentre l’isola verrà spazzata da sostenuti venti dai quadranti meridionali.



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