Ebola: ogni giorno 300 litri di rifiuti liquidi per ogni letto

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Ogni giorno, ogni letto che ospita un paziente nei reparti di trattamento dell’Ebola genera circa 300 litri di rifiuti liquidi. Gestire questa spazzatura e’ diventato un problema in Liberia, su cui anche l’Organizzazione mondiale della sanita’ (Oms) sta lavorando su piu’ fronti con vari partner, per far si’ che questi rifiuti vengano decontaminati in modo efficace senza causare ulteriori rischi per la salute. Oltre ai liquami, nei liquidi contaminati c’e’ il cloro usato per disinfettare l’equipaggiamento degli operatori sanitari, le docce e il lavaggio delle mani. Tutti i rifiuti liquidi delle unita’ di trattamento dell’Ebola vanno in fosse biologiche.

-Una volta riempite l’Oms ha dovuto trovare un modo per decontaminare e sistemare questi rifiuti. L’Oms con la Liberia Water and Sewer Corporation ha fornito un impianto fognario delle acque nere a Monrovia per immagazzinare e trattare questi rifiuti liquidi. Una volta pero’ che il sito e’ stato identificato, sono sorti nuovi problemi. Gli abitanti della zona erano preoccupati dall’avere questi rifiuti vicino le loro case. ”Da novembre stiamo lavorando con l’Unicef – spiega Lawrence Flumo, della municipalita’ di Fiamah – per sensibilizzazre la comunita’. Ora che abbiamo una recinzione sicura intorno all’impianto, la comunita’ ha accettato la presenza del deposito di rifiuti liquidi”, e a fine gennaio il deposito e’ stato aperto. Oltre ai rifiuti liquidi ci sono anche gli equipaggiamenti protettivi (ppe). Ogni persona che entra in un’unita’ di trattamento di Ebola per curare i pazienti, pulire o anche solo fare una visita li deve indossare, poi rimuovere e buttare. Cio’ significa che per ogni paziente trattato vengono usati ogni giorno piu’ di 4 kit ppe che finiscono nella spazzatura. Alcuni reparti hanno bruciato questi rifiuti impilati all’aria aperta. Nella Island Clinic di Monrovia questo problema e’ stato risolto con l’acquisto di incenitori speciali grazie al finanziamento della Banca mondiale, che consentono di bruciare i ppe e altri materiali contaminati a temperature molto alte e sicure sotto la supervisione dell’Oms, che ha anche formato lo staff.