Il virus, afferma l’ultimo bollettino dell’Oms, ha superato i 24mila casi e si avvicina ai 10mila morti

Le troppe discussioni metodologiche hanno fatto perdere tempo prezioso ai test su vaccini e farmaci contro Ebola, e ora difficilmente una delle diverse sperimentazioni in corso in Africa potra’ dare dei risultati attendibili. Lo affermano diversi esperti al Los Angeles Times. Il virus, afferma l’ultimo bollettino dell’Oms, ha superato i 24mila casi e si avvicina ai 10mila morti, ma il ritmo a cui si aggiungono nuovi pazienti e’ molto calato nel 2015, con la Liberia che e’ stata addirittura due settimane senza nuovi casi. In queste condizioni sia i test del siero Zmapp, iniziati a fine febbraio, sia quelli dei due vaccini che hanno preso il via sempre il mese scorso e persino quelli del siero di convalescenti difficilmente daranno risultati attendibili. ”Semplicemente non ci sono abbastanza casi” spiega Bruce Ailward, il responsabile dell’Oms, a cui fa eco Piero Olliaro, scienziato italiano della Oxford University, secondo cui ”si e’ tristemente persa un’occasione”. L’Oms ha iniziato a discutere sulla possibilita’ di accelerare i test lo scorso agosto. A rallentare le procedure e’ stata soprattutto la frattura tra chi sosteneva che si dovesse procedere in maniera tradizionale, con alcuni pazienti trattati con il farmaco o il vaccino e altri con un placebo, e chi non lo riteneva eticamente accettabile. I primi ad essere contrari erano i ministri della Salute africani: ”Alle riunioni hanno affermato con veemenza che non avrebbero accettato l’uso di placebo – spiega Richard Whitley dell’universita’ dell’Alabama -, chiedendo di trovare dei metodi alternativi”. La messa a punto di questi metodi, spiega Olliaro, ha fatto perdere tempo, con il risultato che molto difficilmente uno dei test potra’ permettere valutazioni certe sull’efficacia.


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