Forte dei Marmi cambia volto: il vento abbatte mille pini

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Il forte vento che dalla notte scorsa, e per buona parte della giornata, è soffiato in tutta la Toscana, ha causato una vittima

La Presse
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Una citta’ diversa dove ci vorranno anni prima che la possano riconoscere i moltissimi turisti, tanti vip, che da anni l’hanno eletta come la loro meta preferita per le vacanze. Forte dei Marmi (Lucca) oggi appare “devastata” e il colpevole questa volta e’ il vento. Il sindaco Umberto Buratti parla di una citta’ “che ha cambiato volto, dove sembra passata un’esplosione nucleare”. Il forte vento che dalla notte scorsa, e per buona parte della giornata, e’ soffiato in tutta la Toscana, causando una vittima (Sergio Torelli, 41 anni, un automobilista travolto e ucciso da un masso a Borgo a Mozzano, in provincia di Lucca), si e’ accanito in particolare proprio al Forte: oltre il 50% di pini e di altri alberi sono venuti giu’. In tutto sarebbero un migliaio, molti dei quali caduti sulle ville e sulle case che rendono unica la localita’ della Versilia: “una cosa cosi’ non la ricordano neppure i piu’ anziani” continua Buratti che ha deciso la chiusura delle scuole fino a lunedi’ prossimo. Analoga decisione e’ stata presa dal sindaco di Pistoia mentre in molti altri comuni della regione i ragazzi torneranno a scuola venerdi’. A Firenze e in altre citta’ tutto regolare fin da domani. Ma e’ in tutta la Versilia, il parco della Versiliana e’ devastato, che gli alberi sradicati rischiano di cambiare il paesaggio delle pinete. Una tempesta di vento, con raffiche che hanno raggiunto anche 159 km/h in Mugello (all’aeroporto fiorentino di Peretola sono state registrate fino a 137 km/h e hanno causato cancellazioni e dirottamenti di voli fino al pomeriggio), che ha reso complicatissima la situazione in tutte le province. In molti comuni l’energia elettrica e’ saltata: in mattinata erano oltre 200 mila le utenze senza energia e grazie al lavoro della task force messa in campo da Enel sono state ridotte a 80 mila. Per molti, soprattutto nei paesi di montagna, la normalita’ tornera’ solo domani. I vigili del fuoco hanno dovuto chiedere rinforzi dalle altre regioni: le richieste di intervento nelle 10 province sono state oltre 3.500, molte delle quali verranno evase solo nelle prossime ore e nei prossimi giorni. In campo anche 575 volontari delle diverse associazioni coordinati dalla Sala operativa della Regione. Interrotti per gran parte della giornata i collegamenti con le isole e al Giglio lo sono ancora in serata. Moltissime le strade, soprattutto quelle provinciali e comunali, interrotte. Tornata regolare solo nel pomeriggio la circolazione dei treni che aveva risentito pesantemente della situazione. Resta bloccata solo la linea tra Buonconvento (Siena) e Grosseto. Impossibile fare il conto preciso dei feriti, nessuno comunque sarebbe grave: il numero superebbe la ventina. Una forte mareggiata ha causato l’allagamento di Porto Santo Stefano, in provincia di Grosseto. Anche a Firenze situazione difficile in mattinata: chiuso il giardino di Boboli e tecnici a lavoro al parco delle Cascine per verificare la stabilita’ degli alberi. Danni registrati anche alla copertura in rame della chiesa di San Giovanni Battista, piu’ conosciuta come la chiesa dell’Autostrada, progettata da Giovanni Michelucci. Il presidente della Regione, Enrico Rossi, ha firmato lo stato di emergenza per consentire ai sindaci di effettuare i lavori piu’ urgenti e parla di “disastro”. Per la conta dei danni all’agricoltura e all’economia regionale, in particolare nelle province di Lucca, Prato, Pistoia e Arezzo, serviranno ancora alcuni giorni. Si parla gia’ di decine di milioni di euro. Certo che i settori del vivaismo, dell’agricoltura e dell’allevamento rischiano di restare in ginocchio per molto tempo: solo da poco si stavano riprendendo dalla grandinata che colpi’ alcune province nel settembre scorso e che gia’ sembro’ un evento eccezionale.