Improvvise bufere di neve e venti molto forti spazzano il sud della Russia e l’Ucraina, raffiche oltre i 90 km/h sul mar d’Azov

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Una significativa ondata di maltempo, caratterizzata da forti venti che hanno raggiunto l’intensità di burrasca forte, piogge e successive nevicate, ha colpito nel weekend gli Oblast’ della Russia sud-occidentale e buona parte dell’Ucraina, dove peraltro è tornata persino la neve fino a quote pianeggiati. Come ampiamente previsto nei giorni scorsi l’avvezione calda di aria sub-tropicale continentale, che si è attivata sul bordo più orientale della latente depressione che dallo Ionio si è spostata verso l’Egeo, è risalita fino all’Ucraina, alla Bielorussia e le pianure della Russia europea, andando a rafforzare il robusto promontorio anticiclonico da giorni preesistente sull’est della Russia.

Rtavn301L’aria calda, di origine sub-tropicale continentale, risalendo verso fin verso i bassopiani ucraini, bielorussi e della Russia sud-occidentale, ha determinato una modesta “avvezione di spessore”, con un conseguente rialzo dei valori di geopotenziale sopra la Russia europea, alla quota isobarica di 500 hpa. Il flusso di aria piuttosto calda e secca, ben strutturato nei medi e bassi strati, cominciando a crescere di quota, ha interessato gli strati medi e superiori della troposfera. Questi flussi caldi, d’origine sub-tropicale continentale (provenienti dalla regione sahariana, dai 25°-30° latitudine nord), crescendo di quota tendono ad interessare una maggior fetta di troposfera, comportando importanti aumenti dei valori di geopotenziale (a 500 hpa), coadiuvati da sensibili aumenti termici (sia d’origine radiativa che per il contributo dell’insolazione). Questa “avvezione di spessore” ha avuto il merito di consolidare ulteriormente l’imponente promontorio anticiclonico di blocco presente sulla Russia europea che ha raggiunto massimi barici al suolo superiori ai 1048 hpa che hanno contribuito a comprimere il “gradiente barico orizzontale”, soprattutto fra il Kazakistan e le pianure della Russia meridionale.

Si nota il forte "gradiente barico orizzontale" prodotto dal robusto anticiclone sulla Russia europea
Si nota il forte “gradiente barico orizzontale” prodotto dal robusto anticiclone sulla Russia europea

L’infittimento delle isobare, alla periferia di questo possente anticiclone di blocco, ha favorito l’attivazione di venti piuttosto sostenuti, da SE e S-SE su gran parte della Russia europea e la Finlandia, e da Sud e S-SE su Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia e Baltico, con rinforzi fino a burrasca fra Baltico e Golfo di Botnia dal pomeriggio di domani. Ma a causa del sensibile inasprimento del “gradiente barico orizzontale” e del “gradiente termico orizzontale” fra Russia settentrionale e Kazakistan (quest’ultimo sempre più mite), i venti più forti, prevalentemente dai quadranti orientali, come da previsione si sono localizzati lungo il bordo più meridionale dell’imponente anticiclone dinamico russo, fra le steppe del Kazakistan centro-occidentale, l’ovest dell’Uzbekistan, le coste settentrionali del mar Caspio, gli Oblast’ più meridionali della Russia europea e l’est dell’Ucraina, dove si sono generati intensi venti da E-NE e Est che hanno toccato punte di oltre 60 km/h, con picchi localmente anche sui 70-80 km/h, fra la steppa dei Chirghisi e gli Oblast’ di Volgograd e Rostov.

I forti venti orientali  nel sud della Russia europea ed est dell'Ucraina
I forti venti orientali nel sud della Russia europea ed est dell’Ucraina

La struttura anticiclonica, con massimi barici al suolo elevatissimi fino a 1048 hpa, è stato in grado di richiamare dalle steppe del Kazakistan centrale (attualmente surriscaldate dall’intensificazione dell’insolazione diurna che caratterizza l’ultima decade di Marzo) aria un po’ più mite, di tipo temperata continentale, che si è propagata molto velocemente, attraverso gli intensi venti da E-NE e Est, fino all’Uzbekistan, il bacino del mar Caspio, il sud della Russia e alle regioni dell’Ucraina orientale. In queste aree si sono originate delle burrasche, fino a forza 7-8 Beaufort, che purtroppo hanno prodotti diversi disagi e danni. In particolare nel corso della serata di sabato 28 Marzo 2015 il forte “gradiente barico orizzontale” creato dall’imponente anticiclone russo, con massimi di oltre 1048 hpa a ridosso della regione degli Urali, sommandosi anche al consistente “gradiente termico orizzontale”, ha scatenato autentiche bufere di vento da Est e E-NE su gran parte della Russia meridionale e dell’Ucraina orientale. Durante la serata di sabato 28 Marzo venti davvero impetuosi, accompagnati da piogge orizzontali, hanno spazzato gli Oblast’ dell’Ucraina orientale e le località affacciate sul mar d’Azov, dove sono state registrate raffiche da Est fino a più di 80 km/h.

