Germanwings, pilota Lufthansa: in cabina serve il 100% di lucidità

“Ho bisogno di raccoglimento, di elaborare il lutto”

LaPresse/Action press
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“Chi si mette in cabina di pilotaggio deve essere lucido al 100% perche’ ha la responsabilita’ dei passeggeri che trasporta: e’ logico che se si e’ scossi e’ meglio non volare”. Daniela, pilota della Lufthansa, spiega cosi’ la decisione dei suoi colleghi di non volare dopo il disastro dell’airbus della Germanwings schiantatosi sulle Alpi francesi. Alta, bionda, la faccia scavata e addolorata, Daniela si tiene in disparte, dall’altra parte della strada dove si trova il ginnasio Joseph-Koenig-Gymnasium di Haltern am See, oggi listato a lutto per la perdita dei 16 studenti e dei 2 insegnanti che si trovavano di quel volo maledetto. “Ho bisogno di raccoglimento, di elaborare il lutto”, dice sommessa Daniela in divisa da pilota. Come altri molto colpita dalla vicenda esclude assolutamente che alcuni dei colleghi che non hanno volato dopo l’incidente lo abbiano fatto per paura o protesta contro la compagnia. “Lufthansa – racconta – ha altissimi livelli di sicurezza e se fai il pilota devi avere assolutamente fiducia nel mezzo che conduci”. “Quelli che non sono andati certamente lo hanno fatto perche’ sono stati duramente colpiti o perche’ conoscevano le vittime e, quindi, non avrebbero potuto essere lucidi al 100% come richiesto a chi pilota un aereo”, soggiunge.