Intossicazione alimentare per la cioccolata della nonna, ora scatta la denuncia

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L’anziana ha insistito per poter offrire ai ragazzi qualcosa per la merenda e, dopo aver cercato nella dispensa, ha trovato delle buste per preparare la cioccolata

TAZZA CIOCCOLATA CERVELLO - CopiaLa nonna aveva preparato una cioccolata buonissima, ma il cacao utilizzato per prepararla era scaduto dal giugno del 1990: cosi’ tre nipoti, un loro amichetto, assieme al figlio dell’anziana, hanno dovuto ricorrere alle cure mediche per intossicazione e per la cuoca ‘distratta’ e’ scattata una denuncia, come atto dovuto, con l’ipotesi di lesioni colpose. La vicenda risale alla scorsa settimana a Vicenza quando una donna di 77 anni ha ricevuto la visita del figlio di 48, dei tre nipoti e di un loro compagno, tutti tra gli 8 e i 12 anni. L’anziana ha insistito per poter offrire ai ragazzi qualcosa per la merenda e, dopo aver cercato nella dispensa, ha trovato delle buste per preparare la cioccolata. In pochi attimi aveva mescolato il cacao al latte caldo e servito il tutto nelle tazze. I bimbi le avevano svuotate in un attimo, anche papa’ ne aveva bevuto un po’. Alla sera, pero’, sono cominciati i guai quando, per primo, l’amico dei tre nipoti della donna ha cominciato a stare male, tanto che i genitori hanno chiamato la guardia medica e poi fatto ricorso per il figlio alle cure di un ospedale della zona. La stessa notte, anche gli altri tre bimbi e il papa’ hanno avuto gli stessi malesseri e fatto ricorso alle cure mediche. Per tutti e’ stata diagnosticata una intossicazione alimentare guaribile fra i 5 e i 21 giorni (l’amichetto di 12 anni). La segnalazione alla procura, visto che una prognosi superava i 20 giorni – come riferisce ‘Il Giornale di Vicenza’ – e’ partita in automatico dall’Usl alla procura. A scoprire il perche’ dell’intossicazione sarebbe stata la stessa nonna che ha controllato la data di scadenza del cacao in busta, 5 giugno 1990. Nella fretta di preparare la cioccolata calda non si era ricordata che la confezione era rimasta ‘sepolta’ da circa 25 anni in credenza tra tanti altri prodotti alimentari.