Irrompe il gelo artico sull’Europa nord-orientale: temperature fino a -28°C in Lapponia, nevicate fra Russia e Ucraina

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Il vasto blocco di aria gelida risucchiato dal “lobo siberiano” del vortice polare, posizionato con un minimo barico sui 980 hpa poco a sud della penisola di Jamal, come da previsione è affondato fra i bassopiani della Russia europea, la Finlandia, le Repubbliche Baltiche, la Bielorussia e l’Ucraina, determinando un forte calo termico, oltre al ritorno della neve fino al piano. La profonda circolazione depressionaria siberiana, interamente riempita di aria gelida di origine artica in costante invorticamento, nel corso del weekend è riuscita ad entrare in fase con il promontorio anticiclonico, che dall’Atlantico si estendeva fino alla Polonia e alla Bielorussia. Questa manovra barica ha aperto un canale di aria molto fredda che dal mare di Barents si è gettata verso la Finlandia, il Baltico e la Russia europea, tramite l’inserimento di una sostenuta ventilazione dai quadranti settentrionali, in prevalenza da N-NO e Nord, che ha investito in pieno la Scandinavia, il Baltico, la Finlandia e la pianura Sarmatica.

Il blocco di aria gelida di origine artica, proveniente dalle Svalbard e dal mare di Barents, è scivolato verso il bordo occidentale della vasta depressione fredda posizionata a sud della penisola di Jamal, tendendo così ad incanalarsi lungo il margine orientale del promontorio anticiclonico in fase di estensione verso l’Europa centro-orientale, attraverso una sostenuta ventilazione da NO, N-NO e Nord, che dal mare di Barents è dilagata in direzione della Finlandia e delle vaste pianure Sarmatiche. Le temperature più basse però si sono registrate proprio sulla Lapponia, dove le masse d’aria gelide in discesa dall’Artico norvegese e dal mare di Barents si sono depositate sopra i terreni ancora innevati, favorendo la formazione di intense inversioni termiche, ulteriormente esaltate dall’effetto “Albedo” indotto dal consistente innevamento. Ciò ha portato i termometri a precipitare sotto il muro dei -24°C -25°C. Ma in alcune località della Lapponia finlandese, grazie ai cieli sereni, alla scarsa ventilazione e soprattutto all’”Albedo”, ancora piuttosto intenso, la colonnina di mercurio ha sfondato il muro dei -28°C.

10421386_10204970483214504_1159467920829952664_nQuesto è il caso di Salla Naruska che ha registrato una temperatura minima di -28.1°C, seguita a ruota dai -26.8°C di Utsjoki Nuorgam e dai -25.6°C di Gielas, nella Lapponia svedese. Sulla Lapponia non si registravano temperature cosi basse dalla seconda decade del mese di Febbraio. Ma il freddo, seppur meno intenso, si è avvertito anche in Finlandia e sulla Repubblica di Carelia, nell’estremo ovest della Russia europea, dove le temperature sono scivolate al di sotto dei -10°C. Dopo aver investito la Lapponia, la Finlandia,la discesa dell’avvezione fredda artico marittima “continentalizzata” è stata preceduta da un fronte freddo, direttamente collegato al “lobo siberiano” del vortice polare, che dalla regione degli Urali si estende fino al mar Baltico e alla Polonia settentrionale, permettendo all’aria fredda di tracimare su gran parte dell’Europa orientale e sulle pianure e i bassopiani della Russia europea e Ucraina.

Il blocco di aria gelida scivolato sui bassopiani della Russia europea e l'Ucraina
Il blocco di aria gelida scivolato sui bassopiani della Russia europea e l’Ucraina

La discesa di questo fronte freddo, seguito da masse d’aria molto fredde in discesa niente meno che dal mare di Barents, ha anche prodotto delle precipitazioni, prevalentemente nevose dato l’abbassamento dello “zero termico” a quote pianeggianti, che hanno imbiancato diverse regioni fra la Russia europea, la Bielorussia e le aree più interne dell’Estonia, la Lettonia e la Lituania, mentre entro la mattinata di domani nevicate di debole e moderata intensità potrebbero tingere di bianco diverse località del nord e dell’est dell’Ucraina. Queste masse d’aria molto fredde e pesanti, di origini artiche, scivolando sul bassopiano Sarmatico sono state capaci scalfire lo strato di aria più mite che nel frattempo si era depositato nei pressi del suolo, creando delle turbolenze che hanno agevolato lo sviluppo di annuvolamenti, a prevalente carattere cumuliforme in aria fredda. Questi annuvolamenti cumuliformi, sviluppandosi nel pieno dell’avvezione fredda attiva a tutte le quote, hanno dato la stura a nevicate sparse, con veri e propri rovesci di neve in diverse località della Russia europea, Bielorussia, nord dell’Ucraina e Repubbliche Baltiche, dove i termometri sono scesi sotto la soglia dei +0°C, con gelate diffuse nelle ore notturne su tutta la Russia europea, la Bielorussia, le regioni più interne delle Repubbliche Baltiche e l’Ucraina.

A Mosca stanotte si scenderà sotto i -8°C, mentre a Kiev la colonnina di mercurio dovrebbe portarsi al di sotto dei -4°C. Nel corso della giornata odierna l’avvezione fredda di origine artico marittima “continentalizzata” tenderà a traslare verso il bacino del Volga e la regione degli Urali, determinando un forte calo termico sulle città della Russia europea orientale e degli Urali e l’avvento di nevicate sparse, anche sotto forma di rovesci lungo la linea di discontinuità del fronte freddo che si spinge fin verso le steppe del Kazakistan centro-occidentale. Entro la mattinata, con lo spostamento del fronte freddo verso sud-est, la neve tornerà ad imbiancare molte città della Russia europea, fra cui Kazan e le altre importanti città della Russia centro-meridionale, come Samara, Ufa e Perm. Rovesci di neve sono attesi fin sulle steppe del Kazakistan centro-occidentale, accompagnati da una ventilazione anche piuttosto sostenuta da O-NO e NO.

10945574_854178357938921_6105476544361668659_nIn prossimità degli Urali sono attesi fino a più di 8-10 cm di neve fresca. Nei prossimi giorni freddo, gelo e neve continueranno ad interessare la Russia europea centro-settentrionale e sul bassopiano della Siberia occidentale, causa la persistenza del “lobo siberiano” che rimarrà posizionato a ridosso delle coste della Siberia centro-occidentale, con una profonda circolazione depressionaria che continuerà ad avvettare masse d’aria gelide verso gli Urali e la Siberia occidentale. Mentre fra Ucraina e Repubbliche Baltiche le temperature, già da mercoledì, torneranno a risalire in modo repentino, ben oltre i +10°C, per l’afflusso di aria più mite in risalita dalle latitudini mediterranee.