1053 hpa RussiaAddirittura nella stazione di Heniches’k, sulla costa occidentale del mar d’Azov, poco a nord della penisola di Crimea, è stata misurata una raffica fino a 90 km/h da Est, mentre in altre località limitrofe le folate più intense sono andate oltre la soglia dei 90 km/h, avvicinandosi di poco alla soglia fatidica dei 100 km/h. Ad Askaniia-Nova, sempre nel sud dell’Ucraina, la velocità media sostenuta del forte vento da Est ha superato i 65 km/h, mentre a Chaplyne la velocità media sostenuta ha toccato gli 86 km/h da E-SE. Notevoli anche i 79 km/h toccati nella serata di sabato all’aeroporto di Rostov. Solitamente burrasche di vento di questa intensità si associano a figure bariche cicloniche, particolarmente profonde, e capaci di innescare intensi “gradienti barici”.

I danni causati dalle forti raffiche di vento a Kharkiv
I danni causati dalle forti raffiche di vento a Kharkiv

In questo caso i venti molto forti dai quadranti orientali che hanno spazzato la Russia meridionale, da Volgograd a Rostov, e l’Ucraina orientale, sono stati prodotti dalla circolazione periferica dell’imponente promontorio anticiclonico di blocco sulla Russia europea, che ha raggiunto massimi barici davvero considerevoli, di ben 1048 hpa, capaci di determinare una forte compressione delle isobare su un’area piuttosto ristretta, fra Russia meridionale, Kazakistan occidentale e Ucraina. Questo addensamento di isobare alla periferia meridionale della struttura anticiclonica dinamica è stata la causa principale d’innesco dei forti venti da Est ed E-SE su gran parte della Russia meridionale e l’est dell’Ucraina. Ma oltre ai forti venti dai quadranti orientali questo particolare tipo di configurazione barica che si è venuta a creare lungo il margine più meridionale dell’anticiclone russo ha determinato anche delle piogge, rovesci di acqua e neve e nevicate che a tratti, a causa dei forti venti da Est e E-SE, hanno assunto carattere di bufera. Difatti, mentre sulla Russia europea si andava a rafforzarsi il promontorio anticiclonico di blocco, dai Balcani orientali e dalla Romania risalivano i resti di un vecchio sistema frontale, ormai totalmente occluso, in direzione dell’Ucraina. Spostandosi verso l’Ucraina questo sistema frontale ha interagito con l’aria più fredda, di origine polare continentale, che al tempo stesso cominciava a scivolare dal bordo meridionale del robusto promontorio anticiclonico posizionato sulla Russia europea.

r047s035Le infiltrazioni di aria più fredda, di stampo continentale, verso il sistema frontale e il flusso di aria più mite e molto umida pre-frontale in risalita dal bordo orientale della depressione sul mar Egeo, hanno determinato un rapido abbassamento della quota dello “zero termico” e lo sviluppo di un esteso tappeto di nubi, in prevalenza “avvettive”, che hanno coperto i cieli di buona parte dell’Ucraina, apportando nevicate anche di moderata o forte intensità. Non è un caso se nelle scorse ore intense nevicate hanno interessato le aree settentrionali e orientali dell’Ucraina, con accumuli a tratti anche piuttosto consistenti nelle zone pianeggianti a nord della capitale Kiev.

800_iynxforzl2thcacoxn4fvtws4log8jpeLe fitte nevicate sono state provocate proprio dall’interazione fra l’aria molto fredda, polare continentale, che scivolava come una ritornante da Est e E-SE dal bordo meridionale dell’anticiclone dinamico russo, con le masse d’aria molto più miti ed umide, di lontana origine sub-tropicale, che dai vicini Balcani, tramite i Carpazi e la Romania, risalivano verso la Moldavia e l’Ucraina meridionale. Lo scorrimento dell’aria mite e piuttosto umida, di origine sub-tropicale, sopra lo strato di aria molto fredda e pesante, di ritorno da Est dal sud della Russia, ha originato una spessa copertura nuvolosa di tipo “avvettivo” (altostrati e nembostrati) che ha dato luogo alle nevicate sull’Ucraina centro-orientale.

10421386_10204970483214504_1159467920829952664_nLe nevicate più intense si sono registrate proprio negli Oblast’ dell’Ucraina orientale e settentrionale, dove localmente sono caduti fino a più di 6-8 cm di neve bagnata. Sulla città di Kharkiv e su quella russa di Belgorod per tutta la giornata di ieri si sono verificate nevicate accompagnate da venti intensi da E-SE che hanno superato i 68 km/h nelle raffiche. Inoltre, le masse d’aria tiepide da Sud, pur continentalizzandosi sopra i Balcani e i Carpazzi, presentavano al loro interno anche un cospicuo contenuto di umidità, visto la loro origine mediterranea. Questo apporto umido, di stampo mediterraneo, ha anche esacerbato le precipitazioni lungo la linea di demarcazione fra le differenti masse d’aria, che si è localizzata sull’Ucraina centrale, favorendo l’avvento di precipitazioni piuttosto persistenti e di moderata intensità, divenute prevalentemente nevose. Parte di questa neve caduta sarà destinata a sciogliersi rapidamente già nel corso della giornata di oggi, grazie al graduale rialzo delle temperature che fra domani e mercoledì si spingeranno oltre i +10°C +11°C, per l’afflusso di aria più mite dal bacino del mar Nero che risalirà il bordo sud-orientale dell’imponente anticiclone russo